Cerberus ed i numeri di Alitalia

L’arrivo dell’interesse di #Cerberus Capital in Alitalia viene visto forse diversamente dall’approccio molto sbrigativo di Lufthansa. Questa e’ l’impressione che si legge nei commissari ed in particolare in quella di Stefano Paleari.

Ad un giornale descrive l’approccio che ha avuto il fondo americano, che ha avuto modo di visionare i documenti finanziari iniziali e successivi della compagnia aerea.

Per passare poi ad Alitalia, Paleari ha tenuto a sottolineare che la compagnia aerea ha bisogno di un acquirente forte e che dia stabilita’ al vettore pagandolo il gusto prezzo. Insomma non verra’ affidato al primo che si presenta alla porta e’questo il concetto.

Alitalia e’ in un percorso che vede la compagnia aerea cmminare speditamente verso un rilancio fatto da numeri che la pongono i9n condizioni migliori nel passato. Ha piu’ liquidita’ perche’ oltre ad incrementare il val;ore di biglietti venduti, c’e’anche stato un taglio dei costi inutili oppure pagati sopra ai valori ragionevolmente congrui. in quest’aspetto si sono ridotti in un valore di 130 milioni di Euro su base annua.

L’EBITDA si presende che chiuda in sostanziale pareggio a fine anno, quando gia’ ora e’ positivo nella fascia alta dell’anno del mercato. Nel passato non lo era mai stato.

L’anno prossimo Alitalia lo iniziera’ con una dotazione finanziaria che gli viene dal prestito ponte leggermente solo utilizzato, ma con oltre 800 milioni di Euro disponibili.

#Alitalia nell’era dei commissari ha ridotto la catena manageriale da 15 a 9 livelli nell’architettura aziendale, ricontrattato i contratti dell’acquisto del carburante e modificato i fattori di rischio. Come vediamo oggi, la flotta si sta assotigliando restituendo aerei a fine contratto o che non servono ha permesso di ridurre costi pesanti per il vettore in quanto trattasi di aerei sottoutilizzati che ogni mese vanno pagati e che realmente non rendevano, ma erano solo costi. Poi, un efficentamento della struttura gestionale amministrativa con l’imposizione delle fatture elettroniche.

Paleari poi sottopone al giornalista quello che molti non vedono e che sono i costi esterni che la compagnia paga ogni anno a vari soggetti. Costi che pesano e che purtroppo sono piu’ al;ti in media in relazione anche ai competitor come nella politica dei trasporti viene pagato da chi gestisce i treni ad alta velocita’. Paleari dice che vengono versati 7,5 milioni di Euro a Roma Capitale, poi 5,5 milioni di Euro di tassa sul rumore e quindi oltre 200 milioni di Euro all’aeroporto di fiumicino per diritti di assistenza che aumentano sempre di piu’ ma con qualita’ non definita superiore o commisurata. Paleari stima infatti che un operatore ferroviario ha costi per 10 Euro a passeggero, quando per #Alitalia gli stessi salgono a 40. Auspicando quindi una politica dei trasporti che abbiaun fair play tra i vari attori senza discriminare i vari competitor.

 

 

 

 

 

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