easyJet : 25 anni fa volava per la prima volta


Giusto un quarto di secolo fa. il 10 novembre 1995 spiccavano in volo i primi due collegamenti di linea della easyJet.
La nuova creatura di Stelios Haji Ioannou, giovane armatore cipriota di quasi 30 anni di età, passo‘ dal navale al trasporto aereo senza sfronzoli o no frills.

I due Boeing 737/200 noleggiati da GB Airways da Londra Luton, con loro si viaggiava verso Edimburgo e Glasgow a partire da 29 sovrane inglesi. Almeno quattro volte di meno di British Airways, che ne chiedeva 120.

Iannou assieme a Ray Webster

Era un nuovo modello, non il low cost estremo di Ryanair, si avvicinava “al faro” di Southwest e per questo l’istrione Ioannou aveva reclutato un direttore generale di spessore, era proveniente dall’altra parte del mondo, Raymond Webster.
Ioannou e Webster andarono avanti dieci anni. Da direttore generale Webster divento poi amministratore delegato, uomo molto semplice e di esperienza nato alla NAC in Nuova Zelanda, poi Air New Zealand, quindi FreedomAir che tanti grattacapi diede agli australiani.

In quei dieci anni easyJet getto’ le basi per diventare un grande vettore, nonostante la guerra fatta da British Airways direttamente e poi dalla sua controllata GoFly dal maggio 1998 diretta da Barbara Cassani. Alla fine Webster con i soldi di Ioannou assorbi proprio GoFly nel 2003.

Il network di easyJet si allargò’, dagli iniziali Boeing 737/200, passo’ ai B737/300 e poi B737/700. Quindi la svolta verso Airbus. Luton dove c’è’ ancora l’Head Office vide affiancarsi a Stansted (ereditato da GoFly) e quindi il balzo a Gatwick. Qui mise la più grossa base. Intanto aveva comprato il 40% di Tea Basel poi rinominata Switzerland, un AOC di un vettore svizzero per sbarcare non solo a Basilea dove era possibile farlo già con l’AOC inglese. La chiamarono essyJet Switzerland e tutt’ora e’ operante. Ma sopratutto lo scopo fu arrivare a operare e mettere i piedi a Ginevra, il secondo pilastro economico di guadagno ancora oggi di easyJet.
Webster si proietto’ a lanciare la base di Milano Malpensa. Poi abbandono’ il business dell’aviation per motivi personali e non comparve più in nessuna aerolinea.

easyJet poi lascio i Boeing 737 per gli Airbus 319. Ne compro’ 120 ancora con Webster in sella. Poi a seguire A320 e A321.

Al timone si succedettero Andy Harrison tra il 2005 e il 2010. Poi Caroline McCall fino al 2017, quindi l’attuale Johan Lundgren. Con questi tre timonieri l’aerolinea e’ cresciuta, ma non ai livelli di Webster. La differenza? Webster e’ un manager proveniente dall’Aviation puro fin dalla nascita. Gli altri sono manager di passaggio, chi dai cosmetici o la comunicazione. Sia Harrison, che la McCall quando lasciarono successivamente si sono indirizzati in altri mercati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Alla prima difficoltà, il Covid-19, oggi, EasyJet e’ quella più in crisi. La flotta di proprietà sta diminuendo per fare affluire liquidità. I buoni risultati economici del passato, non erano poi così eccellenti in relazione agli utili maturati per quanto producevano gli aerei a disposizione. Per inciso, Ryanair e Wizz nelle mani rispettivamente di Michael O’Leary e Joszef Varadi, altri due manager puri dell’aviation settore low cost della prima ora, hanno prodotto sempre di più.

Comunque, anche se ci troviamo in un momento di estrema crisi, con il suo network oramai ridotto temporaneamente al lumicino, Happy 25th Birthday easyJet.

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