Quale futuro per l’aviazione domani? De Juniac “il low cost potrebbe essere la fine con il distanziamento sociale”


Il futuro a breve potrebbe vedere stravolgimenti sostanziali. La fase 2 ed a seguire fino ad avvenuta ristabilizzazione sperata della situazione potrebbe portare a nuovi cambiamenti importanti.

Qualche anticipazione ci viene dalla IATA, poi quello che sarà non solo il piano normativo da parte di chi è’ preposto. Ma anche dai provvedimenti straordinari già in essere, che comunque stato per stato già impongono o potrebbero imporre.

Ad esempio in Italia e’ stato imposto al momento il distanziamento sociale non dagli enti preposti. Bensì con determinazione governativa. Vedi le imposizioni date ad Alitalia durante l’esercizio dei suoi voli.

Quali importanti scenari potrebbero involvere il mercato, per esempio con un numero inferiore di passeggeri a fronte di un provvedimento. Visto che Michael O’Leary ha già messo i piedi avanti in vari ambiti. Sul piano mediatico alla stampa ha fatto arrivare il messaggio che il distanziamento sociale non verrà accettato. Ai suoi messaggi a doppio senso ci siamo già abituati. Molto spesso sono per catturare l’attenzione o muovere l’opinione pubblica a costo zero. Tanto e’ cerco che ogni cosa dica vada sulla carta stampata oppure online; fino alla bocca di tutti. In secondo luogo O’Leary ha già messo in movimento i suoi metodi molto convincenti per dare un segnale agli aeroporti del tipo: voglio sconti fino al 2022 perché per tre anni il traffico non sarà quello di prima, oppure molte rotte non saranno riattivate, ergo rimarrete senza di noi. Su molti aeroporti Ryanair dipendenti la cosa sarà impattante. Molti non hanno nel bouquet clienti una condizione varia per soppiantare l’ingombrante irlandese. Sulla stessa via si e’ insinuata anche Wizz.

Alexandre De Juniac – ex CEO Air France – KLM, ora DG alla IATA – dice che il distanziamento sociale sarebbe il “the end” per i voli low cost. Perché? Semplice meno passeggeri, quindi il load factor più basso e’ lontano dal loro punto di break even. Più alte tariffe si potrebbe tradurre nella perdita di quei clienti price-sensitive che spendono fino ad un certo valore dato dal loro budget. Ma anche tutto quel tipo di cliente medio che a prezzi molto più vicini andrebbero sul mercato legacy. I vettori tradizionali offrono un prodotto meglio confezionato e con più certezze, specie quando vi sono problemi di meteo che creano cancellazioni e lasciano i passeggeri abbandonati a se stessi.

Brian Pearce – economista responsabile IATA – ha sottolineato che tale condizione di distanziamento sociale e’ assoggettata ai provvedimenti dei singoli stati quando le restrizioni ai viaggi saranno revocate. Per l’Italia la cosa e’ già imposta da un decreto del Governo. Successivamente si vedrà che imposizione sarà attuata da quell’ambito, oppure da EASA.

In una recente ricerca IATA, un 40% di viaggiatori attenderebbe tempi migliori per vedere come si evolverà lo stato generale del Covid-19. Quale sarebbe questa categoria di passeggeri? I leisure? Quelli a basso budget? Sicuramente quelli che per ragioni varie quali ricongiungimenti famigliari, vacanza, altri motivi possono attendere, posticipare, oppure cambiare la tipologia di mezzo di trasporto o intenzione di come organizzare il tempo ed il viaggio. Una piccola percentuale potrebbe essere legata anche agli affari, scegliendo metodi come lo Smart working e video conferenze per ovviare ad un viaggio per un meeting.

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