Il futuro di Bolzano si gioca domenica

il

Bolzano, referendum sull’aeroporto San Giacomo: allunga la pista oppure chiude…
Domenica chiamati alle urne i bolzanini -Pronostico difficile, forse lieve propensione al no

09/06/2016
Allungarsi o scomparire. L’aeroporto di Bolzano decide il suo futuro domenica. L’Aeroporto di Bolzano (IATA: BZO, ICAO: LIPB), anche comunemente indicato come Aeroporto di San Giacomo, è un aeroporto situato nella zona sud del capoluogo altoatesino nella zona di San Giacomo, distante 6 km dal centro città, a 1 km dall’uscita autostradale dell’A22 Bolzano Sud e dalla stazione ferroviaria Bolzano Sud-Fiera. A disposizione dei passeggeri in partenza ci sono 80 posti auto localizzati di fronte al terminal e ulteriori 200 nuovi parcheggi sono situati lungo la strada di accesso all’aeroporto. Attualmente non offre voli di linea. In passato è stato collegato da quattro voli di linea durante la settimana e due nei weekend con Roma. In estate vengono effettuati alcuni voli charter operati da Austrian Arrows in collaborazione con il tour operator Aveo Tour per alcune località balneari d’Italia: Cagliari, Catania, Lamezia e Olbia.
IL suo reale sviluppo è sempre stato condizionato dalla pista troppo corta (circa 1300 metri) che ora si vorrebbe allungare per consentire l’atterraggio di aeromobili di maggiori dimensioni, avviando così una più produttiva attività charter..
La scalo più a nord d’Italia negli ultimi anni è stato costretto a segnare diverse interruzioni di servizio anche causa i continui mutamenti di vettori aerei che lo servivano. Gli elettori altoatesini si recheranno alle urne dalle ore 6 alle 22, scrutinio lunedì a partire dalle 7, per approvare o bocciare il disegno di legge n. 60/2015 («Norme sull’aeroporto di Bolzano»). Affinché il referendum sia valido serve un quorum di partecipazione pari al 40% degli aventi diritto al voto. Se la maggioranza voterà «si», l’aeroporto di Bolzano diventerà uno scalo regionale funzionante di categoria 2C grazie a fondi pubblici (previsti anche 5 euro a residente per 5 anni) e sotto il controllo della Provincia di Bolzano con adeguamento dell’intero complesso aeroportuale già esistente e nuovi posti di lavoro. In caso di vittoria del «si», stando alla Provincia l’aeroporto dovrebbe autofinanziarsi a partire dal 2022. Al raggiungimento dei 170mila passeggeri annui la Provincia verserà infatti solo 1,5 milioni l’anno per incassarne 2,2 sotto forma di maggiori introiti fiscali. In caso invece di vittoria del «no», la Provincia di Bolzano non potrà implementare il progetto di ampliamento per il prolungamento della pista di decollo e atterraggio, già approvato e confermato con sentenza del Consiglio di Stato. Inoltre, non saranno impiegati ulteriori mezzi finanziari per la gestione dello scalo e la Provincia dovrà liquidare la società di gestione dell’aeroporto di Bolzano.
Il totoreferendum parla di grande incertezza, anche se sembra cogliersi una leggera propensione al no, la scelta preferita dalla folta colonia di ambientalisti altoatesini. Ovvio che la vittoria del sì è invece caldeggiata da tuitto il comparto industriale ma anche da quello turistico, che in Alto Adige ha peso importante.

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