
Dal 12 febbraio al 14 giugno la mostra evento “Bernini e i Barberini” esplora il genio di Gian Lorenzo Bernini
Il legame del grande artista del Barocco con il suo mecenate Papa Urbano VIII Barberini è al centro della mostra intitolata “Bernini e i Barberini”, grazie alla quale il visitatore viene proiettato indietro nel tempo in quella che è stata definita l’Età dell’oro di Roma. Tra grandi capolavori, busti dei Barberini, stampe e dipinti si entra in un dialogo artistico, personale e politico che ha scavallato i secoli e che ancora oggi incanta appassionati di tutto il mondo. Un soggiorno perfetto per la visita alla mostra si può organizzare all’FH55 Grand Hotel Palatino, situato al Rione Monti a poca distanza dalle maggiori attrazioni del centro, una struttura moderna dotata di tutti i comfort.
Chi era Lorenzo Bernini
Scultore, architetto, pittore, urbanista ma anche scenografo, costumista, commediografo: tante sono le sfaccettature di Gian Lorenzo Bernini, che ha lasciato a Roma la sua impronta indelebile sia nel tessuto urbano che in quello artistico. Il maestro del Barocco italiano nasce a Napoli ma si trasferisce molto giovane nella Capitale per seguire con la famiglia il padre, scultore, che era stato chiamato a lavorare per Papa Paolo V. Il talento precoce lo fa emergere molto presto anche per la fortuna di trovarsi sotto l’ala protettrice di Papa Urbano VIII Barberini, grazie al quale diventa famoso per la sua abilità tecnica e creativa. Tra le opere più memorabili del grande artista figurano i gruppi scultorei dell’Estasi di Santa Teresa, Enea e Anchise ed Apollo e Dafne, ma celebri in tutto il mondo sono anche il colonnato e il baldacchino di San Pietro, quest’ultimo realizzato a quattro mani con Francesco Borromini, e la Fontana dei 4 Fiumi a Piazza Navona. Per comprendere a pieno la personalità di tale personaggio italiano e il suo rapporto con la famiglia che l’ha reso celebre ecco che le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano, nelle sale di Palazzo Barberini di Roma, una mostra imperdibile, in programma dal 12 febbraio al 14 giugno 2026. Si tratta di “Bernini e i Barberini”, che mira ad indagare lo straordinario rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, ovvero colui che diventò Papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII e che fu il primo e più decisivo committente del grande artista.
L’esposizione ai 400 anni dell nuova Basilica di San Pietro
Non è un caso che l’esposizione si collochi in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, avvenuta nel 1626, uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana. L’occasione è quella da non perdere anche per fare un salto indietro nel tempo e ripercorrere la nascita e la storia del barocco attraverso le due figure chiave, Bernini e Papa Urbano VIII appunto, con il loro dialogo artistico, politico e personale che ha oltrepassato i secoli e che ancora oggi incanta appassionati di storia, arte e cultura di tutto il mondo. L’immagine della Roma seicentesca è quella che ci fornisce Bernini con l’aiuto della famiglia Barberini nel periodo che a ben ragione è definito l’Età dell’oro della città. Non appena ad Urbano VIIIapparve chiaro il talento del suo protetto gli affidò alcune delle commissioni più prestigiose del suo pontificato, facendolo cosi proiettare come grande protagonista nel maestoso firmamento della Roma Barocca.
La mostra Bernini e i Barberini
Visitando la mostra “Bernini e i Barberini” si entra nella vita e nell’officina creativa di Gian Lorenzo Bernini, seguendone l’evoluzione dagli esordi precocissimi fino alla piena maturità artistica. Il percorso espositivo, articolato in sei sezioni tematiche, accompagna il visitatore attraverso i momenti chiave della sua carriera, mettendo in luce non solo il genio individuale dell’artista, ma anche il ruolo determinante delle committenze e delle relazioni di potere nella Roma del Seicento. Tra i capolavori in mostra spiccano opere di eccezionale valore e raramente visibili in Italia, come il San Sebastianodel Museo Thyssen-Bornemisza, il dinamico Putto con drago del Getty Museum e il raffinato gruppo de Le Quattro Stagioni della collezione Aldobrandini. Accanto alle sculture, disegni e bozzetti permettono di comprendere il processo creativo di Bernini, rivelando la sua straordinaria capacità di trasformare il marmo in materia viva e vibrante.
Un’intera sezione è dedicata al rapporto privilegiato con la famiglia Barberini, grandi mecenati dell’artista e protagonisti della Roma barocca. Qui trovano spazio i celebri ritratti e busti di Urbano VIII, insieme a sculture di Bernini, Finelli e Mochi, che raccontano il clima di competizione e collaborazione tra i maggiori scultori dell’epoca. Il visitatore può così cogliere le dinamiche artistiche e politiche che contribuirono a costruire l’immagine monumentale del papato. Chi ha in mente i grandi simboli della cristianità romana troverà particolarmente affascinanti i disegni, le incisioni e i modelli preparatoriche illustrano il coinvolgimento di Bernini nei monumentali cantieri di San Pietro, dal celebre Baldacchino al monumento funebre di Urbano VIII, opere che sancirono definitivamente il suo ruolo di artista ufficiale della Roma papale. Un’altra sezione, meno conosciuta ma di grande impatto, esplora il Bernini pittore, presentando tele raramente esposte e alcune per la prima volta al pubblico, che rivelano un linguaggio sorprendentemente intimo e sperimentale. A chiusura del percorso, la mostra apre uno sguardo sul dialogo e sul confronto con altri grandi protagonisti del Seicento, come Guido Reni, François Duquesnoy e Alessandro Algardi, offrendo una visione più ampia del panorama artistico europeo dell’epoca.
