Ryanair dopo l’AOC inglese ne cercherà qualcun’altro?

E’ dei giorni passati la notizia che Ryanair ha ottenuto l’AOC Inglese come Ryanair UK. E’ il terzo in sequenza dopo il suo storico certificato d’operatore aereo in Irlanda e quello recentemente ottenuto in Polonia come Ryanair Sun.

Il primo, parliamo di quello irlandese e’ colui che fino ad ora ha visto l’iscrizione della quasi totalità dei oltre 450 aerei in flotta. Esso ha permesso tutte quelle operazioni di volo tra aeroporti di stati europei comunitari oppure verso Stati in Europa dove vivono bilaterali definiti. Oppure verso gli Stati in Africa e Medio Oriente dove vi e’ da tempo un accordo di cieli aperti, meglio chiamato opensky.

La saturazione delle possibilità di operare verso destinazioni ove l’AOC irlandese ha reso possibile farlo, ha spinto il vettore ad ottenere un AOC in Polonia che potesse espandere il network considerandosi non più un vettore europeo o irlandese, ma bensì nazionalista. Cosi potendo sfruttare uno status diverso che gli permette di accedere a quegl’accordi bilaterali che con il precedente ne era escluso.

Ryanair ha necessità di piazzare in futuro quella massa di aerei che ha in ordine presso Boeing. Quantificandoli sono almeno un paio di centinaia. Le consegne avverranno per una sessantina di questi tra il 2019 ed il 2020, tutti B737MAX200 visto che per i -800 l’ultima consegna e’ stata in dicembre.

L’AOC ottenuto in Regno Unito metterà al coperto la Ryanair dagli effetti della Brexit. Ma quello che sarà certo e’ la cosa che tutti gli aerei in arrivo nei prossimi mesi ed anni hanno bisogno di altre rotte e aeroporti dove appoggiarli. Cio’ con buona probabilità questi velivoli, forzeranno Ryanair alla richiesta di qualche nuovo AOC. Si, perche senza questa mossa sara’ difficile ottenere una nuova rotta ad esempio tra: Ucraina e Grecia oppure Italia e Tunisia.

Quindi perché no se l’Italia a breve potrebbe essere proprio una di quelle nazioni ove la compagnia irlandese eleggerà quale nuova dimora di un AOC. Vediamo se ciò accadrà, la cosa potrebbe essere non eccessivamente lontana nel tempo! Non solo Tunisia, ma anche Egitto, Turchia, Moldavia, Ucraina e Georgia i paesi che potrebbero vedere il lancio di collegamenti diretti al momento non esercibili a causa dell’assoggettamento di queste direttrici ad accordi bilaterali di traffico e non opensky.

Quando? Ragionevole che potrebbe esserlo anche a breve. Quest’anno o il prossimo? Probabilmente si.

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