Richard Burgess svela APG Network – l’intervista – seconda parte


All’APG World Connect abbiamo incontrato Burgess – Presidente di APG Network, il quale ci ha concesso un’intervista , doveabbiamo parlato di tanti argomenti, dalla situazione dell’andamento del traffico, le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale futura e dei suoi svariati problemi.

Quanto e’ quantificabile per APG il suo business con il trasporto aereo?

In questo specifico momento, le nostra attività di GSA nel mondo era sul 20%, noi abbiamo rapporti con 200 linee aeree, diciamo quasi tutte, ne mancano poche. Il Covid-19, ha portato a una mutazione favorevole, perchè dove le aerolinee cercano di ridurre i costi e nella ripresa dei voli al contempo vogliono avere una struttura più agile e leggera. Quindi, non aprono uffici diretti nei nuovi mercati, ma affidano in outsourcing i mercati e quindi per noi l’attività di GSA è balzata al 30/40%.

Dove APG sta guardando come attivita’ di business per svilupparle?

Tenuto conto il fatto, che i costi sono la chiave di tutto. I margini per un vettore sono dell’1 o 2%. Il carburante aumenta a causa della guerra in Ucraina per esempio. Quindi, i costi per una linea aerea sono la chiave di tutto e abbassarli significa guadagnare e non perdere denaro. Noi vogliamo aiutarli a ridurre i costi di distribuzione con il metodo dell’NDC , che abbiamo sviluppato per interconnettere gli agenti di viaggio e le aerolinee per ridurre i costi di emissione di un biglietto aereo.

L’avete l’NDC?

Si! Noi, abbiamo già sviluppato questa tecnologia e già 20 aerolinee sono su questa piattaforma e saranno 30 per la fine dell’anno. Qui, e’ dove vediamo la crescita. In questa nuova via di vendita, puoi vendere non solo il servizio, ma tutti i servizi ancillari come la vendita del posto o quant’altro. Attualmente, nei sistemi tradizionali non si può vendere nulla, oltre al biglietto aereo da A a B. Air New Zealand vende come ancillare il flat bed in economica e nella tecnologia NDC questa opzione si puó vendere. In questo modo, l’agente di viaggio, puó offrire tutto e di più, rispetto a ora nei sistemi tradizionali. Ovviamente, per i vettori cambia molto, perché possono vendere di più nel domani comparandosi al presente. I guadagni non sono elevatissimi, ma almeno recuperano prima i soldi persi nel periodo del Covid e forse nel domani faranno qualche utile in più riducendo i costi della distribuzione. 

Tutto risolto?

L’NDC , non e’ al momento allo stato completo dell’arte, perchè è nata su dei concetti, che alla prova del mercato nella realtà si vede , che sia attuale per il leisure, ma non per il business travel dopo aver effettuato la vendita in caso di necessità di modifiche. È ovvio, che stiamo studiando i correttivi insieme alle grosse aerolinee, le quali sono i maggiori clienti, che gestiscono di più il business travel.

Quali altre vie in futuro per fare business? 

Definitivamente, saremo impegnati nel proseguire lo sviluppo e implementazione dell’NDC. Poi, saremo sempre sul mercato per nuove opportunità, che si potrebbero materializzare e che portino a nuove entrate per il nostro gruppo. Allo stesso modo, lo sviluppo di nuove opportunità utilizzando prodotti attuali e sviluppandoli in una modalità creativa.

Solo?

Il cargo, e’ per noi una nuova via di business creata solo tre anni fà. Noi siamo nati per offrire servizi alla industry del trasporto aereo in un ambito passeggeri e ora lo facciamo anche sul mercato cargo. Quindi, per noi c’é tanto da esplorare in questo ambito. Ad esempio certi sottosistemi pensati nell’ambito passeggeri li trasferiremo in quello cargo.

Noi , continueremo a crescere nel mondo, aggiungeremo nuovi uffici cargo. Noi siamo presenti in 170 differenti paesi. C’e’ ancora un pó di spazio, vediamo di riempirlo dove non siamo attivi.

Quanto e’ il giro di affari di APG?

Nel 2023, dovremmo raggiungere un volume pari a 2 miliardi di $ in attività per le linee aeree.

La sostenibilità ambientale come la vede?

E’ alquanto difficile il discorso, perchè tante cose sono in ballo. In particolare, l’argomento più grosso, é collegato ai suoi costi.

Ecco i costi è l’argomento dove gira tutto, chi pagherà?

Purtroppo, in quanto, i governi europei hanno legiferato e indicato delle date con gli obbiettivi. Ma, manca la parte di chi e come verrà pagata la sostenibilità. Si parte dai carburanti SAF, che dovranno crescere nel loro utilizzo, ma chi pagherà i costi per le raffinerie, le quali dovranno produrre sempre piú questo tipo di combustibile altamente costoso, tanto di più rispetto al tradizionale, anche 3 volte. Poi , le aerolinee dovranno ritrovarselo negli aeroporti, chi a questo punto pagherà per le nuove infrastrutture e altro ancora. Chi pagherà? I Governi? Le compagnie aeree? Chi viaggerà?

Anche lei si fà queste domande?

Sulla sostenibilità non ci dimentichiamo, che da vari decenni si parla di cielo unico europeo, dove farebbe risparmiare un 10% almeno nei tempi. A cascata si tradurrebbe in minor carburante utilizzato e introdotto nell’atmosfera. Quindi, minor utilizzazione degli aerei e piu’ bassi costi per i vettori e i clienti. A questi, si aggiungerebbero i costi inferiori nell’assistenza del traffico aereo. Oggi quello inglese e’ carissimo e molto vettori usano quello irlandese, che allunga il tempo di volo, ma tra piu’ carburante impiegato e costi generali, comunque é più conveniente. 

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