A settembre è prevista l’operazione sul 30% del capitale dello scalo romano
Con un’entrata pari a 1.3 miliardi di euro nelle casse di Atlantia, a fine estate dovrebbe andare in porto la delicata cessione del 30% delle quote in Adr. Dopo mesi di trattativa si vanno a delineare i dettagli dell’operazione: il 15%, di fatto, era già stato venduto ad Adia (il fondo sovrano di Abu Dhabi), la quota restante, sarebbe contesa tra il fondo canadese Borealis e il gruppo finanziario cinese Gingko Tree. L’operazione si inserisce in un momento particolarmente delicato: nonostante lo stop forzato del terminal 3, a seguito dell’incendio, le analisi del traffico dei passeggeri segnano comunque un importante incremento. Dall’inizio del 2015 sono transitati oltre 25 milioni di persone con un incoraggiante +7% rispetto allo scorso anno. Le azioni di Atlantia, intanto, ieri hanno chiuso le contrattazioni con un rialzo dell’1.66%. Dati che, uniti ai ricavi della prossima cessione, lasciano presagire nuove iniziative di sviluppo oltre ai 450 milioni investiti finora nello sviluppo di Adr.
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