Gli aeroporti chiedono chiarezza. Senza i voli non ripartirà business e turismo. Tavola rotonda Guidaviaggi

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In una tavola rotonda organizzata dal quotidiano turistico Guidaviaggi, due giorni fa si è discusso di”Gli aeroporti tra gestione dell’emergenza e sguardo al futuro”.

In video conferenza hanno partecipato:

Camillo Bozzolo – Dir. sviluppo aviation business Gruppo SAVE Venezia

Alberto Cominassi – Dir. operativo SACBO Bergamo

David Crognaletti – CCO  – Geasar aeroporto di Cagliari

Piero Righi – DG Aeroporto di Genova SpA

Giovanna Laschena – Vice direttore centrale economia e sorveglianza aeroporti ENAC

Valentina Lener – DG Assaeroporti

Giancarlo Scalia – AD Aeroporto di Palermo

Ha iniziato Camillo Bozzolo,  ha puntualizzato sulla necessità di tre punti fondamentali per la ripresa del traffico:

. condizioni certe per le compagnie aeree per operare in un ambito di profittabilità verso il futuro,

– la situazione dei blocchi delle frontiere dei vari stati, che non favoriscono la ripartenza. Qui gioca il fatto che – secondo Bozzolo – “è la politica che deve mettersi in mezzo per risolvere questo problema”.

– il passeggero deve essere confidente di poter volare in serenità. Tutti dobbiamo fare in modo che ciò avvenga, per fare ripartire il settore e raggiungere lentamente i numeri di qualche tempo fa.

Alla domanda di Laura Dominici – moderatore e caporedattore di Guidavaggi – se Venezia aveva già sentore di una ripresa, Bozzolo ha risposto ” abbiamo visto che molte compagnie ad esempio inglesi hanno introdotto voli in vendita da giugno, che poi hanno posticipato”. Ha fatto i nomi di Ryanair e Wizzair come intenzione di immettere capacità, come pure Air France – KLM stanno parlando di riapertura, ma se non ci saranno i passeggeri, tutte dovranno allungare i tempi della ripresa, oppure ci saranno cancellazioni.

Poi il microfono è passato ad Alberto Cominassi di SACBO Bergamo. Ha puntualizzato, che l’aeroporto è stato chiuso dal 14 marzo, ma ha sempre ospitato voli di emergenza o courier cargo. Nel frattempo, la SACBO non è stata con le mani in mano e ha in programma la ripresa dei voli Wizzair per Sofia per il 18 maggio. Essi sono sempre pending alle ordinanze dei singoli governi, che potrebbero vanificare ogni intenzione dei vettori.

Nel frattempo Bergamo – dice Cominassi – ha fatto una completa analisi del terminal e lo ha suddiviso in due zone: partenze e arrivi. Le partenze vedranno il posizionamento di punti di verifica di chi entra per partire. Ci sarà la  misurazione della temperatura.  I banchi accettazione sono stati distanziati: uno su due, volutamente alternati saranno quelli impiegati. Li hanno già dotati di barriere protettive trasparenti. Per i controlli di sicurezza, vi saranno in funzione solo un canale ogni due. I passeggeri saranno distanziati da indicatori al suolo a due metri uno dall’altro. Sacbo ha predisposto facilitatori per mantenere il distanziamento sociale. Poi agli imbarchi, vi saranno le barriere trasparenti ai banchi dei gate, il lettore rivolto verso il passeggero per smarcare la carta di imbarco. C’è un impasse sul fatto del controllo del documento da parte del personale, sul fatto di chiedere di abbassare la mascherina per l’identificazione. Tutto ancora non chiaramente normato dai legislatori. Gli imbarchi saranno condotti a piedi verso gli stand vicini ai gates.

In arrivo, l’area sarà fisicamente separata da quella delle partenze. Gli sbarchi, saranno svolti con pulmann di capacità adeguata per trasportare il numero fisso di passeggeri previsti. Ci saranno controlli come alle partenze con termoscanner e distanziamento nelle aree. Un numero di famigliari contingentato potrà accedere alla zona pubblica degli arrivi. Complessivamente,  lo scalo avrà un sistema che verificherà il numero dei passeggeri presenti e che monitorerà eventuali condizioni di assembramento.

