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SAS: Lack of sustainable fuel could push aviation into new energy crisis

SAS: La mancanza di carburante sostenibile potrebbe spingere l’aviazione verso una nuova crisi energetica

L’Europa rischia uno shock del carburante poiché l’offerta di carburante per aerei sostenibile è in forte ritardo rispetto all’obiettivo del 2030, come dimostra un nuovo rapporto di SAS Aviation Insights. Senza una rapida espansione, la carenza potrebbe far aumentare le tariffe, costringere alla cancellazione di rotte e aggravare la vulnerabilità energetica dell’Europa in un momento in cui i mercati globali del carburante sono già sotto pressione.

SAS avverte che l’Europa si sta dirigendo verso una carenza strutturale di e-SAF (carburante per l’aviazione elettrosostenibile) proprio mentre entra in vigore il regolamento UE ReFuelEU Aviation. Il nuovo rapporto, “The Need for e-SAF in Scandinavia”, mostra che la domanda di e-SAF aumenterà bruscamente a partire dal 2030, mentre nessun impianto di produzione europeo ha ancora raggiunto la Decisione Finale di Investimento (FID).

Cosa dice Mads Brandstrup Nielsen – SAS

“Quello a cui stiamo assistendo ora ci ricorda quanto l’Europa rimanga esposta agli shock globali del carburante. Se non riusciamo a sviluppare la produzione nazionale di e-SAF, rischiamo di creare una seconda vulnerabilità, questa volta all’interno di un sistema regolamentato in cui la domanda è obbligatoria ma l’offerta non lo è. Si tratta di un problema strutturale che avrà ripercussioni sui prezzi dei biglietti, sulle reti di rotte e sulla competitività dell’Europa, a meno che non agiamo subito”, afferma Mads Brandstrup Nielsen, Vicepresidente Senior Comunicazione, Affari Pubblici e Sostenibilità di SAS.

Una finestra di opportunità che si restringe

Secondo il rapporto, il solo settore dell’aviazione scandinava richiederà 36.000 tonnellate di e-SAF nel 2030, per poi salire a oltre 160.000 tonnellate entro il 2035 e a 330.000 tonnellate entro il 2040. Ciò corrisponde alla produzione di un impianto dedicato entro il 2032, che aumenterà a 2-3 impianti entro il 2035 e a circa 5 impianti entro il 2040. Oggi, in Europa non ne esiste nessuno.

In un mercato strutturalmente a offerta limitata, si prevede che i prezzi degli e-SAF si avvicineranno al costo della non conformità previsto dalla normativa UE, un livello diverse volte superiore a quello attuale del carburante per aerei di origine fossile. Ciò potrebbe aumentare significativamente i costi operativi per le compagnie aeree e mettere sotto pressione la connettività europea.

Il rapporto delinea due possibili percorsi: o l’Europa ridimensiona le ambizioni nell’ambito del programma RefuelEU, ritardando la transizione del settore aereo verso le emissioni zero, oppure accelera la produzione attraverso un sostegno politico mirato, incentivi agli investimenti e sviluppo delle infrastrutture.

“L’Europa ha ora una finestra di opportunità molto ristretta per decidere se vuole essere leader o seguire nella prossima fase dell’aviazione pulita. Sviluppare la produzione di e-SAF non significa solo rispettare un mandato, ma garantire la stabilità energetica a lungo termine, proteggere la connettività e mantenere competitiva l’industria europea in un mondo in rapida evoluzione. Senza investimenti accelerati, rischiamo costi più elevati per i passeggeri, reti più deboli per le imprese e una nuova dipendenza strategica che sarà molto più difficile da superare in futuro”, afferma Brandstrup.

Il rapporto conclude che, senza interventi urgenti, l’Europa rischia di rimanere intrappolata in uno squilibrio di lungo periodo nella produzione di carburante sostenibile per l’aviazione, esponendo il settore a shock sia normativi che di mercato.

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