ITA: lo spettro di uno sciopero il 15 ottobre. Intermodalità ferroviaria nel mirino.

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Così pare che sia, uno sciopero del trasporto aereo, oltre a quello dell’11 ottobre, anche il 15 quando ITA – Italia Trasporto Aereo partirà con i suoi primi voli al posto di Alitalia. Nella parte finale dell’articolo di Leonard Berberi di corriere.it, Alfredo Altavilla – Presidente Esecutivo ITA non va tanto sul tenero come è di suo solito da un po’ di tempo, “Questa minaccia di sciopero mi sembrerebbe una vergogna nazionale e qualcosa che danneggerebbe l’immagine del nostro Paese a livello internazionale che non riesco a comprendere come possa essere un argomento di pressione», dice Altavilla. «Per quanto mi riguarda non è assolutamente un argomento di pressione, anzi se qualcuno sta cercando il modo per sabotare definitivamente questa trattativa lo sciopero del 15 ottobre è la modalità perfetta». così si legge nell’articolo al link:

https://www.corriere.it/economia/aziende/21_ottobre_06/ita-alitalia-altavilla-dialogo-fs-il-biglietto-unico-treno-aereo-86036704-269c-11ec-80e1-1715b255e4f7.shtml

Altavilla ha parlato anche del bando andato deserto del brand Alitalia si lascia a un sorriso ” mannaggia, sono veramente sorpreso”. Tanto era certo che nessuno si sarebbe fatto avanti al prezzo chiesto dai commissari in prima battuta di 290 milioni di € più oneri vari.

Su ITA fa un quadro molto chiaro su come sarà «Gli italiani troveranno un vettore che non intende competere con le low cost» — racconta Altavilla parlando di Ita — perché «vuole offrire un servizio di livello, sia in termini di sostenibilità, con aerei nuovi molto più ecologici degli attuali, sia con l’attenzione ai servizi a bordo». Servizi — aggiunge — che le «low cost non riescono ad assicurare, perché volare con loro è farlo come polli in batteria». Eppoi, precisa, «daremo tutti i servizi inclusi senza nessun balzello». «Dobbiamo conquistare la fiducia degli italiani — ragiona — non solo per tornare a essere la compagnia di bandiera su carta ma vettore di riferimento per chi vuole spostarsi».

Poi passa alle low cost Ma stare sul mercato in Italia, prosegue il presidente, «non è un’impresa banale» perché la concorrenza nel nostro Paese da parte delle low cost «è particolarmente feroce». Anche perché — attacca — le aviolinee a basso costo da noi «sono aiutate anche da politiche locali non molto sagge». Nel mirino finiscono gli incentivi, le attività di co-marketing e gli sconti nei confronti dei vettori in grado di garantire volumi di traffico al territorio. «Sarà un fronte molto caldo: qui nessuno vuole un occhio di riguardo, ma condizioni uguali per tutti», sostiene Altavilla. «Oggi le low cost hanno condizioni di privilegio importanti, con gli italiani che pagano in modo indiretto il sostentamento alle low cost grazie a sostegni regionali».

Sulle vendite il Presidente altavilla cita la IATA che all’ultima AGM, la 77esima di qualche giorno fa vede lo psettro di una ripresa molto più lenta per il mercato intercontinentale di quanto sia stato preventivato anche qualche mese fa. Il lungo raggio non produce soldi dal lato passeggeri. Le restrizioni sono l’argomento più problematico per le compagnie aeree di oggi e dei prossimi mesi. trovare la quadra per il pareggio dei conti sulle operazioni a lunga distanza pare un grosso problema e si riflette anche sulla messa in vendita dei voli sugli USA, che iniziano con un trisettimnale per New York da novembre. Oggi è giornaliero, evidentemente non si marcia a buona velocità. ITA ha messo all’estate sia Boston e Miami, che dovevano anch’esse iniziare nell’inverno 21/22. Milano- New York anche questa da fine marzo 2022. Los Angeles dall’estate 2022, ma non si parla di Washington anch’essa prevista da giugno 2022. La ragione è quindi quella della lentezza nelle vendite sul lungo raggio. E’ vero che gli americani hanno aperto anche agli italiani e europei, ma sempre un aliquota di tamponi sarà necessaria per arrivare e ripartire. Oltre al fatto che oggi il business travel non sceglie profili business come classe di viaggio, ma pare che scelga l’economica. Anche quì sono problemi per i vettori. Forse verso la fine dell’inverno, ci aspetteranno altre sorprese, se le vendite non riprenderanno a ratei da immaginare una possibile futura sostenibilità economica. Va meglio invece sul corto e medio raggio, dove le vendite sono a più 70% sul 2020, ma non ai livelli ancora del 2019.

ITA guarda anche a un intermoalità treno ad altavelocità+aereo, colloqui sono in corso con FS al fine di definire in futuro un biglietto unico.

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