David Crognaletti – CCO Geasar Cagliari – sottolinea che i numeri stanno leggermente crescendo. Oggi si aggirano su 350-370 passeggeri al giorno. In aprile 2020, Cagliari ha prodotto l’equivalente di quanto faceva in mezza giornata 12 mesi prima. Come molti aeroporti italiani ha pochi voli, ad oggi tre al giorno  di Alitalia. Tutti operati da aerei che mantengono il distanziamento sociale calibrato in 68 posti su 200 per un A321.

Chiede al Governo Italiano di supportare gli aeroporti sulla ripartenza nel domani prossimo e nei prossimi anni.

Per il futuro dice “la Sardegna ha indici di contagi molto bassi, su 370 comuni, ben 250 hanno zero contagi e oltre 40 con uno solo. La fascia costiera è la meno colpita”.

Crognaletti auspica regole, vedi le regioni che dovranno mettere in atto stessi provvedimenti. Le  differenze per le compagnie aeree e passeggeri saranno un puzzle difficile da risolvere. Vedi se una regione non mette controlli e quarantena, a differenza di altre. Ciò creerà secondo Crognaletti una disuniformità. Quindi il Governo centrale deve dare regole univoche per tutti. Più paletti ci sono e meno passeggeri nazionali ed internazionali vedremo a scapito del fatto che andranno in altri paesi.

Sui dispositivi e metodi di applicazione, Crognaletti sposa la tesi francese, a bordo degli aerei la mascherina è sufficiente. Quindi chiede, che siano emesse un set di  regole operative e sanitarie uguali per tutti. Queste per fare avvicinare oltre ai passeggeri nazionali , anche quelli internazionali alle destinazioni del nostro paese.

“Il low cost è” secondo Crognaletti “il primo segmento a riprendere, vedi Volotea, Ryanair, easyjet. Oltre a vettori legacy verso nuove destinazioni, rispetto a quelle previste nel passato.I load factor non saranno quelli del passato, ma che aiuteranno negli alberghi e spiagge di avere ottime vacanze”.

Enac nella persona di Giovanna Laschena, ha fatto un intervento puntualizzando, che le norme attuate hanno cercato di mettere in sicurezza il settore. C’è stato un calo pesante del traffico fino al 97%. Oltre all’emissione di norme per il cargo. In più gli interventi per il settore a livello di sgravi e garanzie bancarie.

In ambito europeo le azioni introdotte per la modifica dei regolamenti. Come il regolamento 793 sul mantenimento dellla storicità sugli slot 80/20. Oltre al Regolamento 1800 del 2008 in corso di discussione per i requisiti finanziari delle imprese e poi il ground handling per postporre le scadenze delle certificazioni.

Si cerca, di avere regole comuni uguali, sia nazionali, internazionali ed extra. Vedi il distanziamento, che in italia deve essere rispettato per la tutela della salute. salvo che il Ministero  competente darà diverse direttive.

L’ENAC sta studiando il modo di mantenere sicuro l’accesso agli aeroporti ed aerei.  In modo che sia tranquillo per tutti l’essere in questi ambiti. In contesti internazionali negli incontri avuti, c’è stata la volontà di produrre regole sicure ma uniformi. Si sta attendendo le direttive della comissione UE per emanare le conseguenti nazionali che siano certe e comuni.

E’suo pensiero, che le misure restrittive attuali sono contro la ripartenza del traffico. La volontà è quella di produrre quindi  regole che possano  essere comuni per fare ripartire il mercato del trasporto aereo.

Nell’intervento di Valentina Lener- DG Assaeroporti  in una situazione difficile e profonda precisa che l’introduzione fatta ad inizio seminario “Il turismo ripartirà grazie al trasporto aereo”, Senza regole certe e azioni  da parte del governo e della politica con la P maiuscola, che possanno favorire la ripartenza con la rimozione delle limitazioni. Non solo il trasporto aereo deve ripartire, ma anche  non dovrà essere penalizzato il turismo e non solo. Secondo le stime per il 2020 si dovevano superare i 200 milioni di passeggeri, a fronte dei poco più di 193 del 2019. Ora siamo invece al -99%, rispetto alla crescita di gennaio. in marzo il sistema aeroportuale italiano ha perso 12 milioni di passeggeri. In marzo, le stime erano per il 50/60% in meno del traffico nel 2020, del fatturato del 50%. Ma tutto dovrà essere ricalcolato.

