Le aerolinee europee chiedono all’EU piu’ tolleranza sulla questione slots a causa di Omicron

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La UE non sente ragioni, il numero minimo di voli da fare e’ al 50% degli slot effettivamente nelle mani di ogni singola compagnia aerea

Omicron sta diventando che divide i vettori europei con la EU. La domanda era gia’ poca e sta diventando ancor di meno a causa dell’ultima variante, difatto rapidissima nel contagiare le persone.

Le compagnie aeree oltre alla riduzione del numero dei passeggeri prenotati a bordo per le limitazioni imposte sui viaggi, l’aumento degli infettati nella loro forza lavoro che ne riduce la disponibilita’ per coprire i servizi aerei previsti,c’e’ il problema di raggiungere il numero minimo di servizi aerei per mantenere gli slot negli aeroporti europei, la pena e’ la perdita degli stessi.

Le aerolinee in virtu’ di cio’ per raggiungere i minimi numeri previsti sono forzate a operare i voli con pochi oppure senza passeggeri a bordo, conseguentemente aggravando la propria situazione finanziaria.

Normalmente era l’ 80%, il volume di voli da operare sulla propria totale dotazione, poi erano stati congelati per alcune stagioni IATA nel 2020 a causa del crollo del traffico dovuto alla pandemia. Poi per questa stagione invernale in corso era stato fissato nel 50%. Ma questo numero e’ considerato non congruo, e’ troppo per la situazione attuale. Per questo ad esempio la Lufthansa e’ forzata a cancellare 33000 voli, altri 18000 li deve operare per raggiungere il limite minimo per mantenere gli slot, ma s bordo di queste rotazioni non ci saranno abbastanza passeggeri per arrivare al pareggio tra cisti e entrate. La stessa cosa e’ per Brussels Airlines con 3000 voli da effettuare per non perdere gli slot in aeroporti importanti, dove nel domani dell’eventuale ripresa questi non saranno piu’ a disposizione. Se li operera’ oggi e fino a fine stagione invernale perdera’ soldi perché i voli sono vuoti per la mancanza di prenotazioni.

Il Governo belga ha scritto alla EU per rimostrare questa stortura nei provvedimenti in essere , perché essendo voli non necessari, c’e’ anche un impatto ecologico dove tenervi conto.

La commissione UE non si muove da quel valore minimo del 50% dei voli da operare sul totale nelle mani di ogni singola compagnia. Su questa posizione non e’ disposta a concedere ulteriori benefici ai vettori. Anche ACI Europe e’ dello stesso avviso.

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