Ryanair: …due chiacchiere con Eddie Wilson

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Nella sua trasferta bolognese è stato il momento per fare il punto su come si svilupperà la compagnia ultra low cost irlandese in Italia e oltre.

Anche se Eddie Wilson non ha perso occasione per considerare come ingiusta la addizionale comunale sui biglietti di 6,5€, ora abolita per gli scali sotto il milione di passeggeri, ma tuttora presente su quelli maggiori con traffico superiore al milione di unità annuo.

Ryanair secondo Wilson ha oltre 80 aerei basati in Italia, pari a oltre 8 miliardi di $ di investimento ed è pronta nei prossimi anni di immettere sul mercato altri 40 aerei per un controvalore di 4 miliardi di $. I nuovi aerei Boeing 737-8200 sono più silenziosi, sei di questi sono presenti già a Bergamo. In totale saranno 60 quelli che saranno consegnati quest’anno, principalmente basati a Dublino, Londra Stansted, Bergamo e Katowice per ovvie ragioni di gestione degli aerei, vista la presenza in questi aeroporti di unità tecniche di supporto di Ryanair e del costruttore Boeing e dei motori CFM Leap-1A.

Ryanair ha ordinato 210 aerei di questo tipo, in questo poco tempo sono stati molto apprezzati dalla clientela. Non viene evidenziata la differenza tra il B737/800NG e il B737-8200, nonostante i quasi due anni di stop ai quali sono stati sottoposti per i noti fatti accaduti. La flotta di oltre 400 aerei prima dell’arrivo dei Boeing 737-8200 potrebbe nei prossimi anni crescere fino a oltre 600 aerei per permettere di ritornare non solo ai volumi del 2019, ma continuare a crescere per arrivare a superare il muro dei 200 milioni di passeggeri trasportati.

Nel corto/medio futuro Ryanair cercherà di arrivare alla piena operatività, consolidando la sua posizione in Europa di leader numero uno.

Wilson considera ridimensionata easyJet e praticamente inesistente la Norwegian. Ryanair oggi è a quasi il 90% di frequenze operate pari a una media di oltre 2300 voli al giorno, con un load factor dell’80%. E punta ad arrivare al 100% entro la prossima estate.

Esclude che la compagnia aerea guardi a rotte transatlantiche per il low cost a lunga distanza, come pure si allarghi verso il Golfo Persico.

In Europa ha fatto retromarcia in Irlanda del Nord dove alcune rotte su Belfast. I Paesi Bassi viene considerato come un paese che pone azioni protezionistiche verso KLM, quindi di fatto limitando o impedendo lo sviluppo di vettori che possono andare contro gli interessi della compagnia aerea di bandiera del regno olandese. Che sia Schipol o Lelystad poco cambia. Il primo ha l’handicap di una congestione e estensione dell’aeroporto che favorisce lunghi tempi a terra prima di raggiungere i parcheggi dopo l’atterraggio o arrivare al punto di decollo. Il secondo è piccolo e con problemi di collegamenti viari.

La Germania ha in molti aeroporti principali dei costi molto alti, così come la Svizzera. Aggiunge che il Portogallo non concede gli slot preferendo darli a TAP, che poi non li utilizza.

Dopodomani ci sarà Michael O’Leary a Roma e Milano. Vedremo che altro uscirà dal cilindro….oltre al fatto che il deal con Boeing per i B737-10 è sfumato, totalmente o solo per ora…chissamai che vi sia un ritorno di fiamma?

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