TOKYO BIENNALE – UNSEEN EVERYDAY SCENE

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Posticipata di un anno per via della pandemia come tanti altri eventi in tutti il mondo, la Tokyo Biennale 2020/2021 si terrà finalmente questa estate fino al 5 settembre in numerose aree della zona nord-est della capitale del Giappone, con l’obiettivo di fornire un percorso di scoperta di nuovi punti di vista per osservare la quotidianità e ritrovare la serenità.

Come recita il tema selezionato per questa edizione “Unseen Everyday Scene”, la missione del festival artistico è quella di generare l’inimmaginabile nella nostra esistenza per farci apprezzare l’insolito tramite la riscoperta dei percorsi familiari. Si tratta infatti di un vero e proprio festival artistico che prende origine in aree locali di Tokyo, trasformando il quotidiano in arte e incentrandosi sulla zona nord-est della città, che ha saputo preservare una ricca base che affonda le sue radici nell’antica storia della città, risalente al periodo Edo (1603-1867).

Strade, edifici storici e spazi urbarni moderni saranno altrettanti eteregoenei palcoscenici. Kanda, Ueno, Akihabara, Nihonbashi, Ginza, Yanesen e Nippori, solo per citare alcune delle zone più famose toccate dalla manifestazione, si trasformeranno in spazi espositivi che si avvantaggiano delle speciali caratteristiche della città e forniranno esperienze che uniche come la stessa città di Tokyo. La struttura del festival è tripartita e prevede la presenza di progetti d’arte su invito a cura di artisti di eccellenza, progetti open-call (detti anche Social-Dive) cioè aperti su candidatura, e progetti sociali che mirano ad integrare la comunità e le scuole con programmi educativi. Il festival dunque non si limita ad riscoprire la geografia locale della città, ma è anche una sfida per creare e condividere nuove esperienze anche a livello della cittadinanza, coinvolgendo gli abitanti della città tramite il microfinancing e i social media e l’arte stessa. I progetti avranno contenuti cross-genere che spazieranno in vari campi tra cui l’arte, l’architettura, il design, la moda e la tecnologia, con l’obiettivo di coinvolgere profondamente la società.

Social Dive – la sezione “open-call” del progetto – oltre a coinvolgere infatti esposizioni e progetti di artisti selezionati oltre 1500 application arrivate dal Giappone e dall’estero (tra cui l’Italia), serve anche da progetto di formazione grazie al continuo coinvolgimento della comunità.Tra i contenuti saranno presenti oggetti d’arte come fotografie, dipinti e murales o, ancora, sculture fatte di materiali che assorbono il calore con l’intento di rinfrescare l’estate di Tokyo come “Giant Littles” di Yoshiaki Kuribara; così come contenuti più immateriali come laboratori sociali quale il TONARI (Neighborhood) Project di Min Nishihara, che unisce la sua esperienza come assistente sociale e terapista di salute mentale in un vero e proprio laboratorio artistico aperto a tutti colori alla ricerca di cambiamento positivo tramite la creatività.

Maggiori dettagli sui singoli progetti: https://tb2020.jp/en/project-e

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