AFGHANISTAN, HERAT: CAMBIO AL VERTICE DELLA JOINT AIR TASK FORCE

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Fonte TAAC-W Herat, Afghanistan

Autore Joint Air Task Force

Nella missione in #Afghanistan il Col. Castellano subentra al Col. Missaglia alla guida della Joint Air Task Force. Si è tenuto presso #CampArena, sede del contingente italiano in Afghanistan, l’avvicendamento al vertice della Joint Air Task Force(#JATF), la componente aerea della missione NATO che gestisce lo scalo aeroportuale di Herat e coordina gli assetti dell’Aeronautica Militare presenti in teatro operativo.

Il Colonnello Dario Antonio Missaglia, dopo sei mesi di intenso e proficuo lavoro, ha ceduto l’incarico al Colonnello Claudio Castellano durante una cerimonia tenutasi in forma ridotta e senza lo schieramento dei reparti, in osservanza alle limitazioni imposte dall’emergenza Covid19, alla quale ha partecipato il Comandante del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), Generale di Brigata Alberto Vezzoli.
La JATF, dall’avvio della missione Resolute Support (1° gennaio 2015), oltre a gestire l’aeroporto militare e a condurre, congiuntamente con la controparte civile afgana (Afghan Civil Aviation Authority), l’aeroporto internazionale di Herat, supervisiona l’addestramento degli operatori civili locali destinati a subentrare nella gestione dei servizi aeroportuali. Inoltre, il personale dell’Aeronautica Militare italiana contribuisce alla formazione e all’addestramento specialistico di alcune essenziali figure professionali come controllori di volo, addetti alle procedure antincendio, responsabili alla meteorologia e alla sicurezza del volo.

Il TAAC-W è il Comando NATO a guida italiana attualmente incentrato sulla Multinational Land Force su base Brigata Alpina JULIA, in cui operano uomini e donne dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri, è responsabile nell’ambito della missione in Afghanistan “Resolute Support” della parte occidentale del paese, che comprende le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor.È composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle Istituzione e delle Forze di Sicurezza afgane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale.

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