Assaeroporti chiede protocolli sanitari certi di gestione per una programmazione da effettuare nuovamente.  L’incertezza per Valentina Lener è un fattore pesante, perchè prospettive non se ne possono fare, visto, che non si conosce quando si potranno eliminare i vincoli di mobilità tra regioni, poi in ambito europeo con quarantene e altre limitazioni. Poi in ambito extra UE. senza regole certe tutto il traffico aereo rimarrà ingessato e magari se l’Italia rimane ferma, c’è chi può essere intanto ripartito. Assaeroporti chiede regole e protocolli sanitari con date certe, anche rivedibili nelle programmazioni, ma che vi siano per permettere al trasporto aereo di programmare una ripartenza. Senza questo, tutto il settore è senza una prospettiva.

Ad oggi ci sono il 95% dipendenti in cassa integrazione, i costi non sono comprimibili sul 60-80% degli stessi. Ma senza la ripresa del trasporto aereo, si parla, che neanche il 50% dei turisti potrà ritornare in italia. Quindi con perdite non solo per la filiera aeroportuale, delle compagnie aeree e tutto il collegato. Ma sopratutto per un economia della nazione, che vale almeno il 13% del PIL.

Nei prossimi giorni, ci saranno incontri con Federturismo per studiare la situazione, che ogni giorno che passa si fa sempre più critica. Il messaggio è quello della speranza che nei prossimi DPCM vi siano soluzioni certe per il comparto. Con ENAC si sta lavorando per trovare soluzioni che non portino a situazioni insostenibili. Questo per aeroporti e compagnie aeree, che creino la morte del trasporto aereo. il passeggero deve ritornare a volare in sicurezza, con provvedimenti coerenti e non estremi, che poi non portano a benefici, ma bensì a malefici.

Per concludere chiede, guardiamo ai francesi per una gestione realistica/sostenibile a terra ed a bordo. Farlo, si può, con l’eliminazione del gap utilizzando la prevenzione e l’uso degli strumenti previsti. Questo al fine di far ripartire il trasporto aereo.

Piero Righi – DG di Aeroporto di Genova, auspica che il potenziale passeggero ritorni ad essere tranquillo nell’usare di nuovo l’aereo. Così potrà tornare a prenotare, quindi poi a viaggiare, facendo volare il settore. Ma la cosa ha un altro importante aspetto,  secondo Righi – “il passeggero è richiesto dai vettori che sia “pulito”, cioè esente da problemi per il volo, quindi controllato dal punto di vista sanitario”. A terra si stanno valutando vari scenari:

-verifica del distanziamento con strumenti automatici, tipo videosorveglianza integrati  per monitorare i flussi

– il tempo, il meno possibile con le regole e provvedimenti per poter poi intercettare i flussi il prima possibile.

– una visione meno miope di quello che chiede il settore

Giovanni Scalia – AD di Aeroporto di Palermo – “siamo scesi da 30000 passeggeri al giorno a 300. Da 112 voli ad un paio al giorno perdendo 2 milioni di € al mese”.

Punta anche su conoscere quali norme verranno applicate in modo chiaro. Visto che in Francia il posto centrale non sarà lasciato libero, ma bensì occupato con le mascherine obbligatori. In italia invece è il contrario. Ciò innesca ad esempio il caso di Ryanair, che nella conferenza stampa di qualche giorno fa ha annunciato la possibile ripartenza per luglio, ma a condizioni. Se esisterà l’attuale schema in Italia non attiverà nulla.

Laura Dominici di Guidaviaggi a questo punto, chiede sul piano degli investimenti promozionale la situazione come sia.

