Con l’Oman Veratour riconferma l’ampiezza di gamma. Voli Alitalia

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Ottanta le camere negoziate in vuoto-pieno a Salalah, destinazione raggiunta da un volo Alitalia operato da un Airbus 330 da 260 posti condivisi con Eden e, presto, con Alpitour
Le crisi geo-politiche hanno condotto ad un nuovo modello di business. Gli operatori hanno dovuto dimostrare flessibilità, rapidità di risposta e dopo anni di prodotto “conservativo” hanno trovato la forza di osare. La crisi di Egitto e più in generale dell’area nordafricana – senza dimenticare i cali di mete come Kenya e Turchia – li ha ritrasformati in trend setter, quell’attività così in voga fino agli anni Novanta, quando era ancora possibile ideare un charter per l’Indonesia o la Thailandia, convincendoli a scommettere su una destinazione a medio raggio ancora poco conosciuta come l’Oman con un prodotto balneare.

Quella diversificazione d’offerta che può far dire a Veratour di avere ormai 35 villaggi all’attivo (considerando l’ultimo a Salalah) ha ora un valore aggiunto in più per tutto il mondo trade. “Collaboriamo molto più di prima tra competitor – ammette il direttore generale di Veratour, Stefano Pompili -. Con Carlo (riferendosi a Stradiotti, amministratore delegato di Neos, ndr) ci scambiamo informazioni, c’è molto dialogo. Lo stesso vale per Eden (con il quale Veratour ha organizzato un educational a Salalah portando un centinaio di agenzie ciascuno per far conoscere il proprio prodotto, ndr). Evitiamo concorrenze suicide e guerre dei prezzi. Se una destinazione è in crisi se ne parla e si trova una soluzione”. Una partnership così stretta e concreta che, sembra, porterà da gennaio tutti e tre gli operatori (Alpitour, Veratour e Eden) a condividere i posti sull’A330 di Alitalia da 260 posti in tre classi (Economy, Premium e Magnifica) che proprio in questi giorni ha trasportato le agenzie nel Sud dell’Oman.

Sono ottanta le camere in vuoto-pieno che Veratour ha contrattualizzato per 3 anni con il 5 stelle Marriott a Salalah, condividendo gli spazi con il gruppo tedesco Fti, ma ritagliandosi al tempo stesso un’area ben definita dedicata alla clientela italiana e stabilendo in contratto precise opere di intervento per rispondere ai gusti della sua clientela. “Abbiamo preteso alla direzione dell’hotel – svela Daniele Pompili, resorts division director – la planimetria del complesso e con il contract manager abbiamo deciso le varie modifiche, poi approvate dalla proprietà (si tratta del figlio del ministro degli Esteri, il quale ha condotto le trattative di pace sul nucleare tra Ue-Usa e Iran, ndr)”. Il risultato è che un ristorante è interamente dedicato alla clientela italiana, è stato costruito un miniclub, oltre al teatro per l’entertainment ed è stato creato un camminamento che permette – a piedi o a bordo di golf car – di raggiungere la terza spiaggia dell’hotel, quella più panoramica, dove lo scorcio ricorda un pezzo di Sardegna del Nord o di Corsica, anche se più esposto ai venti rispetto alle altre due aree di balneazione. Altro intervento ha riguardato l’area sportiva, con la creazione di campi da calcetto, bocce e beach volley. Le altre due spiagge dell’hotel si trovano rispettivamente una di fronte all’area piscina (qui è maggiore la presenza di rocce) e una a metà strada, più riparata e considerata la spiaggia relax.

Sette circa le ore di volo all’andata per raggiungere Salalah e oltre otto al ritorno, con la partenza da Roma e lo scalo a Milano. Nel momento in cui la destinazione decollerà è probabile che si passi al doppio volo per evitare la sosta a chi proviene da Roma. Sui tempi di volo bisogna considerare che ci sono tre ore di fuso orario tra Italia e Oman, ma soprattutto che l’orario di arrivo può variare in base ai piani di volo dettati dalle no-fly zone. Stefano Pompili è convinto che la meta decollerà, grazie alla tranquillità della location e al suo clima, “oltre che all’ottimo servizio reso sia dall’hotel che dalla compagnia Alitalia”. Sul trend attuale delle prenotazioni commenta: “Voglio essere positivo. Dopo il fermo delle vendite per due-tre settimane dopo il 13 novembre, che ha fatto perdere un 25-30% di volumi, stiamo assistendo ad un recupero e da una settimana rivediamo i numeri degli anni passati”. l.d.
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