Focus su InRomagna DMC

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Il turismo arriva anche perchè i DMC collaborano con il B2B, oppure vendono i pacchetti anche non solo al trade , ma pure ai consumer. La Romagna, in particolare la zona che ricade su Forlì, Cesena, Ravenna, la costa ravennate e fino a Cesenatico. poi la montagna con il suo turismo slow , l’arte e la cultura oltre al detox con le vacanze termali. Questi i mercati che InRomagna DMC cura per il mercato incoming. Capiamo come è nata la società forlivese, come si svilupperà anche grazie all’aeroporto Ridolfi di Forlì dove ha sede.

Su InRomagna DMC ne abbiamo parlato con il destination manager Roberto Zoffoli

Cos’è InRomagna DMC?

INRomagna è una Destination Management Company, nata per volere delle Confesercenti/Confcommercio locali, Forlì, Cesena e Ravenna per sviluppare l’incoming turistico nelle aree di queste tre città. Per fare questo il primo partner strategico è l’aeroporto di Forlì e siamo quì oggi per ribadirlo. Lo fa per sviluppare i servizi per gli operatori locali, servizi di vendita estremamente innovativi, abbiamo un sito molto importante che puo’ vendere dalla A lla Z ogni esperienza, ogni struttura ricettiva, ogni trasporto per raggiungere le nostre località per permettere al turista di comprare tutto e confezionare il viaggio e costruirlo su misura. Abbiamo una rete commerciale che fa gruppi. In questo periodo abbiamo aperto relazioni commerciali sia sull’Italia, che sulla Germania, Svizzera e Polonia. Questo ci permette di lavorare su gruppi organizzati sia grandi che piccoli in modo tailor made e la nostra struttura commerciale permette di costruire offerte complete  anche in tempi molto rapidi.

C’è solo la vendita o anche altro?

Non è solo la vendita il nostro core, perchè il primo progetto non tanto per fare solo marketing e promozione che è l’anima di inRomagna DMC, prima di tutto noi promuoviamo queste terre e le promocommercializziamo, ma noi facciamo anche vendita. Quindi siamo misurabili. In questi due anni terribili della pandemia non ci samo fermati e abbiamo ragionato di sviluppare servizi innovativi, proprio per gli operatori turistici locali , ma nel tempo sono ampliabili per tutti.La nostra idea è di essere una piccola OTA della Romagna per capirci, quindi con una vendita online , ma anche quella di costruire dei servizi che mettano gli operatori commerciali e ricettivi nelle condizioni di vendere dei servizi,  che diversamente non avrebbero, perchè sono di appannaggio di solito di un tour operator. Ci stiamo lavorando e quest’altr’anno potrebbe essere veramente l’anno buono in cui  le sperimentazioni che stiamo facendo anche questo tipo di servizi. Quindi è una struttura molto snella, ma allo stesso modo complessa che va su tanti filoni.

Perchè l’aeroporto di Forlì?E’ il nostro partner naturale, perchè per l’internazionalizzazione noi ci potevamo appoggiare anche a Bologna e Rimini come hnno fatto queste terre fino a che l’aeroporto è stato chiuso e quindi ora è un opportunità enorme. Quindi il nostro obiettivo è anche sviluppare l’aeroporto di Forlì.


Da quanto tempo opera InRomagna? 


InRomagna è ufficialmente nata a fine 2020. Quindi sono due anni adesso, fondamentalmente per capirci è  due anni che la DMC ha aperto il progetto. Poi strutturata da circa metà del 2021, in un momento in cui non c’erano possibilità di fare turismo, anche perchè c’era la necessità di posizionare il marchio, fare della brand awareness, quello che è il corretto posizionamento sul mercato. Però noi in questo periodo abbiamo posizionato e veicolato un bel po’ di risorse, circa 200’mila €, spesi non solo nella strutturazione, ma sopratutto nel marketing diretto e indiretto per promuovere il territorio e per favorire la vendita su di InRomagna, che ha un assieme di offerta molto importante , ma anche proprio degli operatori. L’altro lavoro è la costruzione di un parco strutture selezionate, poche relatvamente al numero che vi sono nel nostro bacino.


Di che tipo?


