Scoppia il bubbone Pechino. Alitalia si lamenta degli slots. Mancano invece gli aerei

Sommando Pechino, Havana e Male a quelle estive per il 2018 alla fine gli aerei a disposizione erano insufficienti.

In settimana dopo che per primi avevamo pubblicato la chiusura di #Pechino e la sospensione della rotta su #Havana e #Male, è scoppiato il bubbone del rimbombo della notizia sui giornali della stampa trade e non.

In fretta e furia #Alitalia ha dichiarato che la ragione della chiusura dei voli per Pechino è dovuta al fatto che gli slots in partenza dalla capitale cinese sono sfavorevoli. Si parte alle 6 e quindi eccetto i passeggeri originanti dalla città, non è possibile prelevare alcun feeder da altre origini. Infatti è vero questo, ma l’aver deciso di aprire due nuove rotte per Johannesburg e Nairobi ha praticamente reso impossibile operare in qualsiasi maniera: Pechino, Havana e Male. Le ultime due verranno riattivate con la winter 2018/19.

Perchè di questo. Lo spieghiamo. Seppur #Nairobi ed in particolare #Johannesburg sono entrambe quadrisettimanali, quest’ultima è lunga oltre dieci ore e quindi rende impossibile operarla in almeno un caso di giorno. Se si sfrutta andando la notte verso sud, quando si riparte verso nord si atterra a Roma a notte fonda. Ergo e’ meglio fare sostare  dalla mattina alla sera l’aereo che atterra a Johannesburg e quindi poter offrire sia le coincidenze in Sud Africa e la mattina successiva in Italia in entrambi i sensi. Facendo questo solo per un volo che opera quattro volte alla settimana, moltiplicandolo per due servono otto notti per effettuare i voli prima verso sud e quelli verso nord. Assommando le quattro notti per operare il collegamento su Nairobi, gli aerei di conseguenza necessari sono due, A330/200 in questo caso. Esattamente quelli che operano ora su Pechino, Male e Havana. Il dado quindi è tratto, la coperta diventa corta, per aprire i nuovi voli sull’Africa sono stati sacrificate le tre destinazioni: Pechino e Havana lanciate dalla triade Montezemolo-Hogan-Ball. Male invece è stato pensata da loro, ma aperto nel periodo già del commissariamento. In realtà è fisiologico che per Male lo sia, è un collegamento prettamente invernale al servizio dell’industria degli operatori turistici specializzati che convogliano i cercatori di sole e caldo alle Maldive quando in Italia è freddo. Diverso è per Havana, attivata nel 2016, come pure Pechino. Quest’ultima, una rotta voluta a tutti i costi, nonostante che gli orari di partenza in particolare, ma anche quelli di arrivo siano a notte fonda. Con nessuna possibilità per avere ragionevoli coincidenze in arrivo e partenza che possano permettere di avere l’interesse di passeggeri diretti in altre destinazioni all’interno della Cina. Gli slot furono chiesti qualche tempo prima e le altre fasce erano totalmente impegnate a Pechino, un aeroporto che muove volumi di traffico spaventosi ed ognuno si tiene ben cari gli interessanti slot nelle fasce orarie più redditizie ed eventualmente desiderate da nuovi vettori.

Ritornando a parlare di flotta e coperte corte. L’anno scorso oltre al B777-300ER da poco entrato in servizio era stato visionato un A330/200 ex Turkish Airlines. il velivolo fu poi spostato nello scorso giugno 2017 a Lourdes, dove qualche settimana prima era arrivato anche il B777-300ER verniciato qualche tempo prima a Roma. Tutto faceva presagire che entrasse in flotta, ma in realtà sembra che qualche problemino era uscito allo scoperto durante la verifica tecnica dell’aeromibile, sconsigliandone l’assunzione in flotta. La problematica principale va rivolta al fatto che anche se sono dello stesso tipo, sempre A330/200. Invece al loro interno nella configurazione interna: vedi classi di servizio con quantità di posti e disposizioni differenti, come pure diversa localizzazione di galley e toilettes nonchè equipaggiamenti a bordo, li rendono totalmente fuori standard e quindi onerosi nella gestione ordinaria e straordinaria delle operazioni di volo e manutenzione.

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