
Il prossimo anno inizierà male per chi dovrà in particolare usare l’aereo per necessità quali salute, studio, visita parenti. tutto il trasporto aereo in Europa sarà colpito dall’applicazione dei nuovi balzelli imposti dal clima che varieranno alla fine da 1€ a 72€ sull’incremento dei vosti dei biglietti aerei.
La prima ad applicare il balzello che agirà sulle distanze è il Gruppo Lufthansa con Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Air Dolomiti, Eurowings. Poi a seguire a giorni ci sarà anche air France-KLM.
Lo scrive Leonard Berberi su Corriere.it
A questo punto, in particolare dal low cost vedremo quale levata di scudi ci sarà su queste tasse che però ad esempio non colpiscono chi sorvola l’Europa e inquina allo stesso modo ed è la maggior parte del traffico. ma Bruxelles è cieca su queste cose mettendo l’obiettivo di emissioni zero al 2050 e del -55% al 2030 con quote di carburante SAF sempre più alte, il quale è di 3 o 4 volte più caro di quello fossile..
Ma come si è adeguata Lufthansa a queste nuove imposizioni europee: “Sui voli brevi — quelli per intenderci nazionali e all’interno dell’Europa — il gruppo Lufthansa (ad eccezione della low cost Eurowings) incrementerà le tariffe fino a 5 euro in classe Economy e 7 euro in quella Business. Sui voli intercontinentali l’aumento sarà tra i 18 e 36 euro per i sedili in Business e fino a 72 euro per quelli in Prima classe”. Così scrive Berberi.
Il giornalista scrive che Lufthansa aveva anche provato un approccio soft offrendo una green fares per la compensazione dei costi green climatici, ma solo il 4% acquistava il pacchetto compensativo. Di quì sull’aumentare dei costi si passa all’imposizione generalizzata.
Lo avevamo già detto mesi fà allorquando i vettori anche all’APG World Connect di Montecarlo a novembre 2023, le compagnie aeree avevano lanciato l’allarme , che le ecotasse europee sarebbero gravate sulle compagnie aeree, che poi le avrebbero traslate sui viaggiatori. insomma alla fine Bruxelles legifera, anche male. Quindi chi paga non sono i governi, neppure le aerolinee, ma l’ultimo anello della catena e cioè chi viaggia.
Ma quali sono le norme europee, così sintentizza Berberi ” Il pacchetto comunitario «ReFuelEu» stabilisce che dal 2025 tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione europea saranno obbligati a utilizzare una quota minima di carburante sostenibile per l’aviazione (Saf): 2% già nel 2025, 6% nel 2030, 20% nel 2035, 34% nel 2040, 42% nel 2045 e 70% nel 2050. All’interno di questa quota obbligatoria, però, l’Ue ha deciso di prevedere anche la presenza dei carburanti sintetici (e-kerosene): l’1,2% nel 2030, il 5% nel 2035 e il 35% nel 2050″.
Ci sono pero’ delle possibili parziali soluzioni, che potrebbero alleviare e anche di tanto la situazione. Una è l’applicazione a livello europeo del concetto della gestione del traffico aereo con il metodo delle “free route”, già applicato per primo in italia da ENAV: Ma pure che venga varato questo cielo unico europeo come gestione del traffico aereo che abbatterebbe i tempei e le emissioni conseguenti dal 10% e fino al 20%: Infatti con tempi medi di volo più bassi si raggiungrebbe questo risultato che a caduta si tradurrebbe in risparmi non solo di carburante, ma l’utilizzazione minore degli aerei sarebbe un toccasana per vettori, ma anche per i clienti.