Sia ricettive, che commerciali . Perchè vogliamo costruire un parco di qualità  cui appoggiare solo le migliori offerte che solo la Romagna puo’ dare fondamentalmente su cui costruire i percorsi che abbiamo raccontato. Quindi parliamo di una quarantina di strutture tra Forlì e Cesena. Un centinaio  tra Cesenatico, Cervia e Milano Marittima e una sessantina sul bacino ravennate per capirci al massimo. Mentre noi ben sappiamo che l’offerta ricettiva è ben più ampia di questi numeri. E anche commerciale parliamo di cose di qualità e distintive del carattere della Romagna fondamentalmente. Quindi più dei testimonial , che prodotto per capirci.
Quali mercati hanno risposto più velocemente e quali meno, sia nzionale , che internazionale?
In questi periodo come si vede dalle indicazioni che da APT  della Regione, il mercato che risponde meglio è quello italiano. Noi in particolare siamo stati forti su Lombardia, Sicilia e Campania, perchè in particolare queste due ultime regioni sono state collegate dall’aeroporto di Forlì, perchè avevamo delle rotte. Poi anche sul Lazio abbiamo avuto una buona risposta e anche l’Emilia Romagna solo per le esperienze. Sull’estero, la risposta buona l’abbiamo avuta dalla Svizzera e ci stiamo lavorando. In parte dalla Germania , ma eravamo “freschi” diciamo. Abbiamo bisogno di crescere specie per un mercato molto battuto e quindi è bene strutturarsi bene per entrare in quel mercato ed è quello che stimo facendo perchè abbiamo investito. Poi la Polonia, che ci sta dando risposte che non ci aspettavamo , proprio per un turismo tra l’altro medio-spendente,  che è poi il nostri target dal medio all’alto. L’anno scoros tra l’altro abbiamo proposto offerte culturali come le grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con La Maddalena. Poi abbiamo ragionato su proposte gastronomiche di qualità collegata a come vive il territorio , come vivono i local insomma. Quindi dal corso per fare la piadina al corso per fare la pasta, a come si fa il vino. 


Quindi i mercati sono il mare, il verde, l’esperienziale, le terme  e la cultura?


Si. in particolare Ravenna è una perla che si vende molto bene sul mercato, è una perla della cultura ìe Forlì ha fatto un passo in avanti con le grandi mostre alla Cassa dei Risparmi di Forlì.
Siete anche collegati al turismo generato dalle crociere al porto di Ravenna?
Ci stiamo lavorando proprio con l’aeroporto di Forlì. è un progetto congiunto che va verso le compagnie di navigazione per offrire prodotti per le escursioni sul territorio.


Dove siete andati a cercare questa offerta, quindi fiere?


Noi abbiamo fatto numerosi workshop nel 2021 ovviamente online perchè all’epoca non ci si poteva muovere. Ne abbiamo fatti tanti quest’anno in presenza. Abbiamo fatto educational  come eductour e press tour in particolare sui mercati che ho già citato. 


Avete fatto B2B in italia e fiere straniere?


Più che fiere straniere , due , una in Svizzera e una in Germania , pero’ abbiamo prediletto di portare quì i tour operator e i giornalisti di quei paesi per fargli vedere il prodotto. non c’è stato un tour operator che sene è andato senza avere prodotti della Romagna. 
La Romagna come anche l’Emilia sono prodotti molto vergini e quindi c’è domanda per scoprirli?
Si, c’è domanda e tanta.


Avete quindi selezionato i potenziali clienti?


Ovviamente, si abbiamo selezionato i tour operator principali e li abbiamo trasportati qui’ in collaborazione con l’aeroporto. Crediamo molto più in questo , le fiere sono importanti,  ma prima di tutto è la selezione dei contatti che possono generare vendite per i nostri albergatori e per le nostre esperienze come InRomagna è quello che crediamo sia più importante da fare. II quadro che abbiamo visto da queste iniziative, ne abbiamo fatte ben nove (sei per tour operator italiani e tre esteri) per giornalisti esteri), ci aggiungiamo due per giornalisti esteri,  abbiamo notato una risposta importante sopratutto che molti tour operator non conoscevano le opportunità del terriotrio di Forlì, Cesena e Ravenna. quindi questo è un terreno che batteremo molto forte.


Il 2023?


E’ l’anno finalmente della consacrazione, quindi consolideremo il brand e iniziamo a fare  servizi per gli albergatori , spingeremo molto sul marketing diretto e indiretto. quindi inizieremo a generare vendite di un certo volume sia per i costruttori di esperienze, sia per le strutture ricettive e commerciali. Questi saranno i primi a beneficiare, perchè il territorio vede poco quello che è il lavoro di marketing fatto per promuoverlo. E quindi molti si chiedono “che cosa fa InRomagna?”. InRomagna fa tantissimo e lo fa per portare gente qua e chi puo’ dare le risposte sono in particolare gli operatori che vedono i benefici di queste azioni promozionali per le loro vendite. Ma anche per le vendite di inRomagna. Metteremo comunque in piedi un sistema che metterà in condizioni gli operatori di vedere cosa è stato generato da InRomagna.


Gli operatori stranieri sono di piccola, media o di grande dimensione?


Noi per capirci lavoriamo dalla TUI, abbiamo un contatto importante con loro, lo diciamo noi, non siamo gelosi dei nostri contatti. Ma per la vendita nostra ci basiamo più sui medi e su quelli piccoli per quanto riguarda i tour operator di nicchia. Diciamo che però va dal medio al piccolo. il contatto TUI via InRomagna è per le strutture ricettive. Per TUI , InRomagna è solo un contatto vista la sua dimensione. Noi ci facciamo da tramite, è il nostro lavoro in fin dei conti.

InRomagna DMC andrà a collaborare con GoTo Fly e Goto Travel.

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