
Dal giorno nel quale il Primo Ministro inglese Boris Johnson ha sancito la rimozione dell’obbligo di indossare le mascherine sui velivoli, oltre all’aumentata liberta’ di vita, di pari passo sono aumentati i casi di Covid-19, ma sopratutto le ”call in sick” da parte degli equipaggi di molte compagnie aeree.
Negli ultimi giorni British Airways e easyJet sono state forzate a cancellare decine di voli a causa dell’indisponibilita’ degli equipaggi previsti in servizio sui voli pianificati. Solo ieri sono stati 120 i voli soppressi complessivamente dai due vettori.
Il contestuale aumento dell’operativita’ prevista con l’orario estivo, le festivita’ Pasquali e i ponti; oltre al fatto che il rilassamento delle condizioni di accesso nei vari paesi, ha aumentato la richiesta dal mercato. Purtroppo questa ondata di malattie derivanti dalla recrudescenza del virus con la rimozione degli equipaggiamenti preventivi ha reso indisponibili molti piloti e assistenti di volo in momento dove l’effetto opposto tra richiesta incrementata di voli e quelli effettivamente operati a causa delle riduzioni lasciano a terra molta capacita’, forzandoli a cambi di percorso o date.
Solo nel periodo tra il 28 marzo e il 3 aprile nel Regno Unito sono stati cancellati 1143 voli contro i 197 dello stesso periodo. Come gia’ scritto, ieri sono stati 120 per British Airways e easyJet, 60 voli per ciascun vettore.
Il vettore di bandiera inglese ha posto in atto un piano di riduzione degli operativi da qui alla fine di maggio.
Secondo le associazioni di categoria, il problema c’e’, ma e’ stato anche creato dal fatto che la riduzione dei quadri con la pandemia e’ stato molto importante. La limitata disponibilita’ di risorse umane ha creato questa criticita’ con l’aumento dei casi, lasciando i vettori senza le risorse per affrontare questa situazione resasi critica velocemente.