Ed Sims (WestJet) a Aviation Straight Talk di Eurocontrol. Critico con il sistema Canada

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Ieri e’ tornato l’incontro del salotto dei top dell’aviation a Eurocontrol con Aviation Talk Straight in line. C’era Ed Sims – CEO della WestJet – il vettore ibrido canadese sul mercato nazionale della nazione con la fogli d’aceto, leisure Caraibi / Messico / Centro America / Hawaii e long haul verso l’Europa. Il quale e’ stato molto critico sul sistema Canada, in particolare verso il Governo.

Ed Sims, con esperienze precedenti in UK con Thompson e TUI, poi Nuova Zelanda con Air New Zealand in vari ruoli top e alla Airways, la società che gestisce il controllo del traffico aereo neozelandese e del sud Pacifico. Poi l’arrivo a WestJet. Con questa larga esperienza ha messo a paragone le diverse situazioni con quelle odierne con il vettore canadese. Ha assunto l’incarico pre Covid-19 nel marzo 2018 e ora sta cercando di portarla fuori dalle secche. Proprio in questo periodo l’Aerolinea canadese e’ arrivata giusto a fine febbraio a spegnere la 25esima candelina. Il primo volo fu il 29/2/1996 con alcuni B737/200. Era una no frills, che oggi ha cambiato ruolo andando verso quello che chiede il mercato. Quindi Sims gli ha dato una fisionomia ibrida. Aiutandola nel crescere in un paese di soli 36 milioni di abitanti dove c’erano 45 milioni di passeggeri e la tariffa media era di 190 dollari. Oggi scesa a 160 e i viaggiatori molto più che raddoppiati.

Dai B737/200, la compagnia e’ passata sugli NG. Nel 2012 con Encore sono in servizio i DHC8Q400. Poi i B767/300ER, quindi B737 MAX e i B787-9. Oggi ha 121 aerei e 47 con Encore.

Ma il Covid-19 ci si e’ messo di mezzo e Ed Sims ha dovuto ridurre la flotta e i servizi al 5/10%. In linea con quanto e’ in Canada al -91%, contro il -58% degli USA.

Ed Sims, ha ridotto la forza lavoro dei WestJetters da poco più di 14000 a 4400. Non aveva alternative per tentare di sopravvivere. Qui e’ stato uno dei momenti più duri e lo ha ribadito con durezza per il comportamento del governo di Ottawa, che non ha fatto nulla per il comparto aereo. Anzi secondo lui, comparandolo con le azioni di altri stati, lo ha danneggiato. Citando che le quote di mercato perse sono state del 35% a scapito dei vettori americani d europei.

Un altro punto sul quale ha rimarcato e’ stato sui costi e tasse ritenute inique per quelle presenti in Canada dove per determinate voci sono triple rispetto all’Australia, più che doppie sugli USA e quasi il doppio per l’Europa. Ogni passeggero paga 25$ in Canada e 8 sono quanto sborsano in Australasia.

Un altro attacco e’ stato sulla questione Air Canada e Air Transat sul quale abbiamo già scritto, ma che Sims ha rimarcato nel corso dell’intervista per il comportamento unilaterale di Governo e Authority a favore di Air Canada e non del mercato.

Sims, ha parlato delle azioni intraprese unilateralmente dalla compagnia aerea sul tema covid-19 per la sicurezza dei lavoratori con l’introduzione in anticipo dell’obbligo dell’uso delle mascherine. Molto prima dei dispositivi governativi. Come pure sulle attività di controllo fatte per un periodo sui passeggeri in arrivo a Calgary e Toronto per dimostrare la sicurezza dell’aereo.
Su questo filone Sims ha dimostrato la lentezza del programma di vaccinazione in Canada, ritenendo che il personale navigante deve usufruire della possibilità di essere vaccinato con una via preferenziale. Ma che lo stato delle cose rende difficoltoso perché a distanza di due mesi il flusso di vaccinazioni e’ basso con una percentuale del solo 2% della popolazione avente diritto.

Tornando a WestJet, oggi la challenge sul lungo raggio, ha voluto spiegare la differenza tra loro e Norwegian. Per certi versi anche facendo capire in modo sottile, dove ha sbagliato il vettore norvegese.
In pratica Westjet ha tre prodotti a bordo. Una economy al massimo della capacità ottenibile cioè 276 sedili, una premium economy a 28 posti e una business class con 16 posti lie flat. Ecco l’ibrido, questo modello che si sposa al giusto cliente e per quanto e’ disposto a pagare. Un prodotto diverso nei tre, con un Buon servizio di bordo, ma livelli tariffari adeguati, che permettano la sostenibilità del servizio. Oltre al fatto che a differenza di Norwegian, la Westjet ha relazioni con Delta, Air France e KLM, che possono spingere volumi di connettività che Sims valuta nel 50% come capacità d’apporto.

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