
A Strugnano, la “mela d’oro” del Mediterraneo è protagonista dell’autunno: tra fine ottobre e metà novembre è possibile esplorare l’entroterra in Vespa partecipando alla raccolta dei cachi nei frutteti. Dal 13 al 15 novembre 2026 torna la tradizionale Festa dei Cachi. A suggello delle giornate in campagna, i rituali di benessere della costa slovena.
Milano, ottobre 2026 – Nell’Istria slovena, ottobre e novembre sono i mesi dei cachi e nel borgo di Strugnano, dove i tramonti autunnali colorano l’orizzonte marino con le stesse calde sfumature dei frutti maturi, la raccolta della “mela d’oro” del Mediterraneo diventa l’occasione per scoprire il territorio attraverso esperienze che intrecciano tradizioni contadine, gastronomia e benessere. Tra queste, gli itinerari in Vespa nell’entroterra, con la possibilità di partecipare alla raccolta direttamente nei frutteti, e la tradizionale Festa dei Cachi, in programma dal 13 al 15 novembre. Da oltre vent’anni, la manifestazione celebra il legame profondo con questa terra sospesa sulla baia, trasformando un’area famosa per le sue saline in un laboratorio a cielo aperto tra mercati agricoli, musica e approfondimenti culturali.
Il microclima che rende i cachi più buoni
Il cachi di Strugnano deve le sue eccezionali qualità organolettiche a un ecosistema protetto, dove la brezza marina dell’Adriatico incontra le correnti asciutte che scendono dal Carso. Coltivato sui terrazzamenti esposti a sud, il frutto, prevalentemente della varietà Tipo, trae massimo beneficio dall’aria salmastra della baia: questa micro-esposizione salina stimola la pianta a concentrare gli zuccheri naturali all’interno della polpa, esaltandone la sapidità e garantendo una dolcezza ricca, rotonda e priva di note aspre. Al contempo, la salinità spinge l’albero a ispessire spontaneamente la buccia come difesa biologica, uno scudo naturale contro i parassiti.
A piena maturazione, il risultato è una polpa setosa e voluttuosa, perfetta anche per preparare dolci e mousse. Dal punto di vista nutrizionale, il cachi è un prezioso alleato per la stagione fredda: è ricco di potassio, fibre e antiossidanti, con una concentrazione di vitamina C cinque volte superiore rispetto a quella di una mela.
La dolcezza del frutto si presta anche a una proposta da ricreare a casa: le crostatine alla crema vellutata e petali di cachi di Strugnano
Ingredienti per 6 crostatine – Per la frolla: 200 g di farina 00, 100 g di burro freddo, 80 g di zucchero a velo, 2 tuorli e un pizzico di sale. Per la crema: 250 ml di latte intero, 2 tuorli, 60 g di zucchero semolato, 20 g di amido di mais, 1 baccello di vaniglia oppure 3 baccelli di cardamomo e la scorza grattugiata di mezzo limone biologico. Per la finitura: 2 cachi di Strugnano a polpa soda, dolci e non astringenti, 2 cucchiai di gelatina di albicocche o confettura liscia e qualche goccia di succo di limone.
Preparazione – Si lavora la farina con il burro a cubetti fino a ottenere un composto sabbioso, quindi si incorporano zucchero, tuorli e sale. Si forma un panetto e si lascia riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per 30 minuti. Si stende la frolla a 3–4 mm, si rivestono gli stampini e si bucherella il fondo. Si copre con carta forno e pesetti e si cuoce a 180 °C per 15 minuti, poi per altri 5 senza carta e pesetti. Si lascia raffreddare.
Per la crema, si scalda il latte con la vaniglia o il cardamomo schiacciato e la scorza di limone; dopo 10 minuti di infusione si filtra. Si mescolano tuorli, zucchero e amido, si aggiunge il latte caldo a filo e si cuoce a fuoco dolce, mescolando fino all’addensamento. Si copre con pellicola a contatto e si lascia raffreddare prima di riporre in frigorifero.
Si sbucciano i cachi, si tagliano a fettine sottili e si irrorano con poche gocce di limone. Si riempiono le basi con la crema e si dispongono le fettine sovrapposte a petalo. Si spennella con la gelatina tiepida e si conserva in frigorifero fino al servizio.
