Il Tribunale di Roma conferma la proprietà di Aeroitalia da parte di Marc Bourgade


Questo è il comunicato stampa di Watson Farley & Williams, che si riproduce integralmente.

Watson Farley & Williams (“WFW”) ha assistito Marc Bourgade dinanzi al Tribunale di Roma nella controversia concernente la titolarità di Aeroitalia S.p.A. (“Aeroitalia”), di cui Bourgade è presidente e unico azionista.

Respingendo integralmente l’istanza con cui la controparte chiedeva il sequestro giudiziario dell’intera partecipazione societaria di Bourgade, il Tribunale di Roma ha accolto le argomentazioni formulate da WFW, rilevando l’assenza dei presupposti necessari per ricorrere alla misura straordinaria e confermando la stabilità della partecipazione azionaria in capo a Bourgade.

WFW ha assistito Bourgade con un team guidato dal Partner Giannalberto Mazzei e dal Senior Associate Giuseppe Salsarulo, con il supporto dagli Associate Veronica Proietti and Enzo Maria Incutti. Il team ha operato in stretta collaborazione con Emanuela Lanzi, General Counsel di Aeroitalia.

Nota di rettifica ricevuta in data 18 febbraio dall’Avv. Elena Bruno

In questi giorni sta circolando la notizia secondo cui il Tribunale di Roma, che ha rigettato l’istanza di sequestro delle quote di Aeroitalia richiesta dalla JDK (società delle figlie del Sig. German Efromovich), avrebbe “confermato la stabilità della partecipazione azionaria in capo a Bourgade”. Tale notizia è accompagnata da vari titoli, ancor più fuorvianti, che fanno intendere che vi sia stata una pronuncia che, a fronte delle contestazioni di JDK sulla titolarità delle partecipazioni di Aeroitalia, abbia riconosciuto Marc Bourgade come l’effettivo titolare. 

La notizia non è corretta. Il Tribunale di Roma non ha confermato né che il Bourgade sia proprietario di Aeroitalia né alcuna stabilità della partecipazione azionaria del Bourgade. Il Giudice italiano era stato investito della domanda di sequestro per le irregolarità nei bilanci che la JDK ha rilevato ed ha sottoposto al giudicante, ma è davanti alla Corte londinese che si sta discutendo di chi siano le quote. Il Tribunale di Roma ha semplicemente ritenuto che le irregolarità denunciate da JDK, senza una verifica tecnico contabile, ritenuta non compatibile con il tipo di procedimento azionato, non possono determinare l’imposizione di un sequestro. Un fatto procedurale dunque, ben lontano dagli accertamenti attribuiti nel citato articolo alla pronuncia romana. Avv. Elena Bruno”

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