
C’erano ancora una decina di giorni per arrivare alla fine del 2023 e l’unico commento che ha dato la FAA sulla questione della certificazione del Boeing B737-7 MAX e’ che non c’e’ “specific timetable” e aggiunge che certifichera’ l’aereo quando “abbiamo tutti i dati di cui abbiamo bisogno ed è sicuro”. Intanto da allora che Reuters scrisse l’articolo sono passati anche i 10 giorni e questa notte allo scoccare della mezzanotte, che sancisce il passaggio dal 2023 al 20/4, nulla di nuovo e’ accaduto.
Insomma, cio’ che in poche parole il FAA Administrator Michael Whitaker ha significato discretamente a Reuters sullo stato di fatto. Praticamente, quando tutto soddisfera’ e ci mettera’ in condizione di farlo, lo faremo. Cioe’ la firma del documento che permettera’ anche al B737-7 di operare regolarmente. Questo, permettera’ a Boeing di non solo iniziare la produzione di questo modello per consegnarlo ai clienti che lo hanno acquistato. Ma, in particolare di sbloccare tutto il processo che permettera’ in futuro l’ottenimento della certificazione del B737-10.
A questo punto , tenuto conto di quanto aveva dichiarato da tempo Boeing sui tempi , la quale stimava per fine anno di aver terminato tutto e vedersi rilasciata la certificazione. Ora, ci si chiede, ma cosa manca ancora in termini di documebtazione per permettere a FAA di apporre la siglatura sui documenti?
Su quest’ultimo quesito lo vedremo nel corso di quest’anno. Questo puo’ essere dato ler certo, altrimenti tutto si allunghera’ e slittera’ in avanti, creando problemi per chi li ha ordinati e li attende per immetterli in servizio e volare a costi operativi inferiori per i suoi bassi consumi. Oltre che per il discorso anbientale consegnerebbe ai vettori ed al mercato un velivolo che permette di mettere in soffitta gli aerei di vecchio tipo con conseguenti migliori risultati sulle politiche ambientali e il raggiungimento di obbiettivi sulle piu’ basse emissioni di CO2 e rumore.