Usciti i nomi della cordata romagnola per salvare l’aeroporto di Forlì

La stampa di Forlì nei giorni scorsi ha rivelato molti dettagli circa la cordata di imprenditori che vogliono a questo punto riaprire l’aeroporto romagnolo.

E’ “Salviamo l’Aeroporto di Forlì”, il nome di questo progetto che anima un gruppo di importanti operatori economici del territorio di Forlì e che si allarga a Cesena e Ravenna.

Ci sarebbe il gruppo della sanità privata Villa Maria, Luxory Living, poi Giuseppe Silvestrini che fondò Unieuro e che adesso partecipa a Eataly Romagna, poi Orogel e CMC. C’e’ anche Armando De Girolamo di Lotras, che assieme ad un altro imprenditore anconetano partecipò alla prima privatizzazione con quote di minoranza in Air Romagna. La società che faceva capo a Robert Halcombe, da un paio di mesi dichiarata fallita.

In questi giorni verrà costituita la società che dovrebbe riunirli e partecipare al bando, che si vocifera sarà rilasciato da ENAC nel mese prossimo, oppure al più tardi in ottobre.

Viene indicata in Orienta Partners, la società, anche questa romagnola che si occupa di consulenza ad aziende per start up e ristrutturazioni. Ha infatti preparato – a quanto si legge – il piano industriale per la nuova società.

La cosa sta incassando i favori di molte associazioni di categoria, che si erano espresse già in passato favorevoli ad una riapertura di questo aeroporto. Ricordiamo che lo scalo e’ chiuso dalla fine di marzo 2013.

Anche la politica locale e’ all’unisono favorevole. Anche se si registrano scambi di vedute diverse sull’una e l’altra parte del coro.

Già un quotidiano locale vocifera in Wizzair il primo vettore a dato per certo, ma ovviamente in queste condizioni come si fa a parlare di compagnie aeree con un aeroporto ancora chiuso?

Si dice che ci sia già un manager aeroportuale che stia lavorando a questo progetto, ma non ne e’ stato indicato il nome. Senza questo tipo di figure la cosa diventa ardua, perché trattasi di ambito specifico e che richiede esperienza maturata nell’ambito. Come pure gli investimenti potrebbero essere importanti, visto lo stato di abbandono in cui si trova l’aeroporto da quando ha cessato i voli commerciali. Nonché il precedente periodo di commissariamento e la fase finale di SEAF trascorsa in un periodo finanziario non florido. A spanne potrebbero essere necessarie svariate decine di milioni di €, ed il fatto che il deposito carburanti sia totalmente mancante. Fu smantellato da ENI poco dopo la chiusura avvenuta quattro anni fa.

#LuxoryLiving #Forli #OrientaPartners #GruppoVillaMaria #CMC #SalviamolaeroportodiForli #Orogel

 

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