Sul piano degli incentivi, David Crognaletti dice “ogni giorno riceve richieste di ulteriori incentivazioni. In molti casi nuovi oppure addizionali”. Semplicemente dice Crognaletti “questa è una guerra tra poveri” . Perchè all’estero c’è chi concede a livello di Stato vedi la Croazia, incentivi ai vettori e non solo quindi come singolo scalo. Crognaletti dice, di avere informato Regione Sardegna della cosa, come pure gli altri due aeroporti sardi. Ha detto “Noi non abbiamo risorse per rispondere a questa guerra” sperequativa. Crognaletti dice che qualche compagnia ha chiesto anche 10€ a passeggero in partenza. Cagliari ha fermamente detto , soldi non ne abbiamo. Sempre sul tema auspica, che ENAC prenda posizione sul fatto circa nessuno conceda altre somme, oltre quelle già contrattualmente in essere tra le parti (aeroporto e vettore). Su questo punto, ovviamente, il rischio è, l’aeroporto, specie se stagionale leisure, si trovi in fondo alla lista delle priorità delle compagnie per la ripartenza. “Come si gioca alla roulette, esce il rosso oppure il nero” dice Crognaletti.

Camillo Bozzolo di Gruppo SAVE punta la cosa su due  fattori. A suo parere nel futuro, ci sarà un offerta molto più bassa rispetto al 2019, crede che non nell’immediato, ma nel futuro a breve molte compagnie falliranno. Cioè forzate a praticare prezzi bassi nella prima fase, con l’arrivo dell’inverno non riusciranno a mantenere la testa fuori dall’acqua e falliranno. Un opportunità per quelle più grandi. Quelle con le spalle più forti, che acquisiranno market share con l’uscita di molti competitors. Sempre secondo Bozzolo “non è il momento per negoziare, per non partire già in fallo”. Oltre alla condizione,  “non c’è incentivo che si possa concedere, se, il mercato non si apre come limitazione tra governi/frontiere e sulla quantità di persone che si potrà trasportare”.

Alberto Cominassi – SACBO Bergamo – sul tema promozioneparte dal presupposto, Bergamo si muoverà come potrà e con le risorse a disposizione. Senza chiedere niente a nessuno. Ma, auspica, che sia il governo a fare promozione per tutti, come è in atto da altri paesi, vedi il caso della Croazia. Il tutto in modalità di impiego delle risorse ragionato e sensato.

Piero Righi – Aeroporto Genova fa un esempio verso il Cares Act americano, che ha messo a disposizione 10 miliardi di $, un intervento che aiuta il settore. Aiuti che permettano di non perdere per strada chi eventualmente non sarà forte per sopravvivere all’onda lunga della crisi post Covid-19.

Giovanni Scalia – aeroporto di Palermo, si allinea a quello che hanno indicato i rappresentanti di altri aeroporti sugli aiuti, sull’essere fermi nella concessione degli incentivi.

Valentina Lener dice “sul piano degli aeroporti non ho la sfera di cristallo anche se la Ministra De Micheli ha detto che verrà fatta”. La posizione di Assaeroporti su un nuovo piano era cauta già prima della crisi. Anzi, più che nuovo piano degli aeroporti, la Lener,  ha parlato di necessità di un Piano Nazionale dei trasporti che parli di integrazione e di intermodalità tra le varie tipologie. Ritornando sulla situazione della ripartenza, Lener dice che è necessario ripianificare ed incentivare la ripartenza del traffico aereo , della mobilità dei passeggeri perchè l’italia è stretta e lunga. Quindi dar possibilità di viaggiare nuovamente con l’aereo e far ripartire il turismo

Sul piano degli incentivi, la Lener, sottolinea la necessità , nei tempi dovuti, quando sarà possibile fuori dalla emergenza sanitaria, di ritornare ad investire. “Non scaviamoci la fossa da soli, il metro di distanziamento in aereo, la selezione della concessione degli aiuti agli scali per importanza è da evitare. Questa è la via per fare ripartire il Paese.” Il concetto è incentivazione orizzontale.

La conferenza si può seguire al link:

http://www.guidaviaggi.it/video/321/webinar-di-e-martedìturismo–gli-aeroporti-tra-gestione-dell-emergenza-e-sguardo-al-futuro-

 

 

 

 

 

 

La conferenza è visibile al link:

http://www.guidaviaggi.it/video/321/webinar-di-e-martedìturismo–gli-aeroporti-tra-gestione-dell-emergenza-e-sguardo-al-futuro-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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