Il prezzo del carburante sale ancora

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A tre settimane dall’inizio del conflitto in Iran e le ricadute causate da blocchi di forniture di carburante e distruzioni a vario titolo nel segmento dell’oil & gas, ovviamente il tema che di conseguenza impatta fortemente nella industry del trasporto aereo e’ l’aumento del prezzo del carburante. Tanto e’ aumentato, praticamente raddoppiato ed e’ arrivato a livelli mai visti.

I prezzi fuori controllo

Fino al 28 febbraio i prezzi del carburante erano diciamo medi, non erano come nel post covid quando la fermata della produzione mondiale e il blocco globale della circolazione con i lock down aveva fatto precipitare il prezzo dell’oil a livelli mai visti. Tanto da essere da un lato benedetti per chi doveva volare per trasportare merci come DPI o altro che serviva. Quel livello tranquillo di prezzi ante attacchi nel golfo aveva fatto presagire ad una stagione estiva 2026 non complicata dal punto di vista del traffico aereo in generale. Prezzi normali erano sinonimo di situazione tranquilla e stabile con profitti e prospettive di sviluppo nei track dei business plan. Adesso e’ tutto da rivedere.

Ora, invece dopo il 28 febbraio tutto e’ precipitato con un aumento anche assurdo, visto il fatto che i quantitativi di petrolio attualmente impiegati erano gia’ stati venduti e pagati qualche mese fa’ a prezzi normali di mercato. Ovvero la meta’ di ora. Il futuro quindi si fa gramo e le azioni correttive sono gia’ state messe in pratica, ma forse non basteranno.

Cosa e’ stato fatto

In pratica dopo che il prezzo dai 700$ alla tonnellata e’ volato a 1400$, chi non aveva il carburante a prezzi e quantita’ bloccate nei tempi, vedi Ryanair che ha sotto hedging l’85% dei volumi per quest’anno, altri sono dovuti ricorrere a provvedimenti immediati, come il taglio dei voli. Leonard Berberi su Corriere.it scriveva qualche giorno fà che SAS ha tagliato oltre 1000 voliin Scandinavia, perche’ non fa hedging e deve pagare quanto viene richiesto al momento di ogni rifornimento ai propri aerei. Un errore? Oppure era una pratica fatta sulla scorta del fatto che in Scandinavia c’e’ una parte della produzione del brent e specie in Norvegia forse poteva spuntare prezzi di favore. Ma tutto e’ cambiato in un attimo. Ora il conto e’ salato.

L’hedging e’ un toccasana

Il contrattare in anticipo i prezzi del carburante per proteggersi dalle repentine oscillazioni che impattano sulle uscite di cassa e’ una pratica in uso da qualche tempo. E’ un meccanismo complesso perche’ l’end user contratta il prezzo un anno prima e cerca di assicurarsi forniture a prezzi stabili per lungo tempo. Ma qui entrano in campo polizze assicurative a copertura per controbilanciare l’effetto negativo per chi vende o compra in caso di variazioni elevate e repentine. Anche questo comunque e’ un costo. Per intenderci, tempo addietro Eddie Wilson e Michael O’Leary ci dicevano che la loro bolletta “in tempi di pace” era di 5-5,5 miliardi di € l’anno. Quindi, salvaguardarsi significa avere i conti a posto. Questa situazione inciderà per quella parte non coperta da hedging, in misura inferiore al totale.

Chi pagherà tanto

In questi giorni i vettori americani hanno detto che questo squilibrio dovuto all’alterazione dei prezzi e’ fortemente impattante nei termini di 400 milioni di dollari in piu’ solo per questo mese.

Insieme ai vettori americani abbiamo detto SAS con l’esempio gia’ riportato. Ma pure tutti quei vettori che fanno poco hedging. Tra queste pare che ci sia un grosso vettore low cost in forte espansione, il quale ha un hedging del 40%. In questo caso la bolletta energetica diventa molto pesante.

Gli aeroporti piu’ piccoli rispetto a quelli piu’ grossi

Tra chi e’ fortemente penalizzato da sempre sono gli aeroporti piu’ piccoli, ci sono tra questi diversi scali italiani dove da sempre il costo del carburante ha un impatto piu’ forte anche di un 30-50% in piu’rispetto a quelli grandi. Un fattore che li penalizza verso gli altri e direttamente colpisce i vettori, che hanno l’unica alternativa di un indiretto maggior costo nel fare tankering. Cioe’ dall’aeroporto piu’ grande si fa piu’ carburante, quello che serve per la tratta successiva, che risulta si essere un peso in eccesso per il velivolo, ma poi di fatto diventa un piccolo guadagno, perche’ il costo del volo e’ minore rispetto a quello se il carburante fosse stato fatto nell’aeroporto minore

E’ caro se e’ lontano dai punti di stoccaggio

Pensate a quanto puo’ costare il carburante ora in quei luoghi dove il trasporto, che va pagato nel costo al kg, in caso che sia via nave e se e’ lontano centinaia o migliaia di miglia dal punto di raffinazione e stoccaggio.

Un esempio in tempi tranquilli e non sospetti o coperti da sventure geopolitiche si pagava 700-800$ alla tonnellata vicino ad un punto di raffinazione o stoccaggio. In luoghi remoti come ad esempio Micronesia, dove il trasporto aereo e’ l’unico metodo rapido e disponibile la stessa tonnellata di carburante si pagava 1600-1700$. Proviamo ad immaginare quanto sia ora nelle attuali condizioni ove si paga 1400$ la tonnellata. Minimo si superano i 2500-3000$. Prezzi che peseranno poi sul trasporto della merce per metro cubo o chilogrammo. Ma pure nei biglietti aerei.

L’incubo delle regole green con il SAF

A questo problema c’e’ anche il costo economico aumentato sul globale con l’imposizione di utilizzare una percentuale sempre piu’ crescente di carburante ecologico come il SAF. Tra tutto quanto anche il green deal sara’ una voce che andra’ a pesare tanto in questi giorni.

Biglietti piu’ cari

Pasqua e’ alle porte e tanti si vogliono spostare da nord a sud, chi per vacanza o per andare a casa dai propri cari, ma i problemi quest’anno saranno almeno due :

  • alta stagione
  • compensazione aumento dei costi carburante

Insomma entrambi sono un problema per chi gestisce trasporto aereo e chi deve viaggiare. Il rischio economico e’ pesante specie per il fatto che i biglietti in parte o buona parte sono gia’ stati venduti ai valori medi dei costi dell’ante 28 febbraio. Essi sono cosa gia’ definita e quindi il cercare di volare e non perdere dei soldi in un ambito cosi complesso come il trasporto aereo sarà un vero punto di domanda e priorità.

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