ITALIA–CINA, RELAZIONI ECONOMICHE IN EVOLUZIONE: CRESCONO COMMERCIO E SETTORI AD ALTO VALORE

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  • Scambi Italia-Cina a quota 74,9 miliardi (+11,2%), nell’export si rafforza il ruolo dei settori ad alto valore, life science ed energia al centro delle nuove direttrici di sviluppo.
  • Cina primo fornitore dell’Italia (10,3% dell’import) con una crescita pari a +17,2%: asse strategico per la crescita delle imprese.
  • L’incontro “LET’S GO CHINA” in Assolombarda ha riunito oggi istituzioni e imprese per leggere scenari e strumenti operativi per il mercato cinese.

In uno scenario globale sempre più complesso, il legame economico tra Italia e Cina si conferma solido e strategico, rappresentando un asse fondamentale per la crescita delle imprese e per l’evoluzione degli scambi internazionali. Secondo i dati ISTAT contenuti nel Rapporto sulla competitività dei settori produttivi (2026), la Cina si conferma primo fornitore dell’Italia, con una quota pari al 10,3% delle importazioni italiane e una crescita del +17,2% rispetto all’anno precedente, ai livelli più elevati mai registrati. In questo contesto si è inserito l’incontro “LET’S GO CHINA – Scenari, opportunità e strumenti per le imprese italiane”, promosso da Assolombarda in collaborazione con attori istituzionali e industriali, che ha riunito esperti e imprese per analizzare le prospettive del mercato cinese e le opportunità per il sistema produttivo italiano.

Il quadro degli scambi tra Italia e Cina evidenzia una relazione economica articolata e in progressiva trasformazione: nel 2025, l’interscambio ha raggiunto i 74,9 miliardi di euro (+11,2%), con importazioni pari a 60,6 miliardi ed esportazioni a 14,3 miliardi. A trainare le opportunità per le imprese sono in particolare i settori della tecnologia e dei prodotti ad alto contenuto innovativo, del farmaceutico e life sciences, oltre che della meccanica e della manifattura avanzata. Questa evoluzione riflette la crescente centralità dei comparti legati alla salute, all’elettronica e alla transizione energetica, ambiti nei quali la domanda cinese continua a svilupparsi rapidamente e a offrire nuove prospettive per il Made in Italy. 

Cosa afferma Sara Berloto, Responsabile Centro Studi Fondazione Italia Cina

Dal punto di vista macroeconomico, la Cina continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia globale: nel primo trimestre 2026 il PIL ha raggiunto i 33,4 mila miliardi di RMB (circa 4,6 mila miliardi di dollari), registrando una crescita del +5% su base annua, in linea con gli obiettivi del governo. Parallelamente, l’interscambio Cina–mondo si attesta a 1,7 mila miliardi di dollari (+15% a/a), mentre quello tra Cina e Unione Europea ha raggiunto 768,9 miliardi di euro nel 2025. Il contesto evidenzia alcuni trend chiave, tra cui il rafforzamento della domanda interna, lo sviluppo di settori strategici come tecnologia, energia e mobilità elettrica, e una progressiva riallocazione dei flussi commerciali verso nuovi mercati. Le priorità del XV Piano Quinquennale (2026–2030) confermano inoltre il focus su apertura economica, innovazione e sostenibilità. “In un contesto internazionale segnato da profonde trasformazioni, in questa edizione del Rapporto Cina 2026 – 1^ Parte della Fondazione Italia Cina abbiamo voluto introdurre due elementi di novità: da un lato, una lettura dell’economia cinese che va oltre i principali indicatori macroeconomici nazionali, offrendo uno sguardo sulle dinamiche territoriali delle diverse province del Paese; dall’altro, un approfondimento sull’evoluzione dei rapporti di interscambio tra la Cina e alcuni contesti regionali italiani”

Cosa afferma Gianluca Mirante, Director, Italy, Cyprus, Greece & Malta — Hong Kong Trade Development Council (HKTDC)

In questo scenario, Hong Kong è un centro finanziario e commerciale globale e un hub strategico per lo sviluppo delle relazioni economiche tra Europa e Asia. “Hong Kong non è semplicemente un mercato di destinazione, ma una vera e propria piattaforma d’accelerazione per le imprese italiane che guardano all’Asia e all’area ASEAN.La nostra missione come HKTDC è facilitare questa transizione, offrendo alle aziende gli strumenti e le connessioni necessarie per trasformare le sfide globali in solide opportunità di crescita e partnership a lungo termine.” 

Cosa afferma Antonella Sada – Head of Public Affairs, Brand & Comms and Sustainability di DHL Express Italy

L’efficienza delle infrastrutture logistiche e dei collegamenti internazionali rappresenta un elemento cruciale per sostenere concretamente gli scambi tra Italia e Cina. In questo ambito, DHL Express svolge un ruolo chiave nel supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane, assicurando connessioni rapide e affidabili e una gestione efficiente dei flussi logistici ad alto valore, I volumi testimoniano la rilevanza di questi scambi: l’export verso la Cina, includendo Cina continentale, Hong Kong e Macao,  che transita attraverso l’hub di Malpensa si attesta intorno a 1 milione di spedizioni all’anno, mentre l’import supera i 2 milioni. A trainare l’export sono soprattutto i settori più innovativi, con l’high tech in crescita del +40% e il life science & healthcare del +27%, affiancati da segnali positivi anche per automotive & transportation (+7%).”

Cosa dichiara Qi Tan, Head of China Business Development EUd di DHL Express China

DHL Express è presente capillarmente in Cina con una rete altamente sviluppata operando infatti in 390 città, servite attraverso 142 service center di proprietà, con il supporto di più di 7.100 specialisti internazionali certificati. Il network aereo conta oltre 350 voli settimanali, articolati su 1 hub regionale a Shanghai e 11 gateway strategici. Con oltre 121.000 clienti business e una quota pari a circa il 60% dei volumi espressi internazionali sulla tratta Europa‑Cina, DHL Express conferma una posizione di leadership nel supportare le relazioni commerciali tra i due mercati.”

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