Il metodo Altavilla riuscira’ ad avere effetto

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In un articolo di qualche giorno fa, Leonard Berberi su Corriere.it, analizza quali potrebbero essere le perdite che ITA – Italia Trasporto Aereo, dovra’ sostenere nel suo primo periodo di avviamento dal primo giorno il 15 ottobre 2021 a fine anno.

La nuova compagnia aerea parte con regimi contrattuali diversi dal passato, per cercare di rimanere sul mercato e avvicinarsi molto a quelli che sono i metodi applicati dalle aerolinee a basso costo.

Non partira’ con il marchio Alitalia e probabilmente negli ultimi intendimenti del Presidente Esecutivo Alfredo Altavilla, non e’ poi piu’ di tanto interessato ad acquisirlo, almeno in questa fase. I 290 milioni di € più tasse e oneri sono una pesante pietra iniziale alla liquidità di ITA, tanto da farlo soprassedere nel presentare la prima offerta. Forse anche per la seconda e c’e’ da capire se al momento della trattativa diretta i tre commissari lo troveranno al tavolo. Potrebbe anche non esservi e lasciargli il cerino in mano, propendendo per la via di creare totalmente questa nuova identità’, cioe’ ITA come nuovo soggetto e non poi collegato a seguire dal brand Alitalia. Una buona campagna pubblicitaria sui mercati che contano forse potrebbe pagare di piu’, alla pari di portarsi dietro oneri e dolori di un marchio, che iconico spesso proprio all’estero non lo e’ piu’. I motti Alitalia – All late in takeoff, all late in arrival oppure Aircraft landed in Tokyo and luggage in Amman erano e sono comuni.

L’articolo e’ al link:

https://www.corriere.it/economia/aziende/21_ottobre_02/alitalia-ita-metodo-altavilla-taglio-costi-stile-ryanair-guerra-incentivi-le-low-cost-67947dd4-22e7-11ec-ade9-06a6626d4b06_amp.html?__twitter_impression=true

Nel suo articolo Berberi stima in circa 1,9 milioni di € al giorno, come perdite che ITA sosterrà dal primo di di operatività alla fine dell’anno. A pesare ovviamente la nuova entita’, un nuovo nome associato ad un sito poco conosciuto specie dal mercato B2C, diversamente il B2B e’ stato adeguatamente coperto con accordi siglati con network di agenzie, TMC e altre organizzazioni che raggiungono praticamente tutta la distribuzione.

Secondo i numeri di Berberi, il 2022 si dovrebbe chiudersi a -267 milioni di €, per scendere a -33 nel 2023, il 2024 a piu’ 100, per raddoppiare nel 2025. il tutto salvo buon fine, vista la tendenza impossibile di assistere al realizzarsi a lunga scadenza nel trasporto aereo, di quanto ci si aspetta per i noti elementi a favore o sfavore del business di un aerolinea.

L’approccio di Altavilla, e’ quello di il tagliare il piu’ possibile e rendere l’aerolinea la piu’ snella che si può’. Guardando anche come guadagnare di piu’ e come lo fanno gli altri. Sulla Catania-Roma nel 2019 la Ryanair guadagnava il 28% e Alitalia solo il 3%. Incentivi per la prima compresi. Comunque non c’era una sola voce di costo che vi si avvicinasse, Ryanair era efficiente in tutto e per tutto. Il motto coniato nel passato da qualcuno, dove anche un solo un € guadagnato o risparmiato, poi moltiplicato per i milioni di passeggeri trasportati, metteva da parte al vettore un gruzzoletto non da poco e’ da ritenersi imperativo.

I guadagni dei vettori low cost analizzati dal Corriere, vedevano i vettori piu’ aggressivi come Wizz al 34% come margine positivo di ricavi, quindi Ryanair al 31,5%. Tutte e due molto vicine. Distaccata era easyjet al 19,6% e Alitalia perdeva il 13%.

ITA parte in un periodo sfavorevole con numeri bassi di flotta, perche’ il mercato non esprime i volumi necessari e sostenibili a numeri diversi di velivoli in servizio. Il tutto crea un effetto domino sui costi generali, che non possono avere effetti favorevoli data la curva bassa. Oltre al fatto che il carburante si avvicina ai 700$ la tonnellata, dai meno di 450$ di due anni fa. Anche questo e’ un costo non comprimibile e che incide per un terzo sul budgest costi generali di un aerolinea. Quindi, non c’e’ proprio’ l’intenzione piu minima da parte di Altavilla di dare i 290 milioni di € ai commissari, bensi tenersi per il piu possibile la liquidita’ in saccoccia e farne tesoro come era classico nella scuola Marchionne.
Le paghe sono state tagliate del 38% rispetto ad Alitalia e sono in linea con quelle europee. Il 23% e’ sulla retribuzione. Il restante 15% invece potrebbe rientrare a livello di bonus se nel 2022 gli obiettivi verrebbero raggiunti o addirittura se fossero migliorativi sul valore di -267 milioni di € messo a preventivo. A questo pinto ci sarebbe un meccanismo di over commisurato alla reale entita’ del valore raggiunto.

L’ordine per i nuovi velivoli piazzato da ITA verso Airbus e i 6 lessor collegati e’ un chiaro segnale lanciato da Altavilla all’Europa. Il fatto di far rimanere i soldi nel vecchio continente e’ rivolto a ricevere attenzioni dalla EU e dai due gruppi aeronautici. La commissione ha finora autorizzato 1,35 miliardi di € e poi ci saranno linee di credito per 1,6 miliardi di €. ITA vuole far capire che queste attenzioni meritano a sua volta attenzioni. Un messaggio chiaro. Contatti sono serrati, quelli in atto con Air France – KLM e Lufthansa, anche se l’attuale network proposto con una concentrazione di voli in coincidenza a Milano Linate piuttosto che a Roma Fiumicino sull’europeo, sposa piu il piano a suo tempo pensato da Lufthansa. Quello di rendere Milano con l’aeroporto in città , come la porta verso l’europa e sul mondo per il tramite di Roma Fiumicino.

Altro discorso e’ Altavilla che risponde alle attenzioni rivolte a ITA da O’Leary, il nr.1 di Ryanair. Da manager di spessore come e’ Altavilla, si e’ sentito di ribattere puntualmente a ogni uscita dell’irlandese. Lo ha definito ”il maggior pubblicitario per ITA” per il suo accanimento oppure allo stesso tempo si e’ rivolto sconcertato verso politica e sindacati italiani per non aver preso posizione su una censurabile di O’Leary nei confronti di Alitalia, dopo che dal Belpaese le low cost , tra le quali Ryanair, incassano centinaia di milioni di € in incentivi. Su questo lato a breve se ne vedranno delle belle…

Alfredo Altavilla e’ al centro nella foto che celebra l’accordo per i nuovi aerei, a sinistra Christian Scherer – CCO Airbus e a destra Steven Udvar Hazy – fondatore di ALC – Air Lease Corporation.

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