Alitalia al rilancio. Tutti i piani di James Hogan

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Inizialmente James Hogan (nella foto) aveva bocciato l’operazione Alitalia. Ma oggi, a dodici mesi dalla sigla dell’accordo la definisce “un ottimo investimento”.

La dichiarazione del vicepresidente di Az e ceo di Etihad Airways, che di Alitalia detiene il 49 per cento delle azioni, rilasciata nel corso del convegno ‘Scommettere e investire in Italia’ svoltosi ieri al Meeting di Cl di Rimini, suona come una promozione a pieni voti.

E i progetti per essere “i migliori al mondo” dell’azionista di Abu Dhabi procedono a passo spedito.

Con il pragmatismo che lo contraddistingue, il manager australiano alla guida di Etihad ha chiaramente espresso quelli che sono gli obiettivi strategici per il definitivo rilancio di Alitalia: “Dobbiamo essere una guida per tutti i nostri partner, mantenendo fisso il traguardo del 2017 come anno di ritorno alla redditività – dichiara Hogan -. Dobbiamo garantire un costante afflusso di capitali per poter portare avanti i progetti di innovazione, in modo che gli investitori continuino a credere nella compagnia. A questo si deve affiancare una continua collaborazione con tutti i nostri partner”.

Proprio nell’ottica della collaborazione vanno anche le prospettive di ampliamento del network. Se da un lato Hogan conferma “l’interesse per Milano e Roma come hub principali di investimento”, il riferimento va anche a Venezia, su cui Az ha di recente avviato delle operazioni.

“Stiamo studiando delle interconnessioni dall’Italia via Abu Dhabi verso l’India – spiega poi il top manager – e sicuramente potenzieremo la copertura con la Cina”.

Una serie di operazioni possibili per Etihad e Alitalia, grazie anche alla partecipazione del vettore emiratino in altri player come Air Berlin, Aer Lingus, Air Seychelles, Jet Airways.

Ma una della ragioni chiave cha ha portato Hogan ad accettare la sfida dell’investimento economico in Alitaliaz, al di là del ruolo del Governo tricolore che ha spinto affinchè Etihad avviasse una due diligence sul dossier Az, è stato il potenziale del Belpaese stesso: “Il mercato interno italiano in fatto di trasporti è molto forte, così come lo è il sistema di collegamenti paneuropeo – sottolinea Hogan -. E poi non dimentichiamocelo, gli italiani viaggiano, e molto”.

TTG

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