Forli’: “data improbabile, lavori complessi” dice Peruzzini

C’e’ una voce fuori dal coro nella pletora di persone che tra medaglie sul petto da farsi apporre per guadagnarne meriti si e’ buttata in dichiarazioni più o meno fantasiose circa il sasso lanciato nello stagno due giorni fa da Ettore Sansavini, uno degli animatori della cordata privata che vuole gestire la riapertura e azioni successive sull’aeroporto di Forli. Parliamo di Mario Peruzzini che guida il Comitato Aeroporto di Forli, nonché e’ consigliere comunale. Il Peruzzini tra quelli chiamati in causa da Il Resto del Carlino e’ il piu’ lucido e competente nel definire che i tempi prospettati dalla nuova proprieta’ sono inadeguati in quanto troppo stretti in relazione a tutto cio’ che vi sara’ da fare per riportare l’aeroporto all’operativita’.

“La ristrutturazione e’ molto complessa e non solo, dopo il fallimento e nell’era post Halcombe e’ stato portato via tutto. Oggi e’ tutto da riacquistare e da rifare”. Peruzzini si riferisce a tutti quei beni che i vari curatori hanno venduto per rientrare delle esposizioni lasciate dalle precedenti gestioni.

Continuando Peruzzini crede che Ettore Sansavini sia stato decisamente troppo ottimista e forse consigliato da persone che non hanno l’idea dei costi per riavviare uno scalo. La nuova gestione, tra l’altro e’ di privati, quindi e’ ancora piu’ Indispensabile che sia costruttiva.

E’ chiaro che a detta di Peruzzini questi pochi mesi non sono sufficienti da qui al 1 aprile per riaprire operativamente un aeroporto. E lo dice “Occorre tempo perche’ l’unica cosa in discreta condizione e’ la pista. Tutto il resto richiede grandi lavori e grandi costi: parlo nell’ordine dei dieci milioni di €. Una cura, che almeno sulla carta, la cordata di imprenditori non dispone”.

Nel chiudere il suo intervento Peruzzini lancia un messaggio a Sansavini “Piu’ che parlare di  date, quando all’aeroporto non c’e’ Alcuna traccia dell’avvio dei lavori, e’ meglio che presenti ai cittadini Un informativa dettagliata sui progetti che intende seguire per portare l’aeroporto alla ripartenza. D resto questo e’ un argomento che riguarda tutta la citta’ e i forlivesi hanno il diritto di sapere quali saranno i prossimi passi”.

A nostro parere l’analisi di Peruzzini e’ esatta, forse molto ottimistica sui costi e dimentica che l’aeroporto e’ privo ora di un deposito carburanti. Gli aerei non vanno ad aria ed il precedente fu rimosso e l’area bonificata da ENI con la chiusura dello scalo nel 2013. Quello che e’ certo, sei mesi per rimettere operativo uno scalo chiuso da sei anni e senza infrastrutture ed apparecchiature e’ nulla. Ma sopratutto senza tutti gli attori specifici presenti quali Aviazione civile, polizia, guardia di finanza e pompieri puo’ portare solo ad un taglio del nastro e poi si rimandera’ al domani quando sara’ l’effettiva data di riapertura operativa con voli pianificati. Per poi continuare sul fatto che l’aeroporto se ritornera’ nella giungla commerciale del mondo del trasporto aereo dovra’ misurarsi contro un aeroporto come Rimini che ha una valenza in quanto scalo della Riviera Adriatica e Bologna che ha oramai un ruolo consolidato e con una posizione strategica di posizionamento che Forli non ha.

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