In Vespa tra i frutteti: la raccolta dei cachi alla Fattoria Gramona
Oltre agli appuntamenti del festival, ottobre e novembre offrono l’occasione di vivere il raccolto in prima persona, esplorando l’entroterra istriano su due ruote. Partendo da Pirano in sella a una Vespa, un itinerario guidato conduce attraverso il paesaggio rurale fino alla Fattoria Gramona, dove è possibile partecipare alla raccolta dei cachi direttamente nei frutteti, affiancando i produttori locali. Un’esperienza che permette di conoscere da vicino i metodi di coltivazione biologica, imparare a riconoscere il giusto grado di maturazione dei frutti e scoprire i gesti che scandiscono il lavoro nei campi. La giornata prosegue a tavola con un pranzo tipico istriano e una degustazione dedicata alle ricette della tradizione costiera che valorizzano questo frutto autunnale, prima di riprendere la Vespa e fare ritorno verso il mare.
L’agenda della festa dal 13 al 15 novembre: tra mostre, mercati e competizioni rurali
Le giornate della festa dedicata al frutto d’oro istriano si snodano attraverso un programma diffuso che unisce l’artigianato locale alla celebrazione gastronomica. Il fulcro è il mercato dei produttori, dove i cachi freschi vengono esposti accanto a una ricca offerta di specialità, torte tradizionali, aceti e liquori artigianali ricavati dal frutto. Durante il fine settimana si alternano mostre d’arte a tema e laboratori tecnici incentrati sulle metodologie di coltivazione biologica e sulle antiche tecniche di essiccazione contadina, un metodo tradizionale che trasforma il frutto in uno snack delizioso perfetto per l’inverno.
Tra i momenti più sentiti dalla comunità spicca l’attesissima sfilata-concorso che elegge il cachi più grande della stagione, un appuntamento conteso tra i coltivatori della valle che svela l’orgoglio rurale del territorio. Le serate uniscono allo spirito enogastronomico dell’evento divertenti programmi d’intrattenimento e raduni spontanei dei suonatori di fisarmonica, le cui melodie accompagnano le degustazioni dei piatti tipici della cucina costiera in un’atmosfera da festa di borgo mediterraneo.
Talassoterapia: dalle saline allo storico benessere di Portorose
L’appuntamento offre anche l’occasione di fare un rigenerante break godendo dei benefici di una cultura del benessere che ha radici profonde. Nelle attigue saline, l’uso terapeutico dell’acqua madre e dei fanghi neri risale al XIII secolo grazie ai monaci benedettini. Nell’Ottocento, questa risorsa divenne il fulcro della talassoterapia che attirò l’aristocrazia asburgica e il bel mondo dell’epoca nella vicina Portorose, trasformando la costa in una destinazione termale d’elezione per l’inverno.
Oggi i centri benessere di Strugnano e Portorose integrano quelle stesse materie prime ricche di iodio e minerali in trattamenti purificanti per l’organismo. Al relax indoor dei complessi termali si uniscono le escursioni guidate e gratuite all’interno della Riserva Naturale di Strugnano. Camminare lungo i sentieri protetti, sospesi tra falesie di flysch alte ottanta metri e gli specchi d’acqua salata, consente di respirare un’aria salmastra ricca di ioni negativi, ottimali per rigenerare le vie respiratorie prima dell’inverno.
Un soggiorno romantico di due notti tra mare e benessere
Per prolungare il soggiorno all’insegna del relax, l’Hotel Laguna Deluxe Strunjan, parte del complesso Terme Krka, propone un pacchetto di due notti in camera doppia, con trattamento di mezza pensione, una cena romantica e piccoli momenti di dolcezza. L’esperienza comprende inoltre l’accesso alle piscine interne con acqua di mare, un massaggio di coppia o un trattamento di riflessologia per entrambi, un ingresso alle saune e una bottiglia di spumante in camera. Prezzi per due notti a partire da 236,20 euro a persona, in camera doppia. Informazioni e prenotazioni: Terme Krka – Strugnano
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