San Francisco è sempre più “Green”

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La sostenibilità è in prima linea in ogni aspetto delle infrastrutture e anima di San Francisco. Il progetto Climate Reality ha nominato San Francisco una delle cinque migliori città del mondo nel 2017. La città continua a impegnarsi nella causa, in parte grazie al suo esteso network di organizzazioni sia private che governative ecosostenibili, che includono anche l’organizzazione governativa locale, SF Environment. Ecco in quali modi San Francisco sta mantenendo salda la sua reputazione “green”.

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L’aeroporto di San Francisco diventa “plastic free”

L’aeroporto internazionale di San Francisco (SFO) dal 20 agosto 2019 ha lanciato il suo nuovo piano che vieta la vendita di bottiglie d’acqua in plastica. Più nello specifico, questo piano prevede che tutti i rivenditori, ristoranti, aree lounge e macchinette automatiche dell’aeroporto distribuiscano l’acqua solamente in confezioni in alluminio riciclabile, vetro o in materiale biodegradabile con certificato BPI. Questa politica si applica all’acqua purificata, acqua minerale o frizzante e all’acqua elettrolizzata, ma non comprende le bevande come la soda, te o succhi di frutta.

Nel 2016, SFO ha stabilito che il suo obiettivo primario sarà quello di raggiungere il livello di zero sprechi entro il 2021. Da quel momento in poi, l’aeroporto ha cominciato a lavorare insieme ai concessionari e affittuari su politiche che permettessero il raggiungimento di tale obiettivo, includendo anche l’inserimento di confezioni monoporzione in materiali biodegradabili. Il divieto di distribuire l’acqua in bottiglie di plastica è stato finalmente raggiunto, perché ora il mercato è maturato così tanto da poter offrire ai rivenditori delle alternative alla plastica a prezzi assolutamente ragionevoli.

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Jump, il bike sharing di Uber

Nel 2018, Uber ha lanciato proprio a San Francisco il suo ultimo progetto: Uber Bike by Jump. E’ un progetto di bike sharing che mette a disposizione bici elettriche per i cittadini e i visitatori che utilizzano l’App Jump. Dopo il primo anno, il CEO Ryan Rzepecki ha reso noti alcuni dei numeri relativi al progetto: “Più di 63 mila utenti di Jump hanno noleggiato le nostre bici per fare oltre 625 mila viaggi, per un totale di 1 milione e 600 mila miglia”, cioè oltre due milioni e mezzo di chilometri. Ma il dato molto interessante è che mano a mano che sono aumentati i clienti di Jump, sono diminuiti allo stesso modo quelli che usano le auto. L’uso delle bicilette elettriche nella città californiana ha subito una crescita continua durante tutto il periodo. Si consideri che ogni giorno, ciascuna bicicletta viene usata tra le sette e le otto volte. Un dato che è sceso soltanto a metà novembre, quando il freddo ha cominciato a farsi sentire.

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Energia Pulita

Nel 2017, la Commissione per le Utenze Pubbliche di San Francisco (SFPUC) e la SF Environment hanno annunciato l’intenzione di voler raggiungere un 50% di fornitura di energia rinnovabile entro il 2020. A cavalcare l’onda del cambiamento c’è la CleanPowerSF, che ha cominciato già nel 2016 a distribuire energia pulita a ogni cittadino e impresa della città a prezzi più che ragionevoli, aiutando moltissimo a ridurre le emissioni di gas del settore energetico di San Francisco. Oggi, la CleanPowerSF ha coinvolto più di 360.000 imprese e residenti, facendogli risparmiare una cifra pari a 3.5$.

Grazie al suo contributo, la città ha ridotto le sue emissioni di gas del 36% rispetto ai livelli del 1990.

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Bay Area Rapid Transit (BART)

I treni Bay Area Rapid Transit (BART), che collegano San Francisco all’aeroporto SFO e alla parte est della Bay Area, sono al 100% elettrici: più del 97% dell’energia che utilizzano proviene da risorse a bassa emissione di carbonio, come energia solare e energia idrica. BART sta aumentando il suo utilizzo di risorse a basse emissioni di carbonio e risorse rinnovabili, con l’obiettivo di diventare al 100% carbon-free entro il 2035 e di usare al 100% energia rinnovabile entro il 2045. BART è una delle infrastrutture più ecologiche del paese, che emette la minor quantità di CO2 per chilometro per ogni passeggero di qualsiasi altro sistema di transito del suo genere.

I treni BART oltretutto trasformano la loro energia cinetica di movimento in energia elettrica ogni volta che il treno frena. Parte dell’energia rigenerata durante questo processo torna indietro al sistema di distribuzione e viene poi utilizzata per mettere in moto gli altri treni.

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Il Porto di San Francisco

La flotta marittima della Bay Area si sta preparando già da tempo alla sua transizione verso il gasolio rinnovabile, diventando così la prima regione della nazione a rispettare gli standard di ecosostenibilità stilati per il carburante. Il gasolio rinnovabile creato da risorse non petrolifere come grassi naturali, oli vegetali e lubrificanti, funziona esattamente come ogni altro tipo di gasolio e può ridurre le emissioni di gas serra del 60% o più.

