Forlì: la situazione del terminal è catastrofica dice Silvestrini (F.A. S.r.l.)

Da quanto si legge oggi, circa le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Giuseppe Silvestrini – uno dei soci fondatori di F.A. Srl – la situazione dell’aeroporto di Forlì sarebbe catastrofica. Lo fa senza mezzi termini – come scrive l’articolista di Corriere Romagna nel suo articolo circa il fatto che la società presentatasi per gestire per 30 anni l’aeroporto di Forlì. In questi giorni ella ha ricevuto il decreto di anticipata occupazione delle aree destinate a lei per la gestione dell’aeroporto Ridolfi.

Viene evidenziato, che è una cosa normale trovarsi a situazioni limite in presenza di fallimenti dove tutto viene rimosso. Il termine utiliizato “è stata letteralmente vandalizzata”. L’obiettivo di Silvestrini è di aprire tra aprile e maggio 2019, ma come dichiara ci sarà da rinnovare tutto metro quadro per metro quadro. Lo stesso aggiunge che rimettere in sesto una struttura già esistente è alquanto difficoltosa.

Sempre nello stesso articolo più cauto sui tempi è Augusto Balestra di Orienta Partners, società socia di F.A. S.r.l. E’ ovvio che ragioniamo in un ottica privatistica e quindi ci saranno oneri da spendere per rinnovare il tutto per permettere l’apertura nel tempo più breve possibile. Il concetto è di cercare di incassare quanto avranno speso per riaprire il più presto possibile. Questo aeroporto è oramai sulla strada dei 6 anni di chiusura. Al termine dell’attività di rinnovamento, sempre Balestra dice che si avvieranno i contatti con le compagnie aeree per l’attività commerciale.

Da quel che si legge i nuovi concessionari della struttura sono rimasti sorpresi e delusi per come hanno trovato l’aerostazione ed il resto. Un compito non facile li aspetterà nel futuro, anche quando avranno tutti i titoli per operare con le autorizzazioni che l’ENAC dovrà rilasciare a fronte delle evidenze riscontrate. Dovranno rimettere in sesto aerostazione e tutto quanto connesso per aprire, infrastrutture ed attrezzature per la gestione dell’handling e la sicurezza. Poi deposito carburanti attualmente inesistente e quindi cercare compagnie aeree. Il caso Eurowings segnalato a Rimini proprio quest’oggi, evidenzia che per soli due voli settimanali la compagnia aerea tedesca voleva 240000€ in più gli sconti sull’handling. Se sfuma a Rimini che ha un piede di fronte al mare, figuriamoci per Forlì aeroporto nel mezzo del nulla a fianco di colossi scelti per la loro attrattività e presenza di intermodalità globale.

 

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