
Non si placa quella che e’ la crisi nel trasporto aereo tra Cina e Giappone. È in atto da vari mesi, ed è scoppiata a seguito della precaria situazione politica tra i due paesi esistente da qualche mese a questa parte. Il tutto ha portato ad un drastico calo della capacità, anche più che dimezzata. Le proiezioni future non sono rosee, anzi hanno visto per questi mesi a venire già tagli importanti sulla capacità offerta prevista per il futuro. Il segnale è che il flusso di prenotazioni e’ scarso, oltre ad essere mutato nella composizione di origine dei viaggiatori. Crollato il punto a punto. Si salva quello in vonnessione su lungo raggio. Analizziamo quindi la situazione con le mosse già attuate dai piu’ importanti operatori come Air China e China Eastern.
Cosa sta facendo Air China

Secondo quanto scrive Aeroroutes, per la prossima stagione estiva 2026 i tagli sono imponenti. In termini numerici la riduzione supera ben oltre il 50% di quella che era la disponibilità di posti immessi sul mercato fino ad una settimana fà. Infatti dai 183 voli settimanali inseriti in vendita ora sono solo 80 i voli a disposizione.
Da Beijing Capital vengono soppressi i due voli al giorno per Tokyo Narita, poi Sapporo, Okinawa e Nagoya. I voli su Osaka calano da 3 a 2 al giorno e su Haneda da 35 settimanali a 32. In totale 40 voli settimanali.
Da Dalian verso Hiroshima, Fukuoka e Tokyo Narita sono cancellati. In totale sono 13 voli settimanali
Cancellato il Chengdu –Narita con un volo giornalieroe il volo sempre per Narita da Chongqing va da sette a quattro voli settimanali.
L’Hangzhou – Narita quadrisettimanale e’ cancellato. Su Osaka scende da 7 a 5 voli settimanali. Da 11 in totale a 5 settimanali.
Da Shanghai Pu Dong a Fukuoka, Nagoya, Sendai cancellati. Su Osaka e Tokyo Narita dimezzati da 2 a 1 volo al giorno e da 4 al giorno a 2 voli al di. In totale 37 voli settimanali tagliati su 58.
China Eastern taglia più della metà

Il vettore scende da 225 voli settimanali a 101 frequenze.
Cancellati i voli Beijing Daxing – Osaka, Hefei – Osaka, Kunming , Qingdao e Nanjing per Narita, da Haneda su Shanghai Hongqiao.
Da Shanghai Pu Dong, per Kagoshima, Nagasaki, Komatsu, Niigata, Okayama, Shizuoka. Riduce su Fukuoka, Hiroshima, Nagoya, Okinawa, Osaka, Sapporo, Haneda e Narita.
Da Wuhan per Tokyo Narita e Osaka cancellati. Come da Xi’an per Narita.
Piu’ che dimezzati i voli Shanghai Airlines
I 45 voli settimanali scendono a soli 21 alla settimana. Piu’ del 50% sono stati rimossi.
Come sono composti i flussi. Crolla il cinese si mantiene il traffico in transito

Se il traffico originante da Cina e Giappone fosse la totalità dei flussi, sarebbe ancora un movimento tuttora interessante dove la riduzione di chi vola e’ solo poco piu’ della meta’. Il tutto porterebbe ad una speranza di ripresa. Invece il traffico cinese o gialponese in entrambi i lati e’ crollato quasi completamente, perchè da nostre fonti proveniebti da chi è a conoscenza delle cifre riporta che il traffico che vola sui tre vettori in esame: Air China, China Eastern e Shanghai Airlines e’ inalterato. Quindi che provenga da Europa e Asia maggiormente.
A livello economico qual’e la situazione

Su questo aspetto e’ difficile delineare quale sia lo scenario economico, certamente sul globale che c’è attualmente. Ma, allo stesso modo ci sarà una perdita sul fatturato globale, che potrebbe essere ben piu che dimezzata. In quanto l’impatto in prospettiva delle revenue a corto/medio raggio e’ ben piu’ alta, che su quanto ricavato dalla quota che origina dal lungo raggio. In particolare perche’ chi vola in business class rispetto alla economy e’ un passeggero che ha un biglietto acquistato in Asia e non in Europa. Quindi il danno economico indotto e’ ben piu’ alto in ragione percentuale. La situazione non da quibdi ne certezze e sicurezze. Tutt’altro.