Napoli da un paio di anni ha al comando del suo timone un uomo di successo. Si tratta di Armando Brunini che dopo aver ricoperto per 5 anni abbondanti il ruolo di Direttore Generale all’aeroporto di Bologna, ora è Amministratore Delegato di Gesac a Napoli Capodichino.
Con un esperienza maturata in ADR a Roma, poi in Eurofly e quindi approdato a Bologna, il dott. Armando Brunini in quasi due anni ha saputo dare una nuova prua all’aeroporto napoletano, liberandolo dalle secche e portandolo in mare aperto.
Se il 2013 fu chiuso con 5.444.422 passeggeri con un differenziale negativo di -6,2%, il 2014 fu ribaltato raggiungendo i 5.960.035 con un ragguardevole +9,5%. Nel 2015 come si legge dalla dichiarazione lo scalo campano supererà agevolmente il muro dei 6 milioni di passeggeri. Infatti nei primi nove mesi di quest’anno segnano una crescita del 5,2% con 4.867.958 transitati.
Abbiamo rivolto cinque domande al Dott. Brunini, che coprono temi a largo spettro.
D: Nuovi vettori e nuove rotte, un risultato importante, quale è il segreto?
R: Aver puntato sul segmento di traffico internazionale dove Napoli ha un potenziale inespresso che può essere stimolato da un marketing più attivo verso i vettori e politiche di incentivazione mirate.
D: Il 2015 è partito molto bene, quali obiettivi per quest’anno e per il futuro?
R: Quest’anno chiuderemo con un grande risultato, superando il traguardo dei 6 milioni di passeggeri. Per il medio periodo puntiamo a fare sistema con il territorio per la crescita del turismo incoming.
D: A Bologna lei è stato artefice di uno straordinario accordo con Ryanair che ha dato impulso di crescita per quell’aeroporto. Crede che vi possa essere un qualcosa di simile anche a Napoli, visto il fatto che tra Roma e Bari vi è un oggettivo buco nel network di quel vettore?
R: Siamo cresciuti e anche di molto direi anche senza Ryanair, proprio perché la nostra policy di incentivazione è aperta a tutti i vettori che vogliono investire su Napoli;
D: Il volo per New York è stabile e si allunga, potrà divenire annuale? Avete nel mirino ulteriori possibili gateways futuri?
R: Quest’anno abbiamo festeggiato il 10° anniversario del volo, longevo che a partire dalla prossima primavera con grande soddisfazione nostra e della compagnia Meridiana diventerà giornaliero nei mesi di picco.
D: In Italia il charter è quasi scomparso, cosa assolutamente diversa è quello che accade all’estero, a Napoli questo infatti si nota molto, crede in una ulteriore crescita?
R: Il segmento charter è in graduale calo anche a Napoli.
D: Napoli come terminal è molto cambiato, diciamo in meglio, vi sono novità infrastrutturali previste per il futuro?
R: La trasformazione è stata sostanziale. Quest’anno c’è stato l’ampliamento del terminal area arrivi landside.
La novità è stato il nuovo dispositivo per il controllo elettronico dei passaporti e-gates operativo da settembre. Punteremo in futuro come investimenti sull’innovazione “smart airport”, sul risparmio energetico e sulla viabilità d’accesso.
Armando Brunini ha anche un carisma tutto suo, un uomo che ha vissuto notevoli esperienze e che usa queste per trasmetterle a chi collabora e lavora con lui. Non a caso un giovane manager proveniente da Bologna più tardi è venuto a far parte del suo staff.
Napoli sta risalendo la china rispetto alla parabola negativa di qualche tempo fa ed ha orizzonti importanti. Non a caso Air Canada lo ha incluso come destinazione pianificata per il 2018/19 per un collegamento diretto per il Canada, che si affiancherebbe a quello già decennale di Meridiana per New York JFK. Potrebbe anche esserci sicuramente una via alternativa verso l’Oriente, dopo Istanbul – tra l’altro partito benissimo – potrebbe vedere dal 2017 con l’Opensky sul Golfo Persico anche un volo sugli Emirati Arabi Uniti. molti sono gli operatori di quell’area, vedi FlyDubai o Air Arabia. La consorella marocchina ha aperto su Napoli da Casablanca nella primavera appena passata e da bisettimanale passerà a trisettimanale nel 2016.
Non solo lungo raggio, ma anche corto raggio perchè Napoli è una destinazione desiderata dal turismo europeo. quindi le espansioni di nuovi collegamenti verso l’area iberica e l’Europa Centrale sono un altra chiave di crescita dei volumi che pesano in maniera importante. Importanti le crescite di easyjet.com, Transavia ed anche Volotea.
Sul piano infrastrutturale non è da dimenticare che nel futuro l’aeroporto sarà collegato per mezzo della metropolitana alla città, ma sopratutto alla stazione ferroviaria di Napoli centrale che permetterà la più ampia intermodalità con l’hinterland e non solo, aprendo le porte anche a chi origina dalle città della regione e da quelle delle regioni viciniori.
Ringraziamo non solo Armando Brunini – AD Gesac, ma anche Giovanna Caiazzo – PR di Gesac per la cortesia dimostrata.










