L’azienda per la prima volta fissa una posizione ufficiale e non lascia margini alla speranza. Ma continua il dialogo con i sindacati per cercare di ridurre il numero degli esuberi, fermo a 1634
OLBIA. No ad altri due anni di cassa integrazione per tenere dentro i 1634 esuberi. Meridiana li licenzierà con o senza intesa sindacale ai primi di gennaio, ma è disponibile a trovare un accordo con le dieci sigle – se lo vorranno – sulla loro riduzione entro l’anno per i pensionabili e i volontari (ma anche per gli altri) per fare avere loro il massimo degli ammortizzatori sociali.
Non rispondendo alla domanda su quanti esuberi abbia prodotto la cessione di rotte ad Air Italy, che è l’accusa diretta dei sindacati, Meridiana sostiene che per tenere tutti i piloti e gli assistenti di volo servirebbero 60 aerei. Questa è la posizione – messa nero su bianco – di Meridiana spa. Alla quale, con delle domande scritte, si è rivolta “La Nuova” con l’obbiettivo di avere delle informazioni ufficiali per i lavoratori (e i lettori) sulla base della sempre ostentata “responsabilità sociale” dell’azienda dell’Aga Khan.
Attraverso le risposte alle domande poste dalla “Nuova”, Meridiana spa spiega tra l’altro che “La cassa integrazione si è dimostrata di fatto uno strumento inappropriato per gestire una tematica di “crisi strutturale” di tali dimensioni e complessitàI”.
Sui licenziamenti: decorreranno comunque al termine della procedura di mobilità avviata il 27 ottobre, sia in caso di accordo (per la quota definita con i sindacati), sia in caso di mancato accordo.
Gli esuberi sono in gran parte nel settore volo: quanti aerei servirebbero per ridurre o salvare gli esuberi, visto che il piano di tagli, a regime, ne prevede appena due a Olbia? Risposta: “Un corretto impiego di tale personale richiederebbe una flotta di circa 35 aerei per i primi e addirittura di oltre 60 per i secondi, numeri ben lontani dall’attuale dimensionamento di Meridiana fly”.