Quanto hanno pagato gli aeroporti italiani per investire in nuovo traffico

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I voli low cost e non solo, vedono incentivazioni concesse dagli aeroporti o altri soggetti per sviluppare il traffico. Leonard Berberi di Corriere.it ha fatto un’inchiesta su quanto ammonterebbero le somme elargite ai vettori aerei.

L’articolo e’ al link:

https://www-corriere-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.corriere.it/economia/consumi/23_settembre_22/voli-low-cost-incentivi-compagnie-sfondano-500-milioni-ecco-quanto-ha-speso-ogni-aeroporto-09ec7e22-57ea-11ee-ad09-f5d0e4dba93a_amp.html

Berberi direttamente o indirettamente e’ riuscito a risalire a quanto gli scali italiani elargiscono ai vettori.

La sua lente di ingrandimento e’ scesa su 34 aeroporti, solo 4 hanno accettato di comunicare l’entita’ degli investimenti.

Secondo Berberi l’importo del 2022 supera i 500 milioni di €

Le agevolazioni non sono illegali, c’e’ una direttiva europea del 2009 a regimarli “per avviare nuove rotte in modo da promuovere, tra l’altro, lo sviluppo delle regioni svantaggiate o ultra-periferiche”.a patto che vengano erogate secondo il diritto comunitario.

Berberi poi spiega quali sono le tre categorie. Le incentivazioni sono per nuove rotte, incrementi di frequenze, sconti nei servizi oppure pubblicita’ dei territori, incremento di velivoli posizionati, attivita’ in orari non congestionati o fuori dai picchi stagionali. Il fine insomma e’ quel co-marketing che permette di aumentare il traffico, il quale ha poi una ricadita benefica sui territori per tutto il comparto turistico, ma pure sui trasporti, servizi. Oltre ad avvicinare due territori quello di arrivo e partenza con nuovi collegamenti in precedenza non esistenti.

Gli aeroporti investono somme che poi hanno un ritorno nei loro bilanci. I grossi e medi scali investono su questo ambito garantendosi bilanci sani dal punto di vista della sostenibilita’ economica dell’azienda stessa, perche’ tutto e’ assolutamente pianificato nei limiti di investimento annuale previsto dal budget. Praticamente una parte degli utili di gestione, provenienti da varie origini, quale l’aviation e cioe’ il generato dai voli come assistenze, carburante, PRM, security, etc e il non aviation come pubblicita’, affittanze, parcheggi, etc. Questi sono la fonte per creare nuovo futuro per l’azienda investendo sul nuovo traffico che si andra’ a creare come industrializzazione.

Piu’ traffico si crea e nell’ambito diretto e indiretto c’e’ piu’ occupazione. Su questo su parla di migliaia di persone per milione di passeggeri. Questo e’ il volume di risorse lavorative che si andranno ad aggiungere al territorio e le comunita’ interessate.

Le aerotropolis come vengono chiamate, esempi possono essere Roma, Milano, Venezia, Napoli, Catania e Bologna, gli scali con circa o oltre 10 milioni di passeggeri , sono tra indiretto e diretto in molti casi gli aggregati aziendali piu’ importabti di una citta’.

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