ITA Airways guarda agli USA e al Sud America

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L’imperativo nel futuro di ITA Airways é di continuare ad espandere il network verso ovest, quindi verso Nord e Sud America, lurchè sia tutto quanto remunerativo. Ovviamente non si vogliono lanciare nuove rotte come al gioco delle freccette e poi ritrovarsi voli in perdita perche’ le tariffe sono insoddisfacenti. Oppure per riempirle si e’ costretti a svendere. Ma quali sono queste rotte. All’intervista rilasciata in settimana a Leonard Berberi, e’ stato Joerg Eberhart – CEO ITA Airways a farlo.

ITA guarda agli USA. Dove si fanno piu’ soldi

Non e’ un mistero che ITA guardi agli USA come maggior mercato e dove in effetti con le vendite proprio dal lato americano si facciano molti piu’ soldi che dal lato europeo, quindi ad iniziare dal nuovo volo su Houston in partenza dal prossimo mese ci sara’ la possibilita’ sia dal lato passeggeri, che merci di sfruttare un’area interessante ddgliUSA.Per di piu’ in un aeroporto hib di United dove ci sono prospettive di sinergie sulle prosecuzioni. Eberhart definisce il Texas un’area molto dinamica e ricca allo stesso tempo. C’e’ molto oil & gase questo dal lato business passeggeri e anche cargo si tratta di mercati e segmenti interessanti.

ITA guarda a Newark

Non e’ un mistero che ITA Airways ora che e’ in Lufthansa e con le sinergie con United, e’ chiaramente ragionevole che si guardi all’aeroporto di New York Newark per voli aggiuntivi in luglio e agosto, sempre valutando se gli slot rimasti siano ottimali per le coincidenze. Anche qui si vogliono fare soldi e non perderne.

Poi Washington

C’e’ anche Washington come papabile via di espansione, dove ora con i buoni rapporti con United a Dulles c’e’ tanto spazio per connessioni.

Il Sud America

Ha gia’ potenziato Rio de Janeiro, Buenos Aires e San Paolo. In particolare su questi due ultimi scali ci sono piu’ voli: fino a 9 settimanali sulla capitale argentina e bigiornaliero su San Paolo. Non ci sono solo tanti passeggeri, maanche tanto cargo, specie il lucrativo mercato del pharma.

Dove c’e’ spazio in Sud America

Eberhart dice che il oroblema sono gli aerei. Ovvero l’A330-200 fa fatica ad arrivare, anzi non ci riees esu Lina o Santiago del Cile. Ci vogliono A350-900 o A330-900neo. Asnche quest hanno difficolta’ alle alte quote. Santiago e’ a 1555 piedi ovvero piu’ di 450 metri. Poi ci sono tariffe bassi e e la lunghezza del volo ne compromette la redditivita’ finale. Quindi bisogna attendere la completa integrazione per avere dei flussi frutto di vendite in altri mercati e che vengano canalizzati nei due sensi via Roma e non su altri scali. Questo discorso per Santiago , valeanche per Lima. Se le tariffe sono troppo altesu mercati diretti attuali la gete non compra. A tariffe alte si rischia di volare vuoti, a tariffe alte si rischia di perdere soldi.

Da escludere Bogotà perche’ i suoi 8361 piedi ovvero 2500 metri sono tanti per fare decollare un aereo a ieno carico che debba farsi almeno 12 ore peer arrivarea Roma Fiumicino . Serve un doppio scalo, ma questo crea problemi commerciali di gestione degli spazi.

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