Alitalia nella JV atlantica, era una situazione più che complicata. Meglio andare da soli



Ad una settimana circa, dall’uscita dell’Alitalia dalla joint venture Atlantica, a suo tempo in essere con Delta ed Air France-KLM, escono i cappi al collo, che la compagnia aerea italiana avrebbe subito.

E’ assodato, che il mercato nordamericano sia quello più redditizio per la compagnia aerea italiana. Forse solamente quello asiatico per il Giappone si può anteporvi, ma le dimensioni non sono quelle del segmento americano.

Il Nord America per Alitalia, numericamente e’ dimensionato in un volume di poco più di un milione di passeggeri. Valori in crescita negli ultimi anni. E’ caratterizzato da un fatturato di almeno mezzo miliardo di €, un sesto di tutto quanto fa Alitalia in un anno. Ciò ante Covid-19, oggi e’ azzerato.

Ma, la presenza di Alitalia nella JV, era pieno di lacciuoli posti in essere dai partner a loro esclusivo tornaconto e non per la compagnia aerea italiana.

Quali erano:

– prorata,

– commissioni del 24% per destinazioni fuori hub

– tetto sulla crescita

– gli orari

Tutte condizioni assolutamente svantaggiose. Non una favorevole nel miglior mercato per l’aerolinea italiana.

Tutti erano liberi di fare quel che a loro pareva.

Oltre agli hub , Chicago, Miami, poi l’apertura di Washington e la futura San Francisco sono state un guadagno per altri. Diversamente da quanto accadeva per Alitalia. Perché erano fuori hub e quindi assoggettate a fees che erodevano i ritorni. Oppure le mettevano in perdita, qualora fossero con modesti numeri positivi.

Gli orari, permettevano come doveva accadere per la Boston,  prevista da Delta dal maggio scorso,  di anteporsi al primo mattino all’esistente volo Alitalia del pomeriggio. Praticamente, io ti porto via tutto, tu rimanevi vuoto,  partivi dopo e svantaggiata. Perché, alle 18:25 al tuo arrivo negli USA, con l’immigrazione ancora da fare, ti bloccava nel New England senza prosecuzione. Oppure qualche briciola nel giro di un paio di ore di volo ed il Canada orientale.C’era chi aveva lo slot giusto e gli altri quel che gli davano e si doveva accontentare.

Non solo Delta, ma anche Air France – KLM ne traevano benefici, ma la bilancia aveva altri pesi nel lato opposto. Insomma guadagni minori.

Alitalia dal canto suo, per contro aveva smantellato tutta la struttura commerciale americana, fatta eccezione per la costa est. Di conseguenza, su Delta doveva fare conto della promozione e vendita dei suoi prodotti, praticamente in tutti gli USA, eccetto tre città. “Se vuoi che io ti faccia questo, e’ ovvio che tu mi devi dare qualcosa”, ognuno direbbe così. Non si fa nulla per nulla.

Meglio, per ora, andare avanti con i code share. Il traffico si e’ azzerato. Il Covid-19 ha fatto altri danni, imprevisti fino a quattro mesi fa. Infatti, la nuova alleanza Blue Sky,  forse sarà un boomerang per gli altri membri. Perché Virgin Atlantic. entrata al posto di Alitalia e’ scivolata in una situazione economica poco florida. La British Airways, sta tentando di fare di tutto per levarsela di torno. Air France – KLM ai limiti di una separazione.
Alitalia ha il beneficio di ripartire e scegliersi l’alleanza che vuole! Per cercare di guadagnarci qualcosa di più e non finire nelle fauci di partner pirati indiscriminati.

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