UNA BELLEZZA PROFONDA: I MIGLIORI SITI DI DIVING DELLE ISOLE VERGINI BRITANNICHE

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In occasione della Wreck Week, vi sveliamo i segreti delle BVI, custoditi in fondo al Mar dei Caraibi

Milano, novembre 2019 – L’arcipelago delle Isole Vergini Britanniche è un paradiso che custodisce tantissimi tesori, quei “Piccoli Segreti della Natura” che, una volta svelati, conquistano i viaggiatori al primo sguardo. E se le straordinarie spiagge bianche, i verdi parchi naturali che ricoprono le isole e le mille sfumature del Mar dei Caraibi sono visibili anche a uno sguardo più “superficiale”, i segreti più profondi si trovano sotto la superficie del mare. Innumerevoli barriere coralline, imponenti pinnacoli di corallo, grotte sottomarine, canyon e relitti affondati, per un totale di oltre 75 spettacolari siti per immersioni per diver di ogni livello, che diverranno palcoscenico della prossima Wreck Week (1-7 dicembre).

Tra gli oltre 60 isole e isolotti delle BVI, Norman Island, all’estremità sud dell’arcipelago, è da sempre nota per le sue grotte: si narra infatti che lo scrittore Robert Louis Stevenson abbia tratto ispirazione per il suo celebre romanzo “L’isola del tesoro” proprio da Norman Island, che nei secoli hanno offerto ancoraggio sicuro a bande di pirati grazie ai numerosi anfratti. Qui si trova ad esempio la Santa Monica Rock, sito di diving che va dai 6 ai 30 metri di profondità ed è costituito da una serie di pinnacoli rocciosi, dove si può nuotare tra squali del reef, tartarughe marine e mante maculate.

Un altro spettacolo naturale sommerso si trova al largo dell’isola di Jost Van Dyke: The Cathedral, una magnifica grotta sottomarina a 12 metri di profondità, illuminata da raggi di luce che penetrano da una fessura sulla sommità. Un’esperienza quasi mistica, fin dal nome stesso del sito. È un punto perfetto anche per andare alla scoperta della fauna marina.

Ma oltre a queste meraviglie naturali, il fascino subacqueo delle Isole Vergini Britanniche è dato anche da diversi relitti sommersi, tracce della storia delle BVI nel corso dei secoli e oggi forte richiamo per gli appassionati di wreck diving, come ben testimonia l’appuntamento della Wreck Week, un’interasettimana da domenica 1 a sabato 7 dicembre dedicata al diving nei migliori spot dell’arcipelago.

Una menzione speciale va all’iniziativa BVI Art Reef, che nel 2017 ha trasformato il relitto della Kodiak Queen, una delle cinque imbarcazioni da guerra scampate all’attacco di Pearl Harbor, inun’installazione d’arte sommersa e al tempo stesso in barriera artificiale dove flora e fauna marine a rischio possono proliferare. Un progetto unico nel suo genere che riunisce in un solo sito la tuteladell’ecosistema marino delle BVI, incredibili esperienze di wreck diving e nuove forme di espressione artistica, grazie alla gigantesca installazione d’arte di un imponente Kraken in armatura metallica chestringe la nave nella morsa letale dei suoi tentacoli. Al BVI Art Reef si è di recente andato ad aggiungere il progetto Beyond The Reef, che ha trasformato alcuni relitti dell’uragano Irma in una barrieracorallina artificiale. Affondando tre aerei in disuso rimodellati in squali metallici e la nave Willy-T,iconico bar galleggiante andato distrutto, l’intento di Beyond The Reef è duplice: dar nuova vita aqueste strutture distrutte da una calamità naturale e creare una barriera corallina artificiale abeneficio dell’ecosistema marino. Il relitto del Willy-T è stato affondato al largo di Peter Island, sua dimora storica, mentre i tre aerei trasformati in squali metallici sono appena stati affondati vicino alle Dog Islands, isole minori al largo della costa ovest di Virgin Gorda.

Altro fiore all’occhiello delle BVI è il Parco Nazionale Marino del RMS Rhone, tra Peter e Salt Island: qui si trova il relitto della Royal Mail Steamer, nave postale naufragata durante una tempesta nel 1867 con 125 persone a bordo. Con i suoi 94 metri di lunghezza e 12 di larghezza, il relitto giace diviso in due parti adagiato sul fondo marino in acque profonde dai 7 ai 27 metri. Molte sue parti sono ancora intatte e visibili, incluso il ponte, il motore e l’elica.

Poco più a nord, verso Cooper Island, si trova un sito di relitti disposti lungo una sorta di corridoio,rinominato “Wreck Alley”, il “Viale dei relitti”:nuotando tra i 18 e i 27 metri di profondità, potrete ammirare il relitto della Marie L, una nave cargoaffondata intenzionalmente nei primi anni ‘90, ilPat, un rimorchiatore affondato pochi anni dopo che ora giace accanto alla Marie L, la Beata, affondata nel 2001 e la Joey D, una nave mercantile locale. Molti pesci hanno eletto i relitti a loro habitat, tra cui grandi barracuda, murene e squali

del reef, mentre le mante atlantiche sono solite nascondersi sotto la sabbia

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