Crisi del Golfo Persico. Preoccupazione da parte del trade


Se tra sabato e domenica con la crisi del Golfo Persico tra Iran e USA / Israele ci sono state piu’ di 5mila cancellazioni di voli principalmente su Doha, Abu Dhabi e Dibai. Ma pure su Kuwait City, Bahrain e Sharjah. Il mercato d’affari e travel leisure e’ in apprensione per le conseguenze.

Quali sono i problemi

Viaggi da e per il Golfo

Infatti a largo spettro i vari hub del GCC coprono una importante fetta del traffico d’affari che si lega a quelle destinazioni e non solo. Se sono bloccati i viaggi business da e per il GCC. Altre problematiche sono per chi ha scelto di fare vacanze negli UAE principalmente e sono tanti che per vari motivi. C’e’ chi scegli Abu Dhabi o Dubai , ma pure il deserto. Oppure le crociere. Ad esempio MSC ha una nave ferma nel porto di Dubai dove i passeggeri possono scendere dalla nave solo strettamente per camminare sul molo.

A Dubai e nell’UAE il governo ha definito che paghera’ tutti i soggiorni di chi e’ ora bloccato e che doveva gia’ ripartire.

Anche se gli attacchi subiti non stanno facendo vivere benechi e’ in quel contesto dove da una situazione tranquilla e’ passata ad una di guerra.

Poi c’e’ una piccola quota in Qatar, ma sono numeri poco rilevanti e assolutamente nulli a Bahrain e Kuwait.

L’Oman si salva

L’Oman si salva perche ha lo spazio aereo aperto e sia per chi e’ diretto a Salalah al mare o Muscat per i tours o le connessioni con Oman Air e’ salvo. Sia per gli individuali, che per i gruppi o viaggi a mezzo di tour operators.

Viaggi verso Estremo Oriente, Asia, Maldive, Africa Orientale e del Sud, Indocina e Australia / Pacifico

Se c’e’ il Golfo Persico che preoccupa, altrettanto per chi ha biglietti in mano con Emirates, Etihad, flydubai, Air Arabia, Gulf Air, Qatar Airways e Kuwait Airways per le connessioni sia sul business travel , che sullleisure o VFR non si puo’ transitare per gli hub di quei vettori.

Il business travel che deve andare in India, Cina, Giappone, etc puo’ trovare altre soluzioni scegliendo altri vettori. Invece per VFR se il biglietto e’ stato in parte utilizzato e’ un problema per i singoli o il leisure diventa un problema in questo caso oer i tour operator, eccetto che il viaggiarore abbia comprato un biglietto con il metodo fai da te’ e qui e’ diversa la situazione.

La preoccupazione degli operatori

Screenshot

Nel weekend trovandoci ad un incontro di promozione di una destinazione non interessata da questi fatti, tra gli operatori della filiera dei tour operator e dei consulenti di viaggio e’ stata palpabile la situazione che e’ venuta a crearsi a ciel sereno velocemente sta generando sconcerto e imbarazzo nella industry su cosa fare.

Le preoccupazioni sono varie:

  • chi ha passeggeri attualmente in destinazioni sia nei paesi interessati dalla chiusura degli spazi aerei e in altri paesi non interessati, ma con biglietti aerei di vettori legati ai paesi del GCC bloccati con persone che devono rientrare specie nel weekend appena trascorso.
  • chi ha passeggeri che dovevano gia’ partire o lo dovranno fare a breve.

I numeri sono diversi e variano da poche unita’ o decine di passeggeri e pratiche fino a volumi piu’ grandi.

Per intenderci vettori come Emirates, Qatar Airways , Etihad o flydubai in maniera minore per quest’ultima sul mercato outbound Italia delle vacanze hanno numeri importanti verso Oman, Maldive, Thailandia, Cina, Giappone, Malesia, Filippine, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda, Kenya, Tanzania, Seychelles, Mauritius e Sud Africa.

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