ITA Airways : c’è la penale fino al 10% escluse spese se la vendita salta

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“La privatizzazione di Ita Airways entra nel vivo del terzo round. Msc-Lufthansa e il fondo Certares hanno inviato ieri pomeriggio, 22 agosto, al ministero dell’Economia le nuove offerte vincolanti per acquistare la maggioranza del vettore tricolore e oggi saranno aperte le buste. Ma emerge sempre di più il tema del tipo di accordo da siglare con chi avrà consegnato la soluzione più convincente e se inserire una penale milionaria se il governo successivo dovesse decidere di far saltare l’iter. Sempre che al Mef non boccino di nuovo le offerte”.

Così scrive il giornalista Leonard Berberi su Corriere.it nell’articolo al link:

https://www.corriere.it/economia/aziende/22_agosto_23/ita-spunta-penale-fino-85-milioni-spese-escluse-se-salta-vendita-9f584eaa-22a3-11ed-afec-857596927b11.shtml

sulla consegna delle offerte di nuovo richieste dal MEF per la privatizzazione.

Se dal dicastero non si aspettano sostanziali cambiamenti nei contenuti delle offerte presentate sia da MSC-Lufthansa che da Certares.

Un aspetto chiaro pare che i due offerenti non vogliono cedre sugli aspetti di governance esull’autonomia gestionale. insomma se si compra niente interferenze o quanto appare che fosse stato chiesto recentemente da parte governativa. Per altro i sindacati sono molto favorevoli verso MSC-Lufthansa. l’offerta sel colosso dei mari e dei cieli sarebbe di 850 milioni di €. nulla più rispetto al passato, così scrive.

Certares indicherebbe un partnership commerciale con Delta Air Lines e non industriale.”Il fondo Usa ha ritoccato al rialzo la parte economica, avvicinandosi a quella di Msc e Lufthansa, e ha assicurato al Mef maggiore peso decisionale anche perché la quota rilevata sarebbe del 55-60%. Ci sarebbe anche un maggior ruolo per Fiumicino”

Dopo l’apertura delle buste, ci sarà tra questa settimana e l’inzio della seguente per gli advisor del MEF per dare il parere al dicastero, quindi in un paio di giorni il Tesoro dovrebbe dare il suo parere a Palazzo Chigi , a questo punto il Primo Ministro Draghi in carica per gli affari correnti dopo le dimissioni prenderà la decisione finale e far partire la negoziazione in esclusiva.

“E qui c’è l’altro nodo. Che accordo siglare con la cordata scelta entro il 10 settembre? Il memorandum d’intesa viene giudicato legalmente troppo debole: il governo successivo potrebbe cambiare idea e bloccare la privatizzazione”.

Berberi continua a scrivere che ci sarebbe un legame sul recesso. Ecco che si fa strada l’ipotesi di un preliminare di vendita “blindato” da una penale di recesso: se lo Stato italiano entro dicembre – quando è atteso il closing – dovesse bloccare la procedura a quel punto dovrebbe pagare alla cordata diversi milioni di euro. Non è deciso quanto, ma fonti al Corriere parlano anche del 5-10% del valore della transazione, quindi 42,5-85 milioni. Interessi e spese legali esclusi. 

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