Nuova Alitalia : più di 90 aerei e la nuova società da Giugno. Alleanze sono un “?”

il

Oggi alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, il Ministro Stefano Patuanelli ha riferito sulla situazione di Alitalia, circa il suo futuro e le azioni che saranno messe in atto nel breve termine. I deputati Mule’ e Lupi lamentano una mancanza di un piano industriale, che non e’ ancora stato predisposto sugli indirizzi della nuova società. Oltre alla incertezza di conoscere quanti soldi richiederà questa nuova società. I 400 milioni recenti ed i futuri 500. In più la situazione attuale mettono un velo sullz mancanza di chiarezza e visione, su quanto realmente sarà necessario in termini finanziari al decollo della nuova Alitalia. Molto agguerrito sempre Lupi sul Ministro, a riguardo dell’atteggiamento della Senatrice Giulia Lupo, chiamata in causa per il suo atteggiamento decisionista sulla questione Alitalia.

Alitalia avrà una nuova società, che si prenderà l’attuale azienda a tempi definiti, ricorrendo all’affitto dei rami d’azienda per farli confluire, quasi certamente portati a quei numeri che saranno ottimali. Da giugno, partirà la nuova Alitalia con una flotta potenziale di oltre 90 aerei, da usarsi al bisogno secondo quanto chiede il mercato. Fuori quelli vicini a manutenzioni da costi esorbitanti, dentro i nuovi che arriveranno da acquisizione dalla situazione di incertezza attuale. Costi più bassi per le revisioni dei motori. Un network che crescerà, secondo quello che dirà il mercato, sentendo il suo polso ed operando coerentemente al momento giusto. Alleanze a seconda di ciò che conviene.

In questi mesi, il Commissario Straordinario Giuseppe Leogrande ed il Direttore Generale Giancarlo Zeni, hanno operato su una sobrietà gestionale offuscata dal Covid-19. Quello che hanno costruito, non e’ purtroppo evidente e che ripaghi gli sforzi profusi. Ma ad esempio hanno bloccato i canoni di leasing fino al marzo 2021. Con i lessors hanno trovato un innovativo accordo. Oltre ad economie operative sui costi delle revisioni dei motori, in passato a prezzo fuori mercato.

Alitalia, avrà una dotazione di poco più di 90 aerei, la flotta non passerà in toto al vettore immediatamente. Ci sarà una sorta graduale e temporanea gestione secondo le necessità. Cioè un blocco sarà trasferito ad Alitalia ed un altro sarà sotto forma di affitto, che sicuramente poi verrà alienato dall’arrivo di macchine nuove. Il lungo raggio sarà formato da più del 30% del totale, quindi all’incirca 30 aerei. CityLiner sarà inglobata nell’unica società d solo pare della sua flotta sarà mantenuta. Dai banchi della commissione, si chiede anche la presenza di aerei cargo all’interno della futura flotta, per evitare gli impasse attuali. Vedi il reperimento di aerei per trasportare materiali di prima necessità, oppure al fine di veicolare il Made in Italy.

L’idea, è’ di rilanciare la compagnia aerea dice il Ministro Patuanelli, iniziando da una proprietà pubblica, poi via via da cedere al mercato. Una sorta di rilancio strategico di un asset, che si e’ confermato quello più vicino agli italiani. Non come le low cost, quando c’era da cibarsi erano a tavola, per poi abbandonarla quando il piatto era quasi vuoto.

Il mercato ora è’ in crisi. Se Alitalia e’ al -87,6% di fatturato, c’è’ chi piange di più, come il -94% di British Airways, il -94,1% di Lufthansa, KLM al -92,1%, la sorellina Air France e’ li vicina. Come pure per Iberia, anche lei oltre il -90%. per poi arrivare al -100% di TAP, totalmente a terra.

Alitalia e’ la compagnia di bandiera che sta continuando a volare, nonostante il mare in tempesta e le secche della mancanza di traffico. Però, assolve il suo compito mantenendo una continuità. Altri invece sono ora con i motori spenti, in attesa di tempi migliori.

Nelle ultime settimane, ha continuato a trasportare onerosamente i passeggeri sui voli regolari e di rimpatrio con il distanziamento sociale. La offerta di posti si e’ ridotta sugli aerei, un A319 può portare una cinquantina di persone sui 144 della sua capacità ed un B777/300ER non può superare i 172 passeggeri su 382 disponibili. Altre compagnie straniere, non assoggettate a queste norme rimpatriano alla capacità totale. Senza che gli enti governativi dell’aviazione civile di quei paesi si agitino più di tanto.

Ancora Alitalia, opera sui rimpatri per riportare a casa chi, è’ rimasto bloccato dalla repentina chiusura di frontiere e voli. Persone che hanno perso posti di lavoro, luogo per vivere. Quindi il diritto di soggiornare all’estero, non avendo più una condizione lavorativa stabile. In moltissimi casi, i voli partono totalmente vuoti. Gli stessi ritornano con gli stessi limiti di distanziamento sociale. Cioè, sommando andata e ritorno, segnano un coefficiente medio di riempimento del 20-25%. Livelli economici assolutamente insostenibili per un azienda.

Non si vede all’orizzonte, come ed in che modo ripartirà il mercato dice Patuanelli. Sarebbe opportuno dire, che non si conosce chi e quanti saranno quelli voleranno nei vari segmenti della tipologia di passeggero: dal business, leisure e etnico. Il rischio, e’ che la paura, lo Smart working con video conferenze e lavoro da remoto, spinga sempre di più su questa via. Quindi riduca enormemente i viaggi d’affari, i più redditizi per il trasporto aereo.

Un altra sfida sarà per la ripartenza, che fra meno di un mese scade l’accordo dell’antithrust transatlantica in America con Delta sui code share e la Joint venture con Il vettore americano. L’unico rimasto ad avere un accordo con Alitalia, dopo che Air France-KLM, Virgin Atlantic e Delta hanno dato vita a Blue Sky. Alleanza ufficialmente siglata, ma che l’integrazione con il vettore inglese non e’ mai partita. Più difficile ancor di più ora. Visto i rischi di uscita dal mercato del vettore inglese, se non riceverà soldi pubblici, anche sotto forma di prestito, come ha chiesto nei giorni scorsi Richard Branson.

Le intenzioni ancora sono poco chiare da parte del Governo, su quello che Alitalia vorrà fare in questo ambito. Se andrà ancora con Sky Team o Star Alliance. Ciò auspicando che il rimanere senza nessun aggancio ad in alleanza ne pregiudichi gli esiti positivi della ripartenza.

I piloti sono quelli alla quale Alitalia guarda con molta attenzione. Proprio in relazione al fatto che in questo periodo di bassa utilizzazione di questi e degli aerei si cercherà di unire il meglio per arrivare ad una situazione di gestione appropriata delle risorse.

L’azienda – ha detto il Ministro – vuole avere relazioni sindacali costruttive, al fine di gestire al meglio la complessa situazione futura della nascita della nuova società.

Una cosa certa è’, che per il futuro si vuole mettere mano alla situazione negli aeroporti. Il cruccio e’ tutti devono essere uguali. Tutti devono avere stesso modo di trattamento e non vi sia disparità. Il Ministro ha indicato la condizione che non vi siano vettori che per una rotazione pagano 1200€ e chi dieci volte meno. Come pure si auspica che pure in ambito europeo vi sia una uniformità di trattamento.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.