La transizione, una volta completata, permetterà di ridurre le emissioni di gas serra di 22.000 metri cubi all’anno. La flotta Rossa e Bianca, che offre crociere turistiche nella baia, ha già fatto il cambio negli ultimi mesi del 2017 e questo autunno avrà a disposizione anche un battello alimentato a idrogeno. Il dipartimento dei Vigili del Fuoco è passato al carburante rinnovabile nel 2018. Invece, le ferrovie della Bay Area e le compagnie che organizzano le escursioni in barca, incluse le Golden Gate Ferry, le Hornblower Cruises, Blue e Gold e la Water Emergency Trasportation Authority (WETA) cominceranno il processo di transizione nel 2019.

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Il Chase Center

Il Chase Center, la nuova casa dei campioni NBA, i Golden State Warriors, che aprirà questo settembre, è sulla buona strada per ottenere la certificazione oro LEED (Il sistema statunitense di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica che fornisce un insieme di standard di misura per valutare le costruzioni ecosostenibili).

Per prima cosa, l’arena prevede 18.000 posti costruiti con materiali che provengono dalla regione contenenti parti riciclabili. Oltre a ciò, per far riflettere più luce solare e prevenire l’assorbimento del caldo, il tetto del Chase Center è composto da un materiale con un alto indice di riflettente solare (SRI), che contribuisce a creare un effetto di isolamento del caldo completamente eco-sostenibile. Bisogna tenere presente anche che uno dei punti focali del progetto è l’uso dell’energia verde: l’energia eolica sarà utilizzata per il 70% nel sistema elettrico dell’intera struttura almeno nei primi due anni.

Infine, il Chase Center offrirà un sistema di trasporto pubblico e parcheggi preferenziali riservati per il carpooling, veicoli a bassa emissione e auto elettriche. In più, lo stadio metterà a disposizione molti spazi per posteggiare le biciclette, incluso un servizio di parcheggio per più di 300 biciclette e un recinto per altre 100 bicilette in occasione degli eventi.

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Ristoranti ecosostenibili e ZeroFoodprint

Il vasto assortimento di ristoranti di San Francisco ne include alcuni che sono molto dediti alle pratiche ecologiche. L’iconico Cliff House, per esempio, fa crescere la sua rucola e altri prodotti in una fattoria a Sonoma, focalizzandosi quando possibile su una coltivazione locale ed organica. Invece, il famoso ristorante del Fisherman’s Wharf, Scoma’s, è uno dei tanti posti dove il pesce è cucinato e conservato in modo ecosostenibile. I ristoranti a km zero spaziano dal prestigioso Saison a South Beach fino al più casual Stem Kitchen & Garden al Potrero Hill.

I ristoranti vegani e vegetariani che hanno cominciato ad andare di moda proprio a San Francisco sono ancora molto in voga in città. Il Greens Restaurant al Fort Mason ad esempio, che ha aperto nel 1979 è diventato uno delle mete preferite tra i vegetariani. Oltre che procurarsi il cibo a livello locale da fattorie organiche, il Greens raccoglie i prodotti dalla Green Gulch nella Contea Marin.

Oggi, la città offre una grande varietà di cucine da quella vegana giapponese (Shi-Zen) alla vegana messicana (Gracias Madre).

Una novità assoluta è presentata dalla ZeroFoodprint, un’organizzazione no-profit convinta che chef e ristoranti possano guidare la battaglia contro il cambiamento climatico. Ci sono 14 ristoranti ZeroFoodprint a San Francisco e siamo certi che il numero raddoppierà nei prossimi due mesi. Fondata da Chris Ying, Anthony Mynt e Peter Freed, ZeroFoodprint lavora insieme ai ristoranti per aiutali a comprendere le loro emissioni di CO2 e ridurne il loro effetto dannoso sul cambiamento climatico. Alcuni dei ristoranti che vi prendono parte sono i pluripremiati Benu, In Situ e Lord Stanley.

Marin Headlands bridge view hillsides at Golden Gate National Recreation Area

Gli spazi Verdi di San Francisco

Oltre alle sue infrastrutture ecosostenibili e ai passi in avanti nella riduzione delle emissioni di CO2, San Francisco è anche un paradiso per gli spazi aperti. Possiamo dire che ogni cittadino di San Francisco abita a 10 minuti a piedi da un parco.

Tra questi ricordiamo la Golden Gate National Recreation Area, che si estende per più di 350 chilometri quadrati a nord e a sud del Golden Gate Bridge, e abbraccia 146 chilometri della Bay Area e della costa oceanica. È uno dei parchi nazionali più estesi tra quelli adiacenti ad una città metropolitana ed è stato segnalato dall’UNESCO come un “punto d’osservazione della biodiversità” data la presenza di 19 ecosistemi separati. Il parco include 37 siti diversi – l’isola di Alcatraz, la zona storica di Fort Point, Crissy Field, Fort mason, Ocean Beach e Ford Funston.

Ovviamente bisogna menzionare anche il Presidio, una vecchia pista d’atterraggio della U.S. Army che ora è parte della Golden Gate National Recreation Area e si estende per 401 ettari, con giardini storici e panorami residenziali. Non possiamo non inserire nella lista il Golden Gate Park che si estende per più di 400 ettari e contiene al suo interno 10 laghi. Nel Golden Gate Park troviamo anche il giardino botanico di San Francisco che possiede all’incirca 7.500 varietà di piate provenienti da tutto il mondo. Oltre al California Academy of Science, qui troverete il Japanese Tea Garden, il De Young Museum e il giardino dei tulipani Queen Wilhelmina.

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