Alcune linee aeree battono in ritirata dalla Cina. Non solo europee

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Virgin Atlantic a breve dopo 25 anni chiudera’ i voli sulla Cina con la ritirata dalla Londra Heathrow – Shanghai con la fine dell’orario estivo IATA 2024. Ultima rotazione il 25 ottobre 2024.

In questo caso la ragione e’ il tragitto troppo lungo da compiere, oltre due ore di volo in ogni senso e comprensibilmente piu’ persone di equipaggio. Una lotta economica impari con i vettori cinesi che invece volano come sempre sulla Russia e non hanno quel prezzo in piu’ da pagare.

Dopo quella data, Virgin Atlantic volera’ solo su Bengaluru come gateway piu’ a est in Asia. Infatti non vola piu’ su Tokyo da 10 anni e da due su Hong Kong. Ha un opzione per volare a breve su Seoul per l’affare del mergership tra Korean Air e Asiana. Sempre che decida di farlo.

Anche KLM si lamenta di questo e gli olandesi sono attenti ai conti e per loro come per Virgin, i Paesi Bassi sono un po’ piu’ vicini, ma sono sempre due ore di volo in piu’ e quattro membri di equipaggio di piu’ da imbarcare. Anche Marijan Rintel – CEO di KLM considera discriminante la cosa e lo ha gia’ segnalato da tempo, perche’ tra l’altro il carburante oggi non e’ economico, anzi tutt’altro.

Pure Qantas si accoda nei brontolii e anzi chiude il Sydney – Shanghai ben prima di Virgin Atlantic e qui non c’e’ uma ragione di non poter sorvolare la Russia, anche qui e’ invece tutt’altro. Semplicemente per gli Aussies non tornano i conti. A fronte del completo ristabilimento dei volumi di business, secondo un la CEO di Qantas Airways, il trasportato a bordo dei suoi aerei da e per la Cina e’ di appena il 66% sull’ante covid-19. Insomma, i conti sono assoutamente sballati e certamente non prevedono un cambiamento. Tanto che prima di fine mese, il 28 luglio la compagnia aerea australiana salutera’ Shanghai e manterra’ i voli solo su Hong Kong. Su Pechino non ci vola gia’ da tempo.

Anche Lufthansa non vede numeri chiari e sta per decidere cosa fare. Il piano e’ ancora non noto.

Le americane hanno aumentato i voli rispetto al 2022 da poco piu’ di mille a oltre 4mila. Ma siamo ben lontani dagli oltre 17mila del 2019.

L’India e’ ancora a zero. Nessuna aerolinea indiana vola verso il paese dagli occhi a mandorla. Air India, IndiGo operavano voli diretti. Oggi nulla di nulla.

Grazie alla “strada corta” o “scorciatoia” sulla transiberiana le cinesi invadono l’Europa. A breve partira’ il Milano-Chengdu di Air China, la Milano-Xi’an e la Venezia-Shanghai di China Eastern. Quest’ultima compagnia aerea ha trovato la strada sbarrata in Austria , dove Kurt Hofmann oggi scrive che due ministri del governo austriaco si sono opposti al fatto che il vettore cinese sbarchi a Vienna. La ragione della negazione dei diritti di traffico e’ per questioni di interesse economico nazionale e la disparita’ sul fatto che Austrian Airlines e’ svantaggiata per non poter volare economicamente ad armi pari. Infatti deve volare evitando lo spazio aereo russo con l’aggravio di ore di volo che si tramutano in extracosti. Invece come e’ noto i cinesi lo possono fare.

Non sarebbe ora, che qualche altro paese europeo, vedi l’Italia si comporti allo stesso modo degli austriaci? I vettori cinesi volano sull’Italia oltre 50 frequenze settimanali, l’unica italiana, la Neos con un paio di frequenze e’ fortemente penalizzata anch’essa nel dover volare di piu’. Tutto questo non e’ giusto.

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