Airbus: Gli Albatros ispirano una nuova generazione di ali per gli aeromobili

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Filton, Regno Unito, 13 giugno 2019 – Gli ingegneri di Airbus hanno sviluppato un modello in scala di aeromobile dotato delle prime estremità alari battenti, che potrebbero rivoluzionare il modo in cui vengono progettate le ali degli aeromobili.

Il gigante aerospaziale ha attinto dalla natura per sviluppare il concept di “cerniera semi-aeroelastica”, che mira a ridurre la resistenza aerodinamica e il peso complessivo delle ali, combattendo al contempo gli effetti delle turbolenze e delle raffiche di vento.

Noto come AlbatrossOne, l’aeromobile telecomandato ha già effettuato i primi voli per validare il nuovo concept e il team effettuerà ulteriori test prima che il dimostratore basato sull’aeromobile Airbus A321, venga ulteriormente sviluppato.

“Mentre le estremità alari incernierate non sono nuove – i jet militari le utilizzano per consentire una maggiore capacità di stoccaggio sulle portaerei – il dimostratore Airbus è il primo aeromobile a testare in volo le estremità alari battenti per alleviare gli effetti delle raffiche di vento e delle turbolenze”, ha spiegato Tom Wilson, ingegnere di Airbus basato a Filton, nel Regno Unito.

“Abbiamo tratto ispirazione dalla natura: l’albatro blocca le ali a livello della spalla per volare sulle lunghe distanze, ma le sblocca in presenza raffiche di vento o quando è necessaria una manovra”, prosegue Tom Wilson. “Il modello AlbatrossOne esplorerà i benefici delle estremità alari battenti sbloccabili – che rappresentano fino a un terzo della lunghezza dell’ala – per reagire autonomamente durante le turbolenze in volo e diminuire il carico alla base dell’ala, riducendo così la necessità di scatole alari fortemente rinforzate”.

Jean-Brice Dumont, Executive Vice-President of Engineering di Airbus, ha dichiarato che il progetto mostra “come la natura possa ispirarci”. “Quando  incontra una raffica di vento o una turbolenza, l’ala di un aeromobile convenzionale trasmette enormi carichi alla fusoliera, pertanto, la base dell’ala deve essere fortemente rinforzata, aggiungendo peso all’aeromobile”, prosegue Jean-Brice Dumont. “Consentire alle estremità alari di reagire e flettersi alle raffiche riduce i carichi e ci consente di rendere le ali più leggere e lunghe – più lunga è l’ala, minore è la resistenza che crea fino a raggiungere un livello ottimale –  pertanto ci sono potenzialmente maggiori efficienze da sfruttare in termini di carburante”.

I primi voli di prova del dimostratore AlbatrossOne, sviluppato dagli ingegneri di Airbus a Filton, si sono conclusi a febbraio dopo un programma di sviluppo durato 20 mesi. Parlando a Tolosa, Dumont ha dichiarato che AlbatrossOne è stato il “primo aeromobile di Filton dai tempi del Concorde”.

AlbatrossOne è stato realizzato in fibra di carbonio e polimeri rinforzati con fibra di vetro, nonché componenti provenienti dalla produzione addittiva.

“I test iniziali hanno esaminato la stabilità del dimostratore con le estremità alari bloccate e completamente sbloccate”, ha dichiarato James Kirk, ingegnere Airbus con base a Filton. “Il prossimo passo è condurre ulteriori test per combinare le due modalità, consentendo alle estremità alari di sbloccarsi durante il volo ed esaminarne la transizione”.

La squadra ha presentato la propria ricerca questa settimana negli Stati Uniti presso l’International Forum on Aeroelasticity and Structural Dynamics.

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