La mostra consente così di approfondire non solo la carriera di Bernini, ma anche il contesto storico, culturale e politico che favorì la nascita della Roma Barocca. Emergono i grandi capolavori, ma anche i retroscena, le rivalità, le strategie di potere e quell’indissolubile intreccio tra arte e politica che ha segnato profondamente la storia di Roma e dell’Italia, rendendo Bernini un artista inimitabile e senza tempo. Per poter godere al meglio un soggiorno romano abbinandolo alla visita della mostra l’indirizzo perfetto è quello dell’FH55 Grand Hotel Palatino, situato nel Rione Monti a pochi passi dal Colosseo. Si trova in un vivace quartiere del centro e dista pochi minuti a piedi dalle maggior parti delle attrazioni più note.
FH55 Grand Hotel Palatino
È un albergo 4 stelle, situato nel quartiere Monti, a ridosso dell’ampia zona archeologica che include Colosseo, Fori imperiali, Palatino, Circo Massimo, Celio e Terme di Caracalla.
Dispone di diverse tipologie di camere che includono camere con vista sul Quirinale o sul Vittoriano, Junior Suite con terrazza privata nel Top Floor da dove godere di una splendida vista della città.
Il Grand Hotel Palatino è completo di Centro Congressi, il Globo, con 5 sale, di cui una plenaria di 295 mq, ideale per esposizioni, show room e meeting.
L’Hotel offre anche una palestra con attrezzi Technogym e personal trainer, un bar e dispone di tre ampie e luminose sale ristorante, Le Erbe, Il Giardino e Le Spighe, dove al mattino viene servita la colazione internazionale a buffet sia dolce che salata, alimenti biologici ed una selezione di prodotti per coloro che seguono diete specifiche legate a intolleranze alimentari e per chi ama mangiare sano.
Il Ristorante Le Spighe è aperto a pranzo e a cena, anche ai visitatori esterni, e serve una cucina di mare e di terra per riscoprire i migliori piatti della tradizione romana e nazionale. Tutte le proposte sono preparate dal nostro Chef Giuseppe Mulargia e presentate nel menu à la carte e nei menu degustazione.
L’albergo è pet friendly ed è comodamente raggiungibile in auto, con diversi garage convenzionati a pagamento nelle vicinanze.
FH55 HOTELS
È un gruppo alberghiero fondato nel 1955 da Dino Innocenti, pioniere nel settore dell’hôtellerie, che inizia creando il Grand Hotel Mediterraneo di Firenze. La storia continua nel 1968 con la costruzione del Grand Hotel Palatino a Roma, a due passi dal Colosseo. Successivamente il gruppo prosegue la sua crescita con l’acquisto dell’Hotel Calzaiuoli, nel cuore di Firenze che apre nel 1982. Alla scomparsa del fondatore, gli eredi divenuti nel frattempo titolari delle strutture, continuano la politica di espansione e nel 1995 acquisiscono l’Hotel Villa Fiesole. FH55 HOTELS è oggi un gruppo alberghiero composto da quattro strutture, ognuna con una propria identità, ma accomunate da quei valori che la proprietà trasmette quotidianamente a tutto lo staff e alla direzione degli alberghi. Nel 2025, FH55 HOTELS celebra con orgoglio il suo 70° anno di attività, un traguardo straordinario che segna sette decenni di eccellenza nell’ospitalità italiana. Da una visione pionieristica a una realtà consolidata, il gruppo continua a distinguersi per innovazione, qualità e un’attenzione costante al benessere degli ospiti.
Il Gruppo FH55 Hotels, da sempre attento al sostegno dei più bisognosi, ha avviato una meravigliosa iniziativa di solidarietà in collaborazione con l’Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri di Firenze. Questo progetto è nato dal desiderio di ridurre gli sprechi alimentari, trasformando le eccedenze del buffet delle colazioni del Grand Hotel Mediterraneo in una preziosa risorsa per l’istituto, che ospita oltre 70 anziani, 10 suore e 20 dipendenti. Prima di questa iniziativa, gli anziani avevano a disposizione pochissimo per la colazione, ma grazie all’impegno del Gruppo, ora possono godere quotidianamente di una colazione completa e abbondante. Il progetto, avviato nel novembre 2023, rappresenta solo l’ultima delle numerose attività benefiche che il gruppo porta avanti da anni, confermando il suo impegno concreto e costante nel fare la differenza per chi ha più bisogno.