Associazione Piloti : AIRITALY, NON É IN GRADO DI RIPRENDERE IL SERVIZIO DALLA BASE DI OLBIA, DOPO OLTRE 50 ANNI ININTERROTTI DI ATTIVITÀ E UN SOLO MESE DI ASSENZA, SE NON DOPO IL 7 GIUGNO

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**********COMUNICATO STAMPA**********

CONTINUITÀ TERRITORIALE.AIRITALY, NON É IN GRADO DI RIPRENDERE IL SERVIZIO DALLA BASE DI OLBIA, DOPO OLTRE 50 ANNI ININTERROTTI DI ATTIVITÀ E UN SOLO MESE DI ASSENZA, SE NON DOPO IL 7 GIUGNO

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Finalmente la tragicommedia della Continuità territoriale ha visto l’assegnazione definitiva, ma solo fino a Dicembre, delle tratte Olbiesi ad Airitaly.

Il raggiungimento di tale accordo non può non vedere riconosciuti gli sforzi della Regione Sardegna prima, della disponibilità di Alitalia poi e, solo in ultima istanza, la partecipazione forzata di Airitaly, da sempre apparsa interessata nelle dichiarazioni, ma palesemente disinteressata nei fatti.

Nonostante le dichiarazioni spinose e al limite del bellicoso del top management di Air Italy, scopriamo oggi che l’Azienda non é in grado di riprendere il servizio dalla base di Olbia, dopo oltre 50 anni ininterrotti di attività e un solo mese di assenza, se non dopo il 7 giugno p.v.

Nel frattempo la concorrenza diretta di Easyjet, ben radicata a Malpensa, e che già ha enucleato Airitaly da Napoli (mentre Vueling l’ha soppiantata a Firenze, Neos e Volotea a Verona, Alitalia e Volotea a Cagliari, tutte basi storiche di Meridiana) dichiara di voler incrementare il proprio sviluppo da e per l’isola.

Tutto questo mentre la rivista di bordo Atmosphere dichiara che “Airitaly é pronta all’estate”, i premi per i vini pregiati sono stati assegnati, le nuove divise distribuite e indossate, il gelato degustato.

Ora andiamo anche a Toronto.

É evidente il disinteresse totale di Airitaly nei confronti del mercato interno, così come lo é l’incapacità e la sconsideratezza nello sviluppo di quello internazionale, sul quale si procede ad azzardi e tentativi scomposti.

Oggi, a ridosso della scadenza dell’infelice momento sindacale che ha visto la firma del disastroso accordo del giugno 2016, complice l’allora governo italiano e i soliti sindacati che ancora oggi si autoproclamano soli attori delle finte trattative pur senza numeri significativi nelle aziende, i dati sono i seguenti:

Gli aerei in flotta sono 13, di cui 3 parcheggiati sine die per la questione Max Boeing (ma già prima dei noti incidenti la fornitura era stata sospesa) la continuità territoriale é considerata un peso, l’occupazione sulla base madre Olbia risulta in prospettiva ancora in forte pericolo, e le tratte di lungo raggio vengono aperte e chiuse con un andamento che sa più di gioco d’azzardo che da gestione di marketing di impresa e sviluppo commerciale.

Se esiste una volontà reale di incidere sul mercato del trasporto aereo, é il momento di dimostrarlo coi fatti.

Il ricorso sistematico al wet leasing con macchine vetuste, il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato di numerosi piloti, l’assenza del partner di minoranza come di quello di maggioranza, l’avvicendamento sfrenato di quadri dirigenziali e la pioggia di comunicazioni inutili, non fa presagire nulla di buono.

 

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