
Dopo anni , qualcosa si è sbloccato, ieri il The China South Post ha pubblicato la notizia ripresa poi da Reuters, che il regolatore aeronautico europeo EASA ha partecipato ad alcuni voli sull’aereo di costruzione cinese COMAC C919.
Da tempo COMAC ha presentato la richiesta di certificazione
Non è da ieri, che COMAC ha presentato domanda per ottenere la certificazione per impiegare il C919 in altri mercati fuori dalla Cina e dive viene richiesta l’approvazione da parte di EASA o FAA. Un “pezzo di carta” fondamentale per poter vendere l’aereo all’estero, ma sopratutto permettergli di volare non solamente sui cieli cinesi. Anche se ad esempio il “fratellino più piccolo” il C909 vola in Laos e Indonesia. L’esperimento in Vietnam con la VietJet è andato male per eccessiva onerosità di gestione.
Il feeling dei vettori e dei lessor
Ciò che la COMAC fovrà costruirsi è una fama di affidabilità nelle prestazioni degli aerei, nella facilità di essere gestiti, le parti di ricambio prontamente a disposizione, l’after sales, l’addestramento, la manutenzione economica ai livelli di un A320 e per i lessor la certezza del mantenimento del valore dell’aereo. Un investimento importante deve trovare l’attrattività di chi lo affitta per anni e contestualmente il fatto che il lessor lo possa piazzare nuovamente non rimanendo a languire per mesi e anni su un piazzale senza che vi sia chi lo cerchi.
COMAC avrà prodotto la documentazione che cerca EASA?
Da tempo lo scoglio affinchè i regolatori occidentali abbiano la confidenza della bontà di quello che è il C919 e sulla base di che cosa ha permesso a CAAC di rilasciare la possibilità di volare e trasportare passeggeri. Il cruccio fondamentale e su che basi e’ stato certificato e con quali standard. In particolare se questi standard normativi utilizzati per i test sono gli stessi utilizzati per certificare un A320 o un aktro velivolo di un altro costruttore. Il principio per un Learjet oppure un Cessna o Gulfstream e’ il medesimo di un A380 o B747.