L’autunno sarà tanto low flights più che low cost o low fare


In questi giorni mentre la gente è al mare sotto l’ombrellone , a mollo in acqua o sui sentieri montani a godersi il fresco, fa invece tanto caldo negli uffici dove si pianificano gli operativi delle compagne aeree, sia legacy che low cost. nessuna è esclusa. non caso l’immagine che abbiamo scelto è quella del numero dei voli operati mese per mese e quelli in previsione fino a dicembre 2022. Se già nei primi giorni di agosto e a luglio il traffico aereo seguiva la proiezione “base”, oppure era leggermente al di sotto, nei prossimi mesi da settembre a dicembre l’andamento potrebbe “danzare” verso il “low”.

Il problema è il calo pesante delle prenotazioni per quei periodi rispetto ai livelli di riempimento dei voli attuali. Già a quelli di settembre, ottobre, ma pure per l’inverno.

Molto silentemente le novità per chi ha già qualche volo prenotato per il futuro saranno arrivate o arriveranno con il classico bip sonoro del messaggio di una email nella propria casella di posta elettronica oppure cercando sui sistemi di vendita e capire che i voli che fino a dieci giorni fa c’erano, oggi non ci sono piu’.

I tagli colpiscono sia i voli delle compagnie aeree tradizionali, ma più a macchia di leopardo, perchè dove c’è ancora qualche parvenza di flusso vengono incrementati, oppure mantenuti. In questo caso parliamo di settembre e ottobre, non ancora per l’orario invernale.

Invece per le lowcost si vedono già i tagli da settembre, un esempio a caso è Volotea. Ma pure la blasonata Ryanair che ora gira a oltre 3000 voli al giorno, nel mese di novembre facilmente forse arriverà a molti di meno.

Qual’è o quali sono le cause, in generale un ritmo lentissimo delle prenotazioni, gli advance booking in taluni casi sono molto negativi e deludenti. C’è traffico nei segmenti business, oppure si presume visto che è ancora presto. Però la presenza di fiere o congressi fanno ben sperare, visto che non sono state poste limitazioni da Covid-19 alla tenuta di queste manifestazioni e quindi è presumibile che ci saranno flussi di prenotazioni. Alcuni segmenti leisure danno piccoli segni di crescita, ma in generale c’è un taglio sostanziale, vedi la chiusura della base di Cardiff da parte di Wizz Air che colpisce solo rotte leisure a partire dal 19 settembre è un esempio. Non dovrebbero essere colpite le rotte dove c’è traffico VFR, perchè è un segmento che difficlmente sente le crisi, vola sempre. Le necessità famigliari sono disparate e portano a volare e sopratutto decidere sottodata, il che favorisce la remunerabilità delle tariffe per i vettori.

Ad esempio gli effetti su Londra sono particolari, ci sono tagli o crescite, ciò tenuto conto che per i prossimi due mesi l’aeroporto inglese, come quello di Amsterdam hanno un tetto di passeggeri giornalieri da rispettare, pero’ nel merito accade quanto segue:

Secondo Aeroroutes che monitorizza questo tipo di attività:

British Airways in settembre / ottobre

Londra LHR

Bologna da 84 a 81 voli / da 92 a 91

Catania da 14 a 17

Milano Linate da 122 a 127

Milano Malpensa da 138 a 98 / da 148 a 112

Napoli da 78 a 90

Perugia da 14 a 21 / da 2 a 10 (voli aggiuntivi rispetto al periodo previsto)

Pisa da 63 a 76 / da 54 a 59

Roma Fumicino da 170 a 169 / da 188 a 179

Venezia da 96 a 108 / da 120 a 117

KLM

settembre/ottobre

Amsterdam per

Bologna da 120 a 94/ da 116 a 92

Frenze da 128 a 112 / da 125 a 114

Milano Linate da 98 a 97 /

Milano Malpensa da 82 a 79 / da 78 a 76

Roma Fiumicino da 150 a 144 / da 145 a 139

Torino da 60 a 55 / da 58 a 54

Venezia da 120 a 90 / da 116 a 88

In alcuni casi ci sono aumenti per British Airways, per KLM anche molti tagli. i segnali non sono proprio incoraggianti. Questo per due aerolinee legacy.

Per quanto concerne il low cost ci sono segnali che dalla Sicilia, Sardegna e da altre regioni italiane il network di Ryanair sta subendo molte trasformazioni con riduzioni dei voli oppure anche possibili chiusure di collegamenti. Anche qui pare che tengano i voli con influenza di traffico VFR e business, molto meno sul leisure.

L’inflazione in atto potrebbe essere una delle cause del fenomeno.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.