A diversi giorni da quando l’Etna si è messo nuovamente in moto con una eruzione che sta durando tanto e non accenna a calmarsi, da piu parti in Sicilia riprendono vigore le discussioni per le proposte di nuovi scali da costruire , che a dire dei proponenti sarebbero utili per farli uscire dall’isolamento e creare opzioni di connettibità per territori difficilmente raggiungibili. Ma sopratutto a quanto pare sarebbero esenti dalle incombenze negative che sta creando adesso il vulcano in eruzione con la chiusura dello scalo di Fontanarossa. Ma che non è la prima volta che accade e già quest’anno l’Etna è andato in eruzione varie volte. Talvolta i venti favorevoli al Vincenzo Bellini hanno permesso di continuare ad operare regolarmente specie se i venti spirano dai quadranti a sud.
I vari progetti
Almeno quattro sono i progetti che rimbalzano su varie testate che ricordano progetti presentati e poi andati nel cassetto. Tre sono tra Agrigento e Catania , ma più spostati verso il centro dell’isola in una ottica baricentrica geografica e poi uno a nord est sulla costa verso Messina nell’area della piana di Milazzo. Infatti era quello di Messina da realizzarsi nella piana di fronte a Milazzo.

Proprio da quest’ultimo partiamo , perchè è forse il più recente dei quattro come progetto. Questo scalo si propone di essere il motivo trainante dell’economia di una area territoriale che va da Messina a Cefalù. Nonchè far arrivare più velocemente i turisti diretti alle isole Eolie.

Poi qui sopra avremmo il progetto di un aeroporto nell’area dell’Agrigentino. Una zona geografica fortemente lontana da Trapani, Palermo, Comiso e Catania. Anche via superficie le criticità per spostarsi sono significative via strada con lunghi tempi di percorrenza. Come pure sono lenti i treni che vanno a Palermo oppure verso est. Il litorale assolutamente privo di qualsiasi resort negli anni 80 del secolo passato. Invece ora sta vedendo il fiorire di svariate iniziative ricettive e far arrivare i turisti , in particolare via aerea, e’ un qualcosa ardua e che frena molto lo sviluppo per le distanze e i tempi. Ad esempio strutture come il lussuoso Verdura Resort di Rocco Forte e l’ADLER SPA tutti nella zona di Sciacca sono dei catalizzatori di clientela altissimo spendente che giunge in buona parteanche con bizjet bellissimi e costosi. Il GoogleCamp da anni ne e’ un esempio, il movimento che ruota attorno a questo evento forza in molti casi che l’aereo giunga a Trapani o Palermo e debba poi volare via e andare a larchegguare se va bene in Centro Italia, oppure al Nord Italia. Non ci sono di fatto aeroporti vicini, anche per questo tipo di traffico di business aviation e corporate jet. Si aggiunge che non ci sono solo quelle attività ricettive, ma pure altre che fanno volumi e ulteriori che stanno nascendo.

C’era l’idea di fare altri scali tra i quali uno che aveva lo spirito di ambizione di addivenire uno dei possibili hub del Medterraneo. Un hub and spoke, che pero’ con una posizione centrale ambiva ad affiancare e sostituire nelle intenzioni gli scali di Palermo e Catania. Secondo le stime poteva catalizzare fino a 15 milioni di passeggeri.




