25 settembre – Giornata Mondiale dei Sogni:il 40% dei giovani ha preso in considerazione la carriera da pilota: il sondaggio Vueling sui sogni delle nuove generazioni

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Un’analisi della compagnia aerea fotografa aspirazioni,
ostacoli e fiducia nel futuro di un campione di 1.000 italiani,
 tra i 16 e i 20 anni

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”. I sogni d’infanzia rappresentano spesso il primo passo verso ciò che immaginiamo per il nostro futuro, ma il percorso per trasformarli in realtà può essere influenzato da stereotipi, modelli culturali e dalla fiducia nelle proprie capacità. È il fenomeno del “Dream Gap”, che può portare le bambine, già nei primi anni, a percepire alcune opportunità professionali come meno accessibili rispetto ai coetanei maschi.

In occasione della Giornata Mondiale dei Sogni del 25 settembre, Vueling, parte del gruppo IAG, ha commissionato un sondaggio su 1.000 giovani italiani tra i 16 e i 20 anni per esplorare i loro sogni d’infanzia, capire quali aspirazioni siano rimaste nel tempo e indagare quanto il genere possa ancora influenzare scelte e prospettive per il futuro.

“Da grande io sarò…”: i primi sogni nel cassetto  

Più di un giovane su due (55%) conferma di voler ancora realizzare ciò che sognava da piccolo, con percentuali simili tra ragazzi e ragazze. Un dato che mostra come le aspirazioni dell’infanzia possano continuare ad accompagnare le nuove generazioni e trasformarsi in progetti per il futuro.

Tra i sogni più ricorrenti emerge un vero e proprio mosaico di aspirazioni, tra cui spiccano: la carriera nel calcio (11,5%, di cui il 97,5% tra i ragazzi) e quella del medico (7,2%), seguite dall’insegnamento (5%). Non mancano poi professioni creative, come cantante, artista o regista, percorsi scientifici, dalla biologia all’astronomia, e nuove professioni legate all’immaginario contemporaneo, come quella dell’influencer.

La carriera da pilota, tra aspirazioni e realtà

In questo scenario, tra le professioni che popolavano l’immaginario da piccoli c’è anche quella del pilota: un sogno che ha accompagnato il 4,3% degli intervistati, di cui il 16% donne. L’interesse per questa professione, però, va oltre il ricordo d’infanzia: il 40% dei giovani ha dichiarato di aver preso in considerazione, almeno una volta, l’idea di fare questo lavoro.

Il dato resta significativo anche tra le ragazze: circa una su tre ha valutato questa possibilità. Eppure, la presenza femminile nella professione rimane ancora molto limitata: a livello globale, solo circa il 5% dei piloti è donna. Tra le intervistate, il 19,2% indica inoltre la mancanza di fiducia nelle proprie capacità o nell’accessibilità del percorso tra i motivi che le hanno portate a fermarsi. A pesare sono anche la durata e la selettività dell’iter formativo e la percezione di un settore ancora poco rappresentato al femminile.

Pari opportunità: la percezione di giovani donne e uomini

Dal sondaggio emergono differenze di genere ancora marcate: insegnante e veterinario/a sono ricordati come “il lavoro dei sogni” soprattutto dalle ragazze (entrambi all’80%), mentre quello di ballerino/a raggiunge il 92,7% delle scelte femminili. Al contrario, tra le professioni tradizionalmente percepite come più “maschili”, il calcio vede solo il 2,5% di aspiranti donne e, tra chi sognava di diventare pilota, la presenza femminile si ferma appunto al 16%.

Un quadro che mostra come modelli e stereotipi possano influenzare le aspirazioni fin dall’infanzia, incidendo sulla percezione di ciò che ragazze e ragazzi considerano possibile per il proprio futuro.

Nonostante gli ostacoli percepiti, tra i giovani intervistati prevale comunque un sentimento di fiducia nel futuro: ben l’86% è infatti convinto di poter realizzare le proprie ambizioni, mentre il 14% teme di non riuscirci, soprattutto a causa di condizioni economiche e culturali sfavorevoli.

Quando si parla invece della possibilità di trasformare le proprie ambizioni in realtà, il 63% ritiene che ragazze e ragazzi abbiano le stesse opportunità, indipendentemente dal genere. Una percezione che cambia però tra i due gruppi: la quota sale al 68% tra i ragazzi e scende al 57% tra le ragazze. Al contrario, quasi una giovane su quattro (23%) ritiene di non avere pari opportunità, contro il 13% dei coetanei maschi.

Tra le principali barriere percepite dalle giovani donne emergono una mentalità che favorisce gli uomini, soprattutto in alcuni settori, la difficoltà di conciliare carriera e famiglia, le differenze salariali e la percezione di dover dimostrare in misura maggiore rispetto ai maschi le proprie competenze per raggiungere gli stessi risultati.

La rotta verso il futuro delle nuove generazioni

Il sondaggio mostra quindi una generazione che continua a coltivare sogni e ambizioni e fiducia nella possibilità di realizzarli. Al tempo stesso, mette in luce quanto l’ambiente in cui i giovani crescono, le persone che li ispirano e le opportunità a disposizione possano incidere sul percorso che porta da un desiderio d’infanzia a un progetto per il futuro.

La Giornata Mondiale dei Sogni diventa così un’occasione per riflettere sull’importanza di permettere a ragazze e ragazzi di guardare al proprio futuro senza sentirsi limitati da stereotipi o aspettative legate al genere, offrendo loro le stesse opportunità per trasformare le proprie ambizioni in realtà.

25 settembre – Giornata Mondiale dei Sogni:
il 40% dei giovani ha preso in considerazione la carriera da pilota: il sondaggio Vueling sui sogni delle nuove generazioni

Un’analisi della compagnia aerea fotografa aspirazioni,
ostacoli e fiducia nel futuro di un campione di 1.000 italiani,
 tra i 16 e i 20 anni

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”. I sogni d’infanzia rappresentano spesso il primo passo verso ciò che immaginiamo per il nostro futuro, ma il percorso per trasformarli in realtà può essere influenzato da stereotipi, modelli culturali e dalla fiducia nelle proprie capacità. È il fenomeno del “Dream Gap”, che può portare le bambine, già nei primi anni, a percepire alcune opportunità professionali come meno accessibili rispetto ai coetanei maschi.

In occasione della Giornata Mondiale dei Sogni del 25 settembre, Vueling, parte del gruppo IAG, ha commissionato un sondaggio su 1.000 giovani italiani tra i 16 e i 20 anni per esplorare i loro sogni d’infanzia, capire quali aspirazioni siano rimaste nel tempo e indagare quanto il genere possa ancora influenzare scelte e prospettive per il futuro.

“Da grande io sarò…”: i primi sogni nel cassetto  

Più di un giovane su due (55%) conferma di voler ancora realizzare ciò che sognava da piccolo, con percentuali simili tra ragazzi e ragazze. Un dato che mostra come le aspirazioni dell’infanzia possano continuare ad accompagnare le nuove generazioni e trasformarsi in progetti per il futuro.

Tra i sogni più ricorrenti emerge un vero e proprio mosaico di aspirazioni, tra cui spiccano: la carriera nel calcio (11,5%, di cui il 97,5% tra i ragazzi) e quella del medico (7,2%), seguite dall’insegnamento (5%). Non mancano poi professioni creative, come cantante, artista o regista, percorsi scientifici, dalla biologia all’astronomia, e nuove professioni legate all’immaginario contemporaneo, come quella dell’influencer.

La carriera da pilota, tra aspirazioni e realtà

In questo scenario, tra le professioni che popolavano l’immaginario da piccoli c’è anche quella del pilota: un sogno che ha accompagnato il 4,3% degli intervistati, di cui il 16% donne. L’interesse per questa professione, però, va oltre il ricordo d’infanzia: il 40% dei giovani ha dichiarato di aver preso in considerazione, almeno una volta, l’idea di fare questo lavoro.

Il dato resta significativo anche tra le ragazze: circa una su tre ha valutato questa possibilità. Eppure, la presenza femminile nella professione rimane ancora molto limitata: a livello globale, solo circa il 5% dei piloti è donna. Tra le intervistate, il 19,2% indica inoltre la mancanza di fiducia nelle proprie capacità o nell’accessibilità del percorso tra i motivi che le hanno portate a fermarsi. A pesare sono anche la durata e la selettività dell’iter formativo e la percezione di un settore ancora poco rappresentato al femminile.

Pari opportunità: la percezione di giovani donne e uomini

Dal sondaggio emergono differenze di genere ancora marcate: insegnante e veterinario/a sono ricordati come “il lavoro dei sogni” soprattutto dalle ragazze (entrambi all’80%), mentre quello di ballerino/a raggiunge il 92,7% delle scelte femminili. Al contrario, tra le professioni tradizionalmente percepite come più “maschili”, il calcio vede solo il 2,5% di aspiranti donne e, tra chi sognava di diventare pilota, la presenza femminile si ferma appunto al 16%.

Un quadro che mostra come modelli e stereotipi possano influenzare le aspirazioni fin dall’infanzia, incidendo sulla percezione di ciò che ragazze e ragazzi considerano possibile per il proprio futuro.

Nonostante gli ostacoli percepiti, tra i giovani intervistati prevale comunque un sentimento di fiducia nel futuro: ben l’86% è infatti convinto di poter realizzare le proprie ambizioni, mentre il 14% teme di non riuscirci, soprattutto a causa di condizioni economiche e culturali sfavorevoli.

Quando si parla invece della possibilità di trasformare le proprie ambizioni in realtà, il 63% ritiene che ragazze e ragazzi abbiano le stesse opportunità, indipendentemente dal genere. Una percezione che cambia però tra i due gruppi: la quota sale al 68% tra i ragazzi e scende al 57% tra le ragazze. Al contrario, quasi una giovane su quattro (23%) ritiene di non avere pari opportunità, contro il 13% dei coetanei maschi.

Tra le principali barriere percepite dalle giovani donne emergono una mentalità che favorisce gli uomini, soprattutto in alcuni settori, la difficoltà di conciliare carriera e famiglia, le differenze salariali e la percezione di dover dimostrare in misura maggiore rispetto ai maschi le proprie competenze per raggiungere gli stessi risultati.

La rotta verso il futuro delle nuove generazioni

Il sondaggio mostra quindi una generazione che continua a coltivare sogni e ambizioni e fiducia nella possibilità di realizzarli. Al tempo stesso, mette in luce quanto l’ambiente in cui i giovani crescono, le persone che li ispirano e le opportunità a disposizione possano incidere sul percorso che porta da un desiderio d’infanzia a un progetto per il futuro.

La Giornata Mondiale dei Sogni diventa così un’occasione per riflettere sull’importanza di permettere a ragazze e ragazzi di guardare al proprio futuro senza sentirsi limitati da stereotipi o aspettative legate al genere, offrendo loro le stesse opportunità per trasformare le proprie ambizioni in realtà.

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