Forlì vuole aprire con l’orario estivo 2020

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Chissamai, se sarà ancora la data del 1 aprile 2020, che non ha portato fortuna quest’anno, quella che vedrà il primo aereo commerciale di nuovo volare dall’aeroporto Ridolfi di Forlì. Genericamente, la primavera o l’orario estivo 2020 e’ quella identificata nei piani per il futuro dal CdA degli azionisti di F.A. S.r.l. (la nuova società di gestione dell’aeroporto romagnolo), tenutosi qualche giorno fa.

Con il vento in poppa, c’e’ fiducia con le notizie rassicuranti giunte negli ultimi tempi. Infatti, i possibili investimenti regionali per 10 milioni di €, un intervento di 1 milione di € per supporto a promozione commerciale sulle compagnia aeree e la certezza di aver trovato la soluzione per l’oneroso costo della gestione dei vigili del fuoco, tutti aspetti tranquillizzanti.

Rimane il fatto, come già segnalato mancano altri soggetti come la Polaria, cioè i funzionari di polizia con la qualifica per le attività di frontiera.

In più i costi della ristrutturazione del terminal attuale, praticamente nuovamente equipaggiato di tutto sono stati investimenti importanti per l’attuale gestione. Nessuna cifra e’ stata data a riguardo, come pure quanto peseranno i ritardi sulla partenza in termini finanziari di disavanzo, che gli azionisti dovranno coprire alla chiusura del bilancio 2019. A conferma dei costi sostenuti per i ritardi, ad un giornale locale, un piccolo azionista ha indicato il fatto dei costi, anche se permane la fiducia sull’operato del Presidente e dell’AD.

Non e’ ancora stato reso noto nei dettagli il piano industriale, come pure i contatti con i vettori quali realmente saranno interessati. Durante il TTG di Rimini di un mese fa, c’era una voce che aleggiava nelle corsie della fiera, che riportava l’assenza di vettori interessati ad effettuare voli da Forlì.

Con i primi voli commerciali dal 2020, dovrà essere risolto anche il problema del carburante, perché dal 2014 (anno del suo smantellamento da parte di Eni) non vi e’ più il deposito carburanti. E’ chiaro che questa condizione peserà molto. Infatti, fare la pratica del tankering per una compagnia aerea e’ fortemente onerosa e drena fortemente i guadagni. Portarsi appresso su ogni volo svariate tonnellate di cherosene costa e tanto. Allo stesso tempo far affluire carburante in aeroporto per mezzo di cisterne, fa salire il costo rispetto ad altri scali molto più fortunati per l’ampia disponibilità presente di